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SIMONE FAGGIOLI CALA IL TRIS A PIEVE SANTO STEFANO E ABBASSA IL RECORD DEL TRACCIATO NELLA DOMENICA DELLE MILLE EMOZIONI, CON CHRISTIAN MERLI CHE GLI INSIDIA SERIAMENTE IL TRIONFO

Faggioli_gara 16 06 13C’è voluto un Simone Faggioli più forte anche … di se’ stesso per apporre la terza firma personale sull’albo d’oro di una Pieve Santo Stefano-Passo dello Spino, la cui 41esima edizione si è rivelata una fra le più combattute in assoluto della storia, disputata in una domenica di sole estivo e caratterizzata da emozioni e imprevisti che hanno protratto lo spettacolo fino alle 17.30. Sorprese e anche incidenti si sono alternati proprio per l’elevato livello qualitativo e il grado di combattività in un appuntamento di valenza tricolore e internazionale (FIA International Hill-Climb Challenge & Cup) con 196 partenti, che ha portato in dote anche un eccezionale risultato agonistico. Per ben tre volte nella stessa competizione, infatti, il record sui 6000 metri del tracciato è stato abbassato: merito di Christian Merli, il quale con la sua Osella Pa 2000 ha fatto capire a Faggioli che il trionfo se lo sarebbe dovuto sudare, anche perché agli intermedi il trentino era più veloce. È salito in gara 1 con il tempo di 2’35”08 e il fiorentino ha raccolto al volo il guanto di sfida: con la sua Osella Fa30 ha risposto in 2’34”49, limando il primato di 8 centesimi. E in gara 2 Merli abbassa ancora a 2’34”40 e Faggioli è costretto alla grande impresa; nemmeno le ripetute interruzioni gli distraggono la concentrazione e alla fine strappa un 2’32”60 che la dice lunga sulla sua superiorità. “Avevamo sbagliato il set-up dell’auto – commenta Faggioli – e nella seconda gara siamo tornati all’auto dello scorso anno: non era equilibrata, ma tutto a posto. Da una parte non siamo del tutto contenti, dall’altra il bilancio è ok: siamo a punteggio pieno”. Fra le vittorie ottenute, si può dire che questa è stata una fra le più belle e sofferte? “Senza ombra di dubbio!”. Due parole per Merli. “È stato bravissimo e guida una vettura che nei percorsi medio-lenti offre prestazioni migliori della0 mia, per cui dovremo lavorare”. Nell’albo d’oro dello Spino, Faggioli affianca a quota 3 successi i vari Domenico Scola, Gianni Varese, Ezio Baribbi e Giulio Regosa. Domenica più che storta per gli svizzeri sulla Osella Fa30: clamoroso forfait per Joël Volluz, terzo dopo le prove; inconvenienti tecnici gli impediscono di partire già in gara 1 e allora è Julien Ducommun che, galvanizzato dal 2’41”61 della prima salita, spinge al massimo nella seconda ma esce di strada oltre metà percorso. Il terzo posto va ad appannaggio di Vincenzo Conticelli su Osella Pa30: poco clamore e tanta sostanza per il siciliano con la fiammante livrea e regalo di giornata per Enzo Osella, che ha visto salire sul podio tre diversi modelli della sua casa. Anche il quarto piazzamento assoluto “dice” Osella, con la Fa30 del trentino Diego De Gasperi che alla fine guadagna tre posizioni, mentre Michele Fattorini (primo fra le Lola) chiude quinto un fine settimana nel quale non si è espresso secondo le sue effettive potenzialità. Omar Magliona guadagna un posto ed è sesto,  davanti al ceko Vaclav Janik e al suo connazionale Milan Svoboda – dal quinto all’ottavo vi sono appena 5”33 di differenza – e a chiudere la “top ten” ci sono due vecchi leoni chiamati Gianni Urbani e Franco Cinelli. Merli su tutti nella E2B e Magliona allunga ancora nella classifica della Cn: la sua Osella Pa21/S, per quanto non al massimo, si impone senza difficoltà su quella dell’eugubino Gianni Urbani, davvero bravo se non altro a tenere sempre dietro per 4 centesimi prima e un solo centesimo poi la Osella Evo di Rosario Iaquinta. Il duello fra Porsche e Ferrari nella Gt dà ragione alla casa tedesca, con il veneto Gianni Di Fant – già vincitore a Verzegnis – che crea il vuoto al volante della Gt3 Cup e passa in testa alla