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TORCASIO: TRICOLORE FATTO IN CASA

La seconda manche bagnata del Reventino vinta con le slick e la compagnia stabile degli amici da corsa, i fattori decisivi nel sospingere il pilota della New Generation Racing verso il titolo italiano di 700 gr.2.  Un trionfo costruito interamente con risorse proprie.

Dopo tante battaglie con le postazioni di birilli sul proprio cammino, il pensiero di fondo di affrontare un giorno il Civm c’era, ma giaceva accanto a quello più conservativo di disputare le sole salite al sud. Iniziava così, senza un orizzonte certo ma con la voglia di mettersi alla prova, la stagione 2017 di Giuseppe Torcasio. La gara d’apertura del tricolore però, quella del Reventino, risultava il chiavistello dell’annata che da una di mero divertimento, diventava invece quella trionfale. Pronti via ed alla fine della prima salita della tappa calabrese, arrivava una quarta piazza comunque positiva. Alla prima uscita tricolore in una classe così ben partecipata, centrare quel bel piazzamento a ridosso del podio deponeva decisamente bene. Ma era nella seconda manche, che si sarebbe vista la migliore scenografia di giornata. Giuseppe Torcasio non porta con sé le gomme rain, il fondo è bagnato e le soluzioni sono due: non presentarsi affatto alle fotocellule o invece provarci comunque con le slick. Mano alla pressione di gonfiaggio dei pneumatici, diminuita di qualche decimo come si fa in questi casi e su verso gli scacchi di Platania: per pochi decimi, il meccanico lametino si traveste da eroe di giornata e si mette meravigliosamente alle spalle tutti i rivali di classe con le gomme da bagnato, vedendo premiato quel suo bellissimo azzardo di guida affatto adatto, ai più deboli di coronarie. Un iniezione di entusiasmo eccezionale, per dare seguito al programma Civm: Sicuramente quella gara mi ha regalato fiducia nelle mie possibilità, ma se sono riuscito a conquistare il titolo di classe lo devo a tre miei amici, cioè Angelo e Francesco Mercuri e Francesco Torcasio. Mi hanno convinto a correre al seguito delle loro trasferte di gara, mi hanno sempre consigliato ed aiutato e senza la loro presenza non avrei fatto quanto ho fatto. Non avrei avuto nessuno a darmi una mano, mentre invece loro sono stati straordinari. A loro ed alla mia famiglia, dedico questo titolo italiano di classe vinto.

Uomo schivo, laborioso e poco amante dei riflettori, ha reso la sua officina un luogo dove produrre il suo sostentamento e prepararsi la vettura. Tutta, ma proprio tutta la parte meccanica la realizza da sé, mentre la carrozzeria è opera del fratello, che si dedica alla pelle delle vetture per professione. La famiglia, composta dalla moglie e due figlie, lo asseconda nella sua passione pur senza prenderne parte o al contrario ostacolarlo. Una dimensione ideale insomma, per esprimersi su alti livelli.

 

Se la parentesi d’apertura del Reventino è stata foriera di quello slancio utile a proiettarlo nel Civm, quella finale di Caltanissetta non è stata meno densa di emozioni e significati ed il perché ce lo spiega con le sue parole: Sono andato in Sicilia a correre per essere sicuro di vincere il campionato, anche se praticamente l’avevo già conquistato, ma di sabato mi è successa una cosa che ancora non sono riuscito a capire. Perdo la 126 all’improvviso e sbatto forte…la carrozzeria era messa abbastanza male, a vederla faceva venire l’angoscia…grazie sempre a Francesco ed Angelo Mercuri e a Francesco Torcasio, che hanno lavorato con me tutta la notte, siamo riusciti a rimettere in sesto la macchina, per poter farmi partire. Il tutto a colpi di mazza e con un cric! Un lavoraccio, ma alla fine siamo stati premiati…Non è stato facile portare la macchina in quelle condizioni al traguardo, era inevitabilmente compromessa di assetto, ma alla fine ce l’ho fatta. Ripeto, non so ancora cosa sia successo, forse inconsciamente avevo il cervello scarico, così non sono stato abbastanza preciso e ho pagato l’errore. Le strade del Civm sono tutte belle e difficili, Fasano ad esempio mi ha molto colpito. Gara per gara ho cercato di portare a casa il miglior risultato possibile, quando vincendo e quando piazzandomi. Se devo essere sincero, sono fiero del fatto che nella macchina mi faccia tutto da me. Non so a medio termine cosa farò, di certo nel 2018 proverò a disputare un’altra buona stagione.

L’intenzione di fare bene anche nel campionato che verrà, il pilota della New Generation Racing la sostanzia con una scocca nuova (foto), che rimpiazza quella vecchia coinvolta nel crash di fine 2017.

Dopo la stagione della rivelazione, anche verso sé stesso, Giuseppe Torcasio si sente piacevolmente chiamato a cercare di replicare le performance, forte anche della sua nuova gr.2. Il salto di classe non è per ora nel mirino, perché lo status quo è prima quello di rivendicare lo spessore di quanto conquistato col sudore nell’abitacolo e con quello nell’officina. Una vittoria nella vittoria, che restituisce forse lo spirito più genuino delle corse.

Francesco Romeo
As New Generation Racing

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