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TRAPANI CORSE: 2018 DI CHAMPAGNE E RIMPIANTI

Maggior numero di gare vinte, ma titolo siciliano slalom solo sfiorato dal giovane ed affiatato team occidentale-siculo. Una stagione che ha confermato riconosciuti valori e mostrato altri in prospettiva. Positivo anche il bilancio nella velocità in salita.

Tanti motivi per festeggiare un appagante presente, grazie a degli acuti collettivi e di squadra assolutamente avvincenti. Ma anche qualcuno per voltarsi indietro, con lo sguardo rivolto alla prima parte della stagione, quella in cui la Trapani Corse ha involontariamente penalizzato le sue chances di vittoria del campionato siciliano riservato ai team, segnando tre zeri negli slalom di  Salice, di Monterosso ed in quello dell’Etna, nei quali il team trapanese non ha portato nessun pilota. Zero in casella ripetutosi anche nello sfortunato slalom indigeno dell’Agro Ericino, in cui il roster capitanato da Nicola Incammisa non ha raccolto punti in classifica, seppur fosse invece presente allo start. Questo poker di appuntamenti infruttuosi è costato ben 204, 5 punti rispetto al punteggio accumulato in quelle gare, dal team poi risultato vincitore. Un quorum che ha vanificato la splendida parte centrale e finale di stagione, nella quale con risultati in crescendo e stabilmente d’alta quota, si è riuscito a ridurre il gap finale fino ad 88 punti dalla vetta. L’imperativo per il 2019, sarà quello di ridistribuire le presenze secondo cadenze che investano tutto l’arco del campionato e non solo determinate corse. Gli impegni lavorativi stringenti che hanno inizialmente tenuto lontano dalle competizioni il presidente Nicola Incammisa e la competitività arrivata per gradi della nuova Ghipard di Gimmy Ingardia, sono stati fattori determinanti nel mancato sorpasso in vetta per il successo finale. Proprio Ingardia aveva iniziato la stagione con una prestazione monstre, dominando la gara tricolore di Torregrotta con la Ghipard di Peraino e mancando la vittoria davvero per un amen, come gli è successo spesso in questa annata atipica per il talento di Mazara del Vallo. Tante performances di assoluto livello, ma non poca sfortuna per successi mancati per un inezia, spesso proprio sul più bello: a Misilmeri il già campione italiano P2 ha però trovato ristoro delle proprie doti, vincendo per la prima volta in stagione e battezzando con lo champagne la propria vettura, che sta gradatamente migliorando le performances, come il normale processo di sviluppo richiede. La Sicilia da corsa lo sa: nel 2019, chi vorrà prendersi l’Olimpo dei birilli dovrà parlare anche con lui, secondo in classifica assoluta dei piloti. Proiezioni positive pure per il decano Nicolò Incammisa: il presidente, lui invece splendido terzo nella graduatoria finale dei driver siciliani,  è pronto ad aggiornare pesantemente la sua Radical SR4-1600 presso le officine dell’AutoSport Sorrento ed è altresì intenzionato a tornare su un Osella due litri, ma in salita. Alla sua età, cogliere un podio assoluto di campionato in un contesto zeppo di talenti giovani ed auto potenti ed aggiornate, è un traguardo da salutare con doveroso rispetto. Discorso simile per il debuttante Antonino Tilotta, bravissimo a conquistare il titolo di RS1600 Plus nel 2018 ed intenzionato a riprovarci con maggiore quota tecnica ed esperenziale, anche nell’annata che verrà. Estremamente positivi  i riscontri, costantemente in crescendo,  pure per Danilo Caltagirone, Andrea Foderà e per il primo in graduatoria Massimo Gentile, che non potrà però ricevere la coppa di classe di E2SS-1150 per l’insufficiente numero di gare necessarie alla vittoria finale. Un peccato, vista la consistenza e continuità delle prestazioni con cui questo pilota si è misurato nel palcoscenico siculo della gara a birilli, portando in dote punti preziosi per la classifica di scuderia. Tutti e tre affilano già oggi le loro monoposto per le sfide del 2019, ove risulteranno ancora determinanti per il bilancio del team. La stagione trascorsa ha salutato con lusinghieri risultati anche il ritorno episodico della segretaria Silvia Stabile, che ha tradito la lunga assenza con vittorie e podi di classe che saranno di buon auspicio nelle sfide del nuovo anno.

Impossibile dimenticarsi delle vittorie di classe e dei podi di gruppo di Gaspare Piazza, che con la sua X1/9 da 1300cc è stato capace di conquistare successi di categoria, segnando perlopiù prestazioni importanti nel contesto delle auto storiche.

Protagonista mancato della stagione è stato certamente Giuseppe Gulotta, fermo ai box in quasi tutta l’annata, in attesa com’era di trovare un asset tecnico definitivo per la sua rinnovata Radical SR4 da litro e sei. Su di lui la Trapani Corse puntava moltissimo nel doppio format slalom e salita, vista l’alta competitività dimostrata da questo pilota in passato, già campione siciliano ed italiano under 23, nella guida con i birilli. Per il 2019, sembrano esserci finalmente tutti i tasselli in ordine per dare forma ad un programma di gare fluido. Sorrisi li ha regalati anche la figlia d’arte Martina Raiti, che ha sorpreso la comunità da corsa con due bei successi in CN1600 ad Erice ed alla Coppa Nissena, mostrando una costante progressione anche negli slalom. Papà Andrea, vicino ad acquisire una potente PA30, ha prospettato per il 2019 uscite d’alta quota con l’ammiraglia di casa Osella. La contabilità agonistica della Trapani Corse vanta otto vittorie stagionali, quanto nessun altra scuderia siciliana e ben tre in più della squadra vincitrice: il team occidentale siculo ha fatto sue le gare di Torregrotta, Partanna, Chiaramonte, Sciacca, Castelbuono, Muxaro, Custonaci e Altofonte. Una superiorità acclarata dai numeri, che aspetta solo di essere capitalizzata in pieno nei risultati.

Nella prossima annata, ognuno dei sodali della scuderia sarà così motivato a fornire un apporto ancora migliore di quello utile ad issarsi fino alla piazza d’onore di questo campionato, attraverso prestazioni di livello in ogni classe e gruppo, storico o moderno che sia.     

Francesco Romeo
as Trapani Corse

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