Slalom

TORREGROTTA E L’ENIGMA DEL BIRILLO

Ha tenuto alto il regime, la vicenda del presunto cono spostato da Fabio Emanuele. Il commissario in essere non ha ravvisato il contatto o lo spostamento dalla sede, ma testimoni presenti raccontano un’altra versione. I dettagli dell’episodio e le parole di Emanuele e Polizzi.


Lo scopo non è certo quello di destituire di validità o spessore tecnico il risultato di chicchessia. Bensì quello molto più utile, di andare a stringere il focus su un potenziale problema mai del tutto risolto nel mondo degli slalom. Torregrotta, domenica 3 maggio, secondo round del Tricolore di abilità in salita. Nelle fasi più concitate di una gara che ha visto Polizzi ed il vincitore Fabio Emanuele staccati di soli 7 decimi agli scacchi, pare che Emanuele, nell’affrontare con la grinta che gli è propria una postazione, abbia spostato un birillo con la sua Osella Pa9. Non si capisce bene però, se fuori dal quadrato dipinto sull’asfalto. Così raccontano un commissario dell’Aci di Acireale fuori servizio ed il pilota Pietro Raiti, anche lui impegnato in gara e in quel frangente fermo a bordo strada. Nonchè alcuni spettatori presenti sul posto.

La direzione gara, raccolte le dichiarazioni di tutti, ha però giudicato “insindacabile” il verdetto espresso dal commissario competente, come accade quando trascorrono 30 minuti dopo la verbalizzazione delle penalità, commissario al quale è stato segnalato subito il fatto: l’interessato, trapela che abbia risposto”il birillo non è stato abbattuto pertanto non lo segno..”. Ma dire, se così letteralmente ha detto, che un cono non sia stato ribaltato, non significa affatto che la penalità non si sia eventualmente materializzata. Il regolamento dice chiaramente infatti, che anche il solo spostamento del birillo fuori dal quadrato, determini la zavorra prevista di 10 secondi nel crono complessivo della manche relativa. Vogliamo pensare quindi che abbia detto che ”il birillo non è stato spostato”. Altrimenti la sua conoscenza o applicazione del regolamento sarebbe errata. Se tutti i dettagli trapelati sono porzione di una verità da più parti affermata, allora l’epilogo della gara di Torregrotta sarebbe stato diverso, ma nel dubbio, possiamo solo addebitare ad entrambe le versioni la stessa credibilità relativa.

Abbiamo sentito in merito entrambi gli sfidanti, ambedue incolpevoli materialmente: Mimmo Polizzi, secondo assoluto, non nasconde il disappunto per la vicenda, che se andata come sostengono alcuni presenti, lo ha penalizzato:”Premetto che non ho alcun problema con l’amico Fabio Emanuele, che ovviamente, come ognuno di noi quando guida, non si poteva accorgere di aver urtato o meno un birillo. Fabio EmanuelePoteva accadere anche a me, ci mancherebbe. La cosa che mi convince di meno però, è il fatto che dove tante altre persone hanno visto spostarsi il birillo di una decina di cm dal quadrato di base, il commissario preposto non si è accorto di nulla. Se lui non ha ravvisato niente, quel birillo fuori quadro allora forse è rimasto tale. Quindi mi viene da pensare che o sono tutti ciechi, o forse ad uno è sfuggito quello che molti hanno invece visto. E che allora altri piloti dopo, abbiano affrontato ipoteticamente la postazione con quel birillo spostato, potendo essere così favoriti o svantaggiati. Vedo gente che mentre saliamo noi piloti, mangia panini o parla alla rice-trasmittente, distraendosi, potendo avere svarioni così decisivi. Qualcuno dice anche che mentre parlavano ancora di quanto fosse successo prima, intanto stava passando un altro pilota. Insomma, qualcosa forse non ha funzionato per il verso giusto. Pazienza, la sfortuna fa parte delle corse, però mi arrabbio pensando anche che mi abbiano fatto ripetere l’ultima manche quando ero già alla postazione 12, con il concorrente che si era girato, sistemato già fuori traiettoria. Mi hanno fatto tornare indietro cambiando senso di marcia sullo sporco e facendomi correre una manche in più, con gomme stanche già di tre sessioni e la temperatura ormai a 95 gradi. Sono stato ampiamente penalizzato, con un po’ di efficienza e perizia in più non sarebbe successo. Presto vedrò dei video amatoriali e forse ne capirò qualcosa di più sul fatto del birillo. Ora penso a trovare qualche aiuto per andare a Campobasso, per correre uno slalom che non conosco”.

Così invece si è espresso Fabio Emanuele: “Cosa vi posso dire, io di questo fatto ho sentito parlare soltanto vicino al podio, al momento della premiazione. Non posso certo affermare nulla, noi guidiamo a ritmi indiavolati, non possiamo sapere niente di quello che succede al di fuori del nostro cockpit. Conosco ed apprezzo Mimmo Polizzi, brava persona e bravo pilota, queste sono cose accadute anche a me a mio svantaggio, come ad Erice l’anno scorso, ve lo ricorderete in tanti. Corsi e ricorsi che ci sono pure nelle nostre gare. La competizione è stata bellissima con 5-6 piloti capaci di affacciarsi nelle posizioni che contano, con me e Polizzi più vicini fra noi. Mi sorprende il piazzamento di Venanzio, (solo sesto ndr), che certamente avrà avuto dei problemi tecnici: tutti sappiamo che non è quello il suo livello di prestazioni, ma superiore. Mi fa piacere allungare a quota 152 vittorie assolute in carriera e adesso affilo le armi per la gara mia di casa, a Campobasso, del 24 maggio. Sarà un’altra battaglia.


Francesco Romeo

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