
SUPERSALITA | Giovanni Angelini, il titolo che nasce dall’adattamento
Il campione Supersalita Racing Start RSTB 2025 racconta una stagione diversa da tutte le altre.
Il Supersalita è un campionato che non perdona improvvisazioni. Cambiano le condizioni, cambiano le strade, cambiano – a volte – anche le regole del gioco. Giovanni Angelini lo sa bene, perché il titolo Racing Start RSTB 2025 non è arrivato percorrendo una strada comoda o già conosciuta, ma passando da una sfida tecnica tutt’altro che banale: una vettura nuova, gomme stradali e un contesto completamente diverso dal passato.
Il pilota fasanese di Egnathia Corse ha costruito il suo campionato passo dopo passo, al volante di una Honda Civic Type R che, gara dopo gara, è diventata un’alleata sempre più credibile nella corsa al titolo.
“Dopo il Costo ho capito che potevo giocarmela”
Angelini non ha avuto bisogno di mesi per capire il potenziale del progetto. La stagione 2025 è partita con tante incognite, soprattutto legate all’utilizzo delle coperture stradali, una novità assoluta per lui. Ma già dalla gara test del Costo qualcosa è cambiato.
Lì è arrivata la consapevolezza di poter stare nel gruppo di testa, non solo per partecipare, ma per competere davvero. Un adattamento rapido, quasi forzato, che ha richiesto di rivedere approccio, guida e gestione della vettura. In Supersalita, imparare in fretta non è un optional.
Ascoli, il cronometro che resta dentro
Se c’è una gara che Angelini porta ancora addosso è Ascoli, in particolare gara uno. Un crono che non è stato solo veloce, ma emotivamente forte. Di quelli che ti fanno capire che stai guidando nel modo giusto, nel momento giusto. Non sempre coincidono con una vittoria, ma spesso segnano una svolta mentale nel corso di una stagione.
Gubbio, pioggia e titolo
Il momento in cui il campionato ha preso una forma definitiva è arrivato a Gubbio. Una gara pesante, resa ancora più complessa da una manche disputata sul bagnato, condizione nuova per Angelini con le coperture stradali. Proprio lì, dove l’istinto deve lasciare spazio alla lucidità, è arrivata la conferma matematica del titolo.
Un dettaglio non da poco: vincere un campionato imparando anche a gestire l’imprevisto, e non solo a sfruttare i punti di forza, è spesso ciò che distingue un campione da un ottimo interprete.
2026: si cambia di nuovo
Chi pensa che il titolo abbia portato stabilità, sbaglia. Angelini ha già deciso di rimettersi in gioco: nel 2026 sarà al via della RS Cup con una Mini Challenge Evo, aprendo un nuovo capitolo tecnico e sportivo. Una scelta che racconta molto del suo approccio: non adagiarsi, ma cercare stimoli nuovi.
Il ringraziamento va ai partner, alla scuderia e a Laura De Mola, punto di riferimento all’interno di Egnathia Corse. Perché nelle salite, come spesso accade, i titoli non si vincono mai da soli.
Le gare che contano di più
Angelini non ha dubbi: le gare lunghe sono quelle che sente di più. Su tutte, la Rieti–Terminillo, una salita che mette alla prova testa e polso. Senza dimenticare il valore speciale delle strade di casa, dove correre ha sempre un sapore diverso.
Supersalita a 7 gare: promosso
Sul format della Supersalita, il campione è netto: sette gare sono la dimensione giusta per un campionato d’eccellenza. Un equilibrio che permette di valorizzare la qualità, la costanza e la capacità di adattamento, senza diluire troppo il valore di ogni singolo appuntamento.