classifica dell’italiano, nonostante le eccellenti prestazioni di Riccardo De Bellis sulla 997 Gt3 Cup. Migliore fra le “rosse” quella dell’oramai ex leader di gruppo, Roberto Ragazzi. Nessuna  sorpresa nella E1 Italia, specie dopo l’incidente che nelle prove di sabato ha distrutto la Lancia Delta di Marco Sbrollini; senza praticamente avversari, il bolognese Fulvio Giuliani non spinge al massimo la sua “Deltona” e comunque tiene a distanza di sicurezza la Renault Clio Proto dell’umbro Daniele Pelorosso e la Citroen Saxo del siciliano Isidoro Alastra. In una domenica nella quale è successo proprio di tutto, ci poteva stare benissimo la sorpresa nel gruppo A e così è andata. Il motore nuovo continua a fare le bizze (noie al propulsore) la Mitsubishi Lancer Evo del leader Rudi Bicciato, già terza dopo gara 1, esce di scena in gara 2; anche Claudio Giobbi, in testa con la sua Alfa Romeo 156, salta direttamente gara 2 a causa della frizione. Paolo Parlato su Renault New Clio, secondo in entrambe le salite dietro Giobbi e Ghizzoni, ringrazia di cuore e si prende l’assoluto. Grande battaglia e apprensione nel combattutissimo gruppo N fra le Mitsubishi della classe oltre 3000: al termine di gara 1, c’è in testa Armin Hafner (3’16”76) con 5 centesimi su Lino Vardanega, 10 su Michele Buiatti e 77 su Lorenzo Mercati, che aveva dominato le prove di sabato. Mercati “lima” di una inezia il tempo di gara 1 (3’17”18) e quando si attendono i tempi degli altri, ecco che all’improvviso tutto si blocca: “zio Lino” si è girato e ha urtato violentemente contro il guard-rail nel tratto finale. Esce indenne e – anzi! – trova poi il tempo di scherzarci sopra, ma deve  intervenire l’autogru e occorre dapprima ripristinare il pezzo di guard-rail abbattuto. Quasi un’ora di stop e si riparte: il tempo di Mercati è il migliore di gara 2, Hafner scende di quasi 2 secondi e alla fine la somma dei tempi promuove Buiatti per 4 decimi netti. Tutto secondo pronostico nella Racing Start, anche se Nicola Novaglio su Mini Cooper S fa sue entrambe le salite per questione di centesimi nei confronti di Claudio De Ciantis, leader fra le  aspirate” con la Honda Civic Type R. Nutrito e agguerrito anche il lotto delle E3, dove la Bmw M3 di Andrea Lombardi (classe oltre 3000 del gruppo A) è la vettura regina con 1”36 di vantaggio per somma di tempi nei confronti dell’Alfa Romeo 33 guidata dal ternano Ernesto Galli, piacevole sorpresa di giornata e davanti anche alla Opel Kadett Gsi del romagnolo Paolo Ragazzini. Il pilota Giuseppe Paci di Sansepolcro si conferma invece leader nel gruppo N con la sua fedele Opel Astra. Vittime illustri anche fra le storiche: nel 3° Raggruppamento, la Osella Pa9 di Piero Lottini si ferma per strada a causa di un guasto meccanico; Uberto  Bonucci, che lo segue nell’ordine, è costretto a tornare indietro e a ripartire, ma all’altezza del “curvone” è tradito da un problema elettrico e anche lui saluta in anticipo la gara. Via libera per la terza Osella, quella di Franco Cremonesi, che precede di quasi 7  secondi nel computo totale la Bogani di Armando Mangini e la Osella di Marco Naldini. La variopinta Audi 80 Gte di Fernando Morselli mette tutti d’accordo nel 2° Raggruppamento, dove grande protagonista è Ennio Bragagni Capaccini, che piazza al secondo posto la sua Fiat Giannini 650, mettendo dietro la Pantera De Tomaso di Ivo Cresci e vincendo il “derby” pievano con l’altra Giannini di Mario Riccardo Viggiani. La storia dello Spino è tornata alla ribalta nel 1° Raggruppamento, dove a trionfare è stato Mario Sala sulla Porsche 906 che nel 1966 “Noris” portò al trionfo assoluto proprio allo Spino. Per il veterano Roberto Brenti di Bibbiena, ennesimo trionfo in questa gara e stavolta nella “Classic” con la sua inseparabile Renault Gt5 Turbo, precedendo le Bmw M3 di Franco Menichelli e Roberto Vincenzi.

Pieve Santo Stefano, 17 giugno 2013

 

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