CIVM

TURBO ARAGONA SHOW A MORANO

Con due manche calibro 357 Magnum il cosentino suona il gong del ring tricolore dopo un fotonico 3.19.23, nuovo Everest della E1-1600 Turbo, restando in Play su due stagioni da autentico serial winner. 


Dalla libellula aspirata che tirava la nota, alla nerboruta turbona che tira i cavalli. 

Il percorso tecnico di Giuseppe Aragona è stato segnato per anni dalla splendida epopea con la sua celebre Peugeot 106 arancio fluo, depositaria di un equilibrio tecnico di riferimento e sparring partner di tante vittorie e coppe tricolori della montagna. 

Il melodico cannoncino 1600 dopato dall’inesauribile e prezioso papà Franco, si estendeva e frullava quanto basta per asservire ad un telaio doc e ad un pilota top.

TURBO ARAGONA SHOW A MORANO

Su questa ghiotta e perdurante alchimia, si è costruita una splendida e tramandata epoca delle sfide in montagna. 


Se la compatta francofona resta sempre l’icona assoluta della Aragona Racing Dynasty di Villapiana, la giovane epopea dell’ingegner Giuseppe alla guida della Mini Turbo di Maurizio Lombardo ha già partorito un carnet di vittorie e prestazioni roboanti tali, da prenotarsi un posto nel Menu’ Preferiti del Civm, in due e sole due stagioni. 

Il loro bilancio agonistico biennale infatti, è di quelli da misurare a tonnellaggio: sei le gare del 2020 con altrettanti record di classe e 12 vittorie di manche, che nel 2021 sono già 13 vittorie di classe su sette gare, eccetto il ritiro di gara-2 ad Ascoli per un banale guasto al Pin di un connettore. 

Il tutto, impreziosito da ben sette assoluti di raggruppamento complessivi. 

TURBO ARAGONA SHOW A MORANO

Dallo scorso anno ad oggi, stagione della conquista del titolo italiano di gruppo E1, molto è cambiato lungo gli assi cartesiani di questa scostumata Mini, diventata sempre più maxi nei contenuti per mano della temibile ed affiatata associazione a competere di stampo agonistico, formata da Aragona & Lombardo. 

Un telaietto ausiliario inferiore riprogettato dalla Aereus Squadra Corse ha conferito quella rigidità flesso-torsionale e quella precisione di risposta imprescindibile per una vettura con presa di forza anteriore da ben oltre 350 cv, chiamata oggi a scaricare la propria valanga di coppia su gommone extra size da 18”, in luogo delle precedenti da un pollice in meno di larghezza ed altezza. 


Della factory Aereus sono anche i fuselli in ergal ricavati per estrazione ed altri componenti di scocca e sospensioni. 

L’adozione di pneumatici Yokohama (di cui Aragona e’tester ufficiale) su cerchi ognuno un pollice più largo aveva aumentato la misura trasversale complessiva di quasi 4 cm: una quota in parte ridotta dal restringimento dei mozzi, così da non stravolgere troppo il rapporto fra larghezza fuori tutto ed interasse, regimentata da precisi parametri.

TURBO ARAGONA SHOW A MORANO

Per ottenere i miglioramenti dapprima attesi e poi centrati in termini di motricità, appoggio e direzionalita’, stante il minor numero di giri coperto da una ruota più grande, la diversa massa non sospesa, la maggiore impronta a terra ed un suo differente concorso elastico nel molleggio, è stato necessario ponderare e ridefinire bene escursioni, altezze, angoli caratteristici e carreggiate, in ordine alla diversa risposta delle nuove coperture, risultate garanti di un miglior comportamento in ogni fase cinematica, tanto nel decremento che nell’incremento della velocità, che nelle percorrenze di curve a stretto e largo angolo. 

Gli ammortizzatori sono dei Bilstein, settati nelle tarature dalla nota factory TS Suspension. 

Una spia ineluttabile del miglioramento telaistico avvenuto da una stagione all’altra, è la resa della vettura quando sottoposta alla spinta della mappa di potenza più estrema tra quelle disponibili. 

Una risposta che è oggi più incisiva, lineare e quindi più redditizia, sia per il pilota che per lo stress riverberato sugli pneumatici, sempre a rischio del fenomeno di “isteresi”,  con cotanta cavalleria a disposizione. 

