F1

SOPHIA FLÖRSCH – OBIETTIVO FORMULA 1

Tenace, grintosa, risoluta, magnetica: Sophia Flörsch, 24enne originaria di Grünwald (Monaco di Baviera), ha queste cifre e molto altro ancora. Una delle donne-pilota più note a livello globale che malgrado la sua età, ha già maturato una vasta esperienza raccogliendo notevoli successi sino a diventare uno dei nomi di riferimento nel panorama del Motorsport al femminile.


Partendo dal suo esordio nei kart quando era poco più di una bambina, Sophia si è presto fatta strada raggiungendo subito i campionati europei, ma è circa dal 2015 in poi che la sua carriera ha preso una piega sempre più professionistica. Collezionare successi con il team HCC Motorsport nel Ginetta Junior Championship, è stato il necessario trampolino di lancio per fare il grande salto in Formula 4: per ben due anni sarà il team Motopark ad accompagnarla in questa esperienza, sino all’approdo in Formula 3 nel 2018 con il noto team Van Amersfoort Racing (seguiranno poi anche scuderie come Campos Racing e PHM Racing). Nel 2020 con i colori del team Richard Mille Racing si misurerà con le prestigiose realtà dell’endurance, collezionando presenze sia nella European Le Mans Series che nella 24h di Le Mans; un anno più tardi si metterà alla prova anche nel mondo del DTM con il team ABT Sportsline. Nel 2023 entra a far parte della Alpine Academy Driver, con l’ambizioso obiettivo di approdare in F1.

Ho avuto la fortuna di conoscere Sophia nel suo box presso il Misano World Circuit – Marco Simoncelli, attendendo il suo ritorno dopo le celebrazioni del podio: Sophia ha appena vinto gara2 della Boss Gp – Formula Pro al volante della Dallara GP2/11, sigillando una sontuosa doppietta nel weekend romagnolo. Quando arriva è giustamente inzuppata di champagne sino ai capelli e vorrebbe prima andare a cambiarsi per togliersi la tuta, ma mi si avvicina ugualmente accogliendomi con sorriso radioso ed occhi brillanti (e vi assicuro che dal vivo è ancora più bella!).

SOPHIA FLÖRSCH - OBIETTIVO FORMULA 1

Dato il tuo successo, come ci si sente ad essere una delle donne-pilota di riferimento?
Ne sono semplicemente felice. Penso di aver fatto tanto nel mondo del Motorsport, mettendomi in gioco in diversi campionati e con svariate auto. Ho già raggiunto parecchi traguardi, ma il mio più grande obiettivo sicuramente è ancora lì fuori: continuo a cercarlo lavorando sodo, ma con l’intento di godermi il percorso divertendomi con ciò che faccio.

Quando hai capito che essere pilota poteva diventare il tuo lavoro?
Ho iniziato a gareggiare con i kart quando avevo 4 anni, ma quando sono salita su una macchina vera e propria a 14 anni credo che tutto sia diventato progressivamente più grande e più serio: d’un tratto avevo collaborazioni, sponsor, contratti… Quindi tutto ciò che facevo quasi come un hobby si era poi trasformato in un lavoro vero e proprio, diventando ancora più serio e professionale. Sì, credo proprio che quando avevo all’incirca quell’età tutto ha iniziato gradualmente a cambiare ed evolversi. Ovviamente ne sono davvero felice, ancor di più adesso che ho 24 anni e posso continuare a fare ciò che amo.

C’è stato un momento nella tua carriera in cui hai pensato: “Ce l’ho fatta”?
Credo che ogni weekend di gara sia speciale a modo suo. Sono davvero molto grata per le opportunità che ho avuto, come partecipare ben tre volte alla 24h di Le Mans, approdare in Formula 3, correre in DTM… Insomma, sono estremamente riconoscente per tutte le occasioni e le esperienze che ho già collezionato, ma attualmente il mio obiettivo è la Formula 2. Ed anche se so che è uno sport molto duro e competitivo, io mi focalizzo sul lavorare sodo e fare sempre del mio meglio. Poi il resto verrà da sé!

Sebbene sia oramai distante, ti andrebbe di dirmi qualcosa sull’incidente del Gran Premio di Macao del 2018?
È trascorso molto tempo da allora e sono successe tante cose nel frattempo… Sicuramente dimostra quanto questo sport sia diventato più “sicuro”, e quanto anche le vetture siano migliorate da quel punto di vista. È stato un incidente davvero terribile, ma sono felice al pensiero che nessuno si sia ferito gravemente e di essere ritornata a gareggiare da allora. È un momento cruciale che fatto parte della mia vita, e sarà così per sempre.

Qual è il modo giusto per tornare a gareggiare dopo un incidente del genere?
Credo che alla fine non ci sia un modo giusto o sbagliato, il segreto è fare solo ciò che ti senti. Io mi sentivo di aver ancora bisogno di correre perché amo questo sport, questo è il motivo per cui ho ripreso relativamente subito e sono ancora qui.

Quali sono i tuoi piani per il futuro?
Il mio obiettivo principale resta sempre la Formula 1, ma per arrivarci ho bisogno di raggiungere prima la Formula 2 – anche se è un po’ difficile per il fattore economico… Probabilmente correrò con i prototipi o nuovamente a Le Mans, e poi dopo vedremo se ci sarà qualche altra opportunità… Sai, alla fine il mondo del motorsport è molto vasto, ci sono tante vetture, categorie, campionati. Staremo a vedere.

Ich drücke dir die Daumen, liebe Sophia!


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