WRC

Oliver Solberg domina il caos di Monte-Carlo: leader dopo una prima notte da brividi

Il Rallye Monte-Carlo non concede mai sconti. Ma la tappa d’apertura del WRC 2026 ha alzato l’asticella ancora più in alto, trasformando il giovedì sera sulle Alpi francesi in una prova di sopravvivenza pura. Neve, ghiaccio, pioggia, fango, nebbia e buio totale: un mix brutale da cui Oliver Solberg è uscito nel modo migliore possibile, prendendo il comando della gara con un margine già pesante.


Il pilota della Toyota Gazoo Racing ha chiuso la prima giornata con 44”2 di vantaggio sul compagno di squadra Elfyn Evans, al termine di tre prove speciali che hanno messo in crisi anche i più esperti.

La PS2 cambia tutto

La speciale di apertura, Toudon / Saint-Antonin, si era già rivelata insidiosa, con Evans costretto ad aprire la strada su asfalto bagnato. Ma è stata la PS2 Esclangon / Seyne-les-Alpes, corsa interamente al buio e coperta di neve, ghiaccio e fanghiglia, a stravolgere completamente la classifica.

Qui Solberg ha tirato fuori una prestazione semplicemente fuori scala, rifilando 31”1 a tutti gli avversari e prendendo in mano il rally con una guida tanto spettacolare quanto efficace.

“È la cosa più folle che abbia mai fatto in vita mia”, ha raccontato a caldo. “All’inizio guidavo malissimo, poi sulla neve ho deciso di provarci davvero”.

Una scelta che ha pagato, e che ha messo immediatamente il sigillo sulla serata.

Oliver Solberg domina il caos di Monte-Carlo: leader dopo una prima notte da brividi

Nebbia e bandiera rossa nel finale

Come se non bastasse, l’ultima speciale della giornata, Vaumeilh / Claret 1, ha aggiunto ulteriore caos. Una nebbia fittissima ha ridotto la visibilità quasi a zero e, dopo il passaggio di sole sette vetture sui 15,06 km del tratto cronometrato, la direzione gara ha deciso di esporre la bandiera rossa per motivi di sicurezza, assegnando tempi fittizi al resto del gruppo.

Tra chi era riuscito a completare la prova prima dell’interruzione, il migliore è stato il campione del mondo in carica Sébastien Ogier, che ha rimontato fino al terzo posto assoluto prima della sosta notturna. Nonostante ciò, Solberg è riuscito addirittura ad aumentare il proprio vantaggio su Evans.

“È stato un inizio incredibile”, ha detto il leader del rally. “Ora ho bisogno di respirare un attimo: è stata la notte più difficile della mia vita. Dura, impegnativa… ma anche incredibilmente divertente”.

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Dietro Toyota, battaglia serrata

Alle spalle del duo Toyota, Thierry Neuville è riuscito a rimettere insieme i pezzi dopo una PS1 che aveva minato la fiducia, chiudendo la giornata in quarta posizione. Poco distante Adrien Fourmaux, sesto nonostante una breve escursione in un fosso nella PS3, causata proprio dalla scarsa visibilità.


Una delle storie più positive della serata è stata senza dubbio quella di Jon Armstrong. Al debutto in Rally1 con M-Sport Ford, Armstrong ha impressionato con il terzo tempo nella PS2 e ha chiuso la tappa d’apertura quinto assoluto, nonostante un piccolo lungo e un leggero contatto con una sponda.

Sopravvivere è già un risultato

Più cauto l’approccio di Takamoto Katsuta, settimo al termine della giornata dopo aver scelto di pensare soprattutto alla sopravvivenza. Ottava posizione per Grégoire Munster, rallentato anche da problemi al servosterzo.

Completano la top ten Hayden Paddon, nono con Hyundai, e i leader del WRC2, Eric Camilli e Léo Rossel.

La selezione naturale, però, ha già colpito duro: Sami Pajari e Josh McErlean sono finiti fuori strada nella PS2, costretti al ritiro in una serata che ha ricordato a tutti perché Monte-Carlo resta il rally più imprevedibile dell’anno.

Il verdetto della prima notte è chiaro: Solberg c’è, e quando le condizioni diventano estreme, sembra trovarsi decisamente a suo agio. Ma al Monte-Carlo, si sa, la gara è ancora lunghissima. E il cielo resta il primo avversario.

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