Se nel 2020 utilizzare la configurazione di potenza più elevata annoverava delle problematiche di guida più evidenti, utilizzare ora questa Mini al massimo delle proprie potenzialità motoristiche è certamente meno complicato che un anno fa, sebbene la potenza del motore curato in toto dalla famiglia Aragona, sia nel frattempo cresciuta. 

L’impianto di scarico è anch’esso una chicca tecnica della vettura, realizzato completamente in titanio dall’azienda laziale Motortek, su disegno e misure redatte da Maurizio Lombardo. 

Giuseppe Aragona si è guadagnato nel tempo numerosi followers, per via non solo delle vittorie ma anche della preparazione tecnica, della sobrietà comportamentale e della credibilità che lo ha sempre contraddistinto in ogni fase del suo impegno agonistico. 

L’ingegnere di Villapiana forma adesso un tandem molto affiatato con Maurizio Lombardo, da Aragona considerato il migliore tuner elettronico delle Mini a livello nazionale, nonché profondo ed apprezzato conoscitore in senso lato, della compatta anglo-tedesca.

TURBO ARAGONA SHOW A MORANO

Entrambi condividono determinate filosofie tecniche, sposano bene le loro competenze e le spendono in misura equivalente su questa Mini di taglia E1-1600 Turbo, che non ha ricevuto nessuna modifica ai manovellismi del motore, rimasto perfettamente d’origine quanto a struttura interna. 

Particolare cura è stata riservata al sistema di raffreddamento, aspetto sempre decisivo in un motore sovralimentato: oltre all’adozione di pacchi radianti specifici ad alta permeabilità, grande attenzione è stata applicata nella ridefinizione dello scambiatore di calore, basato su quello di serie ma migliorato nella sua portata, nonché nell’alloggiamento di macro e micro componenti, aspetti non facili da assolvere con un vano motore tanto rastremato come quello della Mini. 

Al comparto trasmissione troviamo un cambio Sadev con ripetizione al volante Fast Tronik di ultimissima generazione, battezzato FastLogik, ancora più evoluto nella strategia di funzionamento e presto disponibile per l’utenza allargata, che potrà fruire anche del bagaglio esperenziale maturato su questa feroce e vincente Mini. 

I potenti freni sono degli AP dal diametro di 300 mm all’avantreno, gestiti insospettabilmente dall’ABS di serie, affatto recalcitrante, a sentire Aragona, nel fornire una risposta incisiva ed omogenea anche sotto il più gravoso impulso in staccata. 

Il corredo tecnico di questa pirotecnica vettura, oltre ad enumerare varie soluzioni ad hoc, si distingue proprio per il fatto che sinergizzi al meglio taluni componenti derivati dalla vettura stock con quelli invece più estremi, asserviti alla causa della massima prestazione possibile. 

Nessuna deroga sulla sicurezza passiva della macchina, è però stata fatta in ossequio alla ricerca spesso troppo spasmodica della leggerezza: Giuseppe Aragona ha infatti sempre guardato con sospetto ad alcuni eccessivi alleggerimenti praticati sulle vetture E1 più recenti, lontani dal far mantenere la più giusta protettivita’ alle scocche. 

La sensazione da più parti condivisa, è che negli ultimi anni taluni telai siano stati effettivamente troppo alleggeriti in parti strutturali o comunque aggreganti, con effetti potenzialmente nefasti sulla risposta agli urti. La massa a vuoto della Mini impiegata da Aragona, si attesta sugli 870 kg. 

Il round calabro di Morano ha evidenziato una volta di più le doti proprie della Mini associate a quelle del pilota, con una doppia manche scintillante corsa sul passo del nuovo record di divisione.

TURBO ARAGONA SHOW A MORANO

Dirompente nei perentori allunghi del percorso, incisiva nella parte mediana molto guidata e cresciuta come motricità in ripartenza dai tornanti, questa vettura ha permesso ad Aragona di esprimersi sui propri noti livelli, staccando un best time di 3.19.23 che rappresenta non solo il nuovo primato di categoria, ma anche una prestazione monstre per una così potente berlinetta con trazione a nord. 

Se Luzzi con la sua quota tecnica sarà un altro importante banco di prova per la Mini, la crono di Erice costituirà l’investitura massima per le qualità della versione 2021 di questo laboratorio viaggiante di taglia E1 1600 Turbo, per via delle caratteristiche proprie della crono sicula, guidatissima, scivolosa ma anche molto amata da Giuseppe Aragona, sempre protagonista su questo percorso zeppo di ripartenze e cambi di direzione. 

Articolo di Francesco Romeo

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