CRONOSCALATE

UN GRANDE 2021 PER FRANCO CARUSO

Stagione maiuscola quella del vincitore del titolo conduttori Tivm di E2SC. Per il driver in quota Scuderia Vesuvio, vittorie convincenti e podi consistenti sulla Norma M20 tremila gestita dal team Faggioli. 


Ha iniziato la stagione bene, l’ha proseguita meglio e l’ha chiusa addirittura alla grande, conquistando il trono fra le Sport Car nel Trofeo Italiano Velocità Montagna. 

Franco Caruso non poteva chiedere di più al suo 2021, protagonista com’è stato pur facendo la spola fra la Norma M20 del team Faggioli e quella propria, quando non interessata da qualche intervento manutentivo.

Su entrambe le vetture l’esperto driver comisano si è saputo esprimere ad alti livelli, interagendo perfettamente con il gruppo di lavoro gestito dal fuoriclasse toscano. 

Totale è stata infatti in ogni fase stagionale la sintonia con la squadra, tale da definirla una sua “seconda famiglia”. 


UN GRANDE 2021 PER FRANCO CARUSO

Non sono mancate le vittorie in Tivm, non sono mancate le grandi prestazioni in entrambe le serie nazionali in salita partecipate, non sono mancati gli arrivi sul podio assoluto e quelli stabili nei primissimi posti del roster di gara, a dimostrazione della competitività costante e non solo episodica del veterano di Comiso. 

Appagante inoltre, la sua presenza al Master FIA di Braga. 

Non era affatto facile decifrare il comportamento in ogni condizione di impiego di una vettura sofisticata e complicata come la sua barchetta da oltre 500 cv, capace di grandi prestazioni, al prezzo però di una ovvia complessità nella conduzione al limite. 

Franco Caruso non disponeva infatti di un patrimonio conoscitivo della Norma cementato negli anni, ma al volante nessuno si è accorto che avesse poche gare all’attivo su questa barchetta carbonica, come riferito dagli stessi tecnici, sinceramente entusiasti delle sue prestazioni. 

Nel 2022 sarà confermato in pieno l’asset tecnico, con il surplus di una stagione in più di preziosa esperienza con la propria performante vettura. 


Articolo di Francesco Romeo 

Foto Sergio Fattorini

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