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Thierry Neuville cerca il reset dopo il Safari Kenya 2026: “Periodo difficile per Hyundai”

Thierry Neuville chiude il Safari Rally Kenya 2026 con pochi punti bonus e guarda al Croatia Rally per provare a ripartire. Le parole del belga dopo un weekend durissimo.


Il Safari Rally Kenya 2026 non ha dato a Thierry Neuville le risposte che cercava. Il settimo posto finale e appena quattro punti raccolti tra Super Sunday e Power Stage raccontano un weekend duro, segnato più dalla resistenza che dalla prestazione, e confermano quanto l’appuntamento africano continui a essere una delle gare più complicate per il belga e per Hyundai Motorsport.

Il campione del mondo 2024 sperava in un altro tipo di risposta da parte di Hyundai Motorsport nel terzo round del mondiale, soprattutto dopo alcuni segnali incoraggianti mostrati dalla i20 N Rally1 nel corso del weekend. Ma ancora una volta il Safari si è confermato una gara spietata, capace di premiare chi resiste e di punire senza sconti chiunque perda anche solo per un attimo il controllo della situazione.

Neuville ha provato almeno a salvare qualcosa nell’ultima giornata, concentrandosi sui punti di Power Stage e Super Sunday, ma il bilancio resta modesto. «Stavamo lottando per i punti della Power Stage e della Super Sunday. Ne abbiamo presi solo quattro, ma almeno è qualcosa. Anche da questo Safari abbiamo imparato delle lezioni», ha spiegato il belga, lasciando trasparire più realismo che consolazione.

In Kenya, del resto, Hyundai ha dovuto fare i conti con una sequenza di difficoltà che ha colpito l’intero schieramento della squadra coreana. Neuville, così come i compagni Adrien Fourmaux ed Esapekka Lappi, è stato rallentato da problemi di surriscaldamento provocati dal fango che ha ostruito i radiatori. A quel primo campanello d’allarme si sono poi aggiunti danni agli pneumatici, guai alla sospensione e persino problemi al semiasse, una catena di inconvenienti che ha di fatto spento ogni ambizione di risultato pesante.

Il Safari, per Neuville, continua così a restare una gara tanto affascinante quanto crudele. «Il Safari colpisce duro ogni anno», ha ammesso. «Finora non è stato molto gentile con noi, ma torno sempre qui e mi godo l’avventura: questo è almeno l’aspetto positivo». È una frase che racconta bene il doppio volto dell’appuntamento africano: da una parte il fascino quasi epico di una gara unica nel mondiale, dall’altra la sensazione costante di dover sopravvivere prima ancora che attaccare.

Il belga non ha nascosto che il podio fosse l’obiettivo reale del fine settimana, ma le condizioni hanno raccontato un’altra storia. «Ovviamente mi sarebbe piaciuto salire sul podio questo weekend, ma purtroppo non è stato possibile. Mi aspettavo piogge più intense, che però non sono arrivate quanto previsto, anche se c’era comunque tantissimo fango. Forse sabato ha piovuto un po’ meno del previsto, ma in generale le condizioni sono state durissime». Una lettura lucida, che sottolinea come il Kenya abbia messo tutti davanti a un equilibrio sottilissimo tra prestazione, strategia e sopravvivenza meccanica.

Nel mezzo di un rally complicato, Neuville ha comunque trovato il modo di rendere omaggio a Takamoto Katsuta, autore della sua prima vittoria nel mondiale proprio sulle strade africane. «È una grande vittoria per Taka. È stato paziente e resistente per tanto tempo, e alla fine ce l’ha fatta. Se lo merita davvero. In Kenya è sempre stato forte, con tanti podi, quindi è un posto perfetto per conquistare il suo primo successo». Parole sincere, che mostrano il rispetto di un campione per un collega capace di trasformare finalmente la propria velocità in un risultato pieno.

Ora però lo sguardo si sposta avanti, e non necessariamente con serenità. Il mondiale lascia la terra africana per tuffarsi in una fase molto diversa della stagione, con due appuntamenti consecutivi su asfalto: il Croatia Rally, in programma dal 9 al 12 aprile 2026, seguito più avanti nello stesso mese dal Rally Islas Canarias. In teoria un cambio di superficie potrebbe offrire nuove opportunità; in pratica, Neuville non sembra voler vendere ottimismo facile.

Alla domanda se l’arrivo dell’asfalto gli dia più fiducia, la sua risposta è stata quasi brutale nella sincerità: «Onestamente, non proprio. Ma vedremo. Dobbiamo darci una possibilità per restare positivi e sperare che a un certo punto qualcosa cambi». È una frase che fotografa bene il momento Hyundai: non una squadra rassegnata, ma certamente un ambiente che sa di attraversare una fase complicata, nella quale le soluzioni non possono nascere da una semplice dichiarazione di fiducia.


Ed è proprio qui che l’articolo trova il suo punto più interessante. Neuville non parla di miracoli, non promette svolte immediate, non costruisce una narrazione artificiale. Preferisce abbassare il tono e mettere al centro una necessità quasi elementare: ritrovare sensazioni. «È un periodo difficile. Non faremo miracoli, ma se almeno riusciremo a ritrovare un buon feeling e anche un po’ di divertimento, sarebbe già qualcosa». In un mondiale sempre più competitivo, dove Toyota ha alzato ulteriormente il livello e ogni dettaglio pesa, il recupero spesso parte proprio da lì: dal feeling, dalla fiducia, dalla possibilità di tornare a guidare senza dover lottare ogni metro contro la macchina e contro il contesto.

Per Neuville, il Safari Rally Kenya 2026 non ha portato il risultato che serviva, ma ha lasciato un messaggio chiaro. Prima di pensare a vincere, Hyundai deve ritrovare stabilità. Prima di inseguire i rivali, deve ritrovare se stessa. E la Croazia, in questo senso, sarà molto più di una semplice prossima tappa: sarà il primo vero banco di prova per capire se il reset invocato dal belga può davvero cominciare.

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