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TRICOLOR BATTIATO PASSA ALLE SALITE

Due campionati regionali slalom ed il titolo italiano di gruppo A per il giovane giarrese che saluta con successo le gare a birilli e punta il siciliano montagna 2020.

La canonica quadratura del cerchio l’ha tinteggiata a tre colori, completando in questo suo scintillante 2019 nel CIS, la mission di vincere a birilli prima nella sua Sicilia ed a traino in tutta l’Italia a birilli. Paolino Battiato inizia a correre nel 2015, nello slalom indigeno della sua città. Il primo successo, agognato da ogni pilota come una bella donna, si concede però molto presto al giovane e determinato driver made by Giarre City.

Il 2016 infatti, presenta alla platea siciliana quello che presto sarebbe stato un nuovo protagonista delle sfide a braccia incrociate: 13 gare stagionali disputate e 12 vinte per lui. Un curriculum entusiasmante per un rookie, che con un calendario appena a curriculum, passava dallo status di pilota debuttante a quello di campione siciliano di gruppo A. Niente male. Ma se vincere è materia ostica, continuare a farlo lo è significativamente di più. Il 2017 vede Paolino ripresentarsi nella stessa arena, dove non è più un giovane smanioso di prendersi un posto al sole bensì il nuovo riferimento per le divisione. Una stagione in cui scende il numero di gare disputate, ma resta intatta la percentuale di vittorie: 9 bandiere a scacchi a referto, con otto vittorie di classe e di gruppo. Con un percorso così, non poteva che arrivare il bis nel campionato siciliano di gruppo A. Nel successivo campionato 2018 la contabilità agonistica non aggiungeva alamari argentati alla sua tuta, ma si fermava ad otto gare e sette podi finali: un bilancio comunque più che decoroso. Ad inizio 2019, si decideva così di ampliare i propri orizzonti e di attentare al titolo nazionale di gruppo A, partecipando al Campionato Italiano Slalom. Così come la prima stagione siciliana portava subito il massimo risultato, anche la prima in Italia ripeteva lo stesso avvincente copione, proiettando Paolino Battiato alla più che meritata conquista del titolo tricolore di Gruppo A: sei le gare disputate, con uno score di altrettante vittorie di classe, cinque successi di gruppo ed ugual numero di record del percorso. Monopoli è lo slalom che Paolino ha individuato come il suo migliore della stagione appena trascorsa, per un percorso a lui gradito e congeniale.  Quanto si era prefigurato il pilota siculo come storyboard della sua carriera insomma, e’ puntualmente successo: vincere e poi confermarsi nella sua Sicilia a birilli, provare a vincere anche nel Campionato Italiano Slalom, per poi passare definitivamente alle salite, partendo proprio da quelle della sua regione. Così sara’ nel 2020, quando con la stessa Peugeot 106, nello stesso gruppo A della medesima cubatura da litro e sei, si misurerà con i veloci e scaltri salitari dell’isola senza capitale, più grande d’Europa. Per la nuova sfida delle crono, lo staff tecnico resta confermatissimo: Michele e Giacomo Ferrara al motore ed il compare superfast Angelo Guzzetta all’assetto. Proprio il nuovo sceriffo della E1-1600, fresco di un record fotonico alla Coppa Nissena, è a lui legato da un vincolo parentale acquisito e rappresenta un punto di riferimento assoluto in termini di pilotaggio e di setting per Paolino Battiato: Angelino per me è un modello di riferimento, oltre che mio compare nella vita. Lo stimo tantissimo come pilota e lascio carta bianca a lui nella definizione dell’assetto della mia macchina. Mi ha messo sempre in condizioni di guidare al meglio e ho piena fiducia in lui, così come dei fratelli Ferrara del resto, che adesso mi rinfrescheranno il motore per affrontare una nuova ed impegnativa stagione.

Battiato chiude quindi la sua esperienza negli slalom non soltanto col suggello finale del titolo di campione italiano, un traguardo che premia le sue doti ed il suo impegno, ma anche col formidabile score di una trentina di vittorie di classe e quasi altrettante di gruppo, sintomi questi di una costanza velocistica, di un valore del pack tecnico pilota/vettura ed anche di una serietà nell’approccio, di notevole peso specifico. Ansioso di testarsi ora con quelle velocità medie ben più elevate che comportano le cronoscalate, tratteggia così alcuni momenti clou della sua redditizia esperienza nelle gare con i coni di gomma: E’arrivato il momento di provare nuove esperienze e di mettersi alla prova in quelle corse veloci ed ostiche che sono le salite, dopo 4 anni di palestra negli slalom. Mi avvicino con umiltà ma tanto entusiasmo alla stagione 2020, consapevole di avere accanto a me i migliori professionisti tecnici e la sempre preziosa presenza di mio padre Giuseppe, che ha corso anche lui fino al 2005 e che è un adorabile martello per la sua capacità di spronarmi al miglioramento continuo. Parlando dell’ultimo anno, la gara più bella è stata Monopoli, dove mi sono espresso davvero benissimo, mentre la più dura è stata Roccadaspide, dove mi sono fermato a 2,5 secondi dal miglior tempo. In Campania ho vissuto il week end più difficile. Sinceramente non mi aspettavo di vincere il campionato italiano, ma quando ho visto che nelle prime gare stessi andando bene, ho dato tutto per centrare l’obiettivo. Un avversario che mi ha colpito è stato senz’altro Ferdinando Terminiello, un pilota molto veloce. Guardando dietro, ho tanti ricordi splendidi come la conquista della vittoria di gruppo in quasi tutte le vittorie di classe, cosa che mi inorgoglisce parecchio, ma ricordo anche episodi meno felici come il mio errore nello Slalom di Grotte del 2016 dove alla prima curva mi ostinai a percorrerla con una marcia in più, col risultato di fare grandi danni al posteriore delle vettura…esperienze queste che insegnano tanto. Credo comunque che la gara dove io mi sia espresso mediamente meglio sia stata Novara di Sicilia, appuntamento in cui mi sono sempre distinto. Delle salite mi affascina tutto, anche se so bene che le difficoltà cresceranno. Non vedo l’ora di debuttare nella mia gara, la Giarre-Milo, che per noi del posto ha un’importanza speciale, anche se allo stesso tempo sono inquieto perché la pressione alla partenza sarà davvero tanta e la dovrò saper gestire. Aggiungo certamente Erice alla lista di gare per me veramente speciali, tecnica ed insidiosa com’è. Sarà una bella sfida misurarmi sul Monte. Chiederò consigli al mio grande cugino Luca Caruso, un pilota che ovviamente stimo tantissimo. Il 2020 sarà una stagione dura ma affascinante, ce la metterò tutta come sempre. Poi tireremo le somme e valuteremo dove guardare per il futuro.

Francesco Romeo

Maxi Car Racing

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