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UN IPER MIGLIONICO VINCE A SALERNO

Il potentino domina con distacco, correndo ben 4 secondi più veloce della sua vittoria 2016. Per il driver della Campobasso Corse terza perentoria vittoria, su quattro gare del Cis. Secondo Giuseppe Castiglione e terzo il campione in carica Salvo Venanzio.

La sola vittoria, nell’anno solare 2017, non lo accontenta più. Nel tornare a casa, Saverio Miglionico gli dà sempre la compagnia del record del percorso. Il terzo knockout rifilato alla concorrenza dell’Italiano Slalom, restituisce la superiorità netta, paurosamente fluida ed incontrovertibile del pilota lucano. Lasciati ai ricordi ben 35 kg del suo peso corporeo di soli dodici mesi fa, assistito da un motorone firmato Lotto Moreno (Gas39) e da freni Brembo con sospensioni Ohlins, il lucano ha salutato ancora l’umanità da slalom scarrellando tre prestazioni tricolori da tribune giù per l’emozione. Implacabile in ogni manche, mancava l’appuntamento col successo soltanto nella seconda sessione per il contatto con un birillo, lasciando la gloria al veloce e combattivo Vincenzo Manganiello, che sta tornando il giovane felino che tutti conoscevamo: per lui un ottimo quarto assoluto con la sua Elia. Malgrado i salti di marce fra secondo e terzo rapporto che lo hanno talvolta afflitto nella seconda e terza salita, causa una forcelletta sboccolata, Miglionico ha firmato un timing memorabile e lontano all’orizzonte per i rivali. Il 2.50 basso con cui si è portato a casa la coppa più alta e gradevolmente pesante, poteva essere tramutato in un 2.49 senza i piccoli capricci della trasmissione. Ma non c’è e non ci può essere spazio per una benchè minima delusione, dopo tre vittorie su quattro gare, acciuffate con tempi da urlo e facilità sconcertante. Salerno-Croce di Cava è un gran percorso, che mai e giammai dovrebbe più restare fuori dal ranking italiano del Tricolore Slalom. Miglionico, Castiglione e Venanzio, gli ospiti del podio, non per nulla lo battezzano come fra i più belli se non il più bello in assoluto in coabitazione con un altro paio al massimo. Giuseppe Castiglione, secondo assoluto, ammette sportivamente la superiorità attuale del vincitore come alchimia globale uomo-macchina, ma recrimina anche per l’impossibilità di correre una delle manche per un guaio tecnico. Un percorso complicato e scivoloso come quello campano, meritava una salita in più, soprattutto se sei un debuttante come lui su questa strada. Simile alla “sua” strada di Erice per il fondo viscido, lo ha preparato a dovere per le insidie del resto del Cis, i cui tracciati sono quasi tutti inediti per lui. Malgrado il distacco importante patito agli scacchi, resta un ottimo podio di mezzo ed una eccellente posizione in classifica, a traino di una stagione d’esordio nel Cis più che positiva. Ha tentato il colpaccio a gomme nuove nel terzo stint, ma non gli è bastato per fare lo sgambetto a Miglionico.

Terzo il campione 2016 Salvatore Venanzio, desolato come mai per una Radical che, parole sue, non gli consente di accelerare. Le modifiche a differenziale, freni e assetto, non si correlano ancora alle maggiori performance del motorone Gas39 da poco arrivato fra i longheroni del suo telaio. C’è molto da lavorare, la prestazione ottimale non arriva e la vetta della classifica generale si allontana: la riconferma come Campione Italiano appare sempre più ardua, perché contro questo Miglionico serve essere al top in tutti i reparti.

Quarto agli scacchi Vincenzo Manganiello, che sta tornando ai livelli di competitività del suo recente passato e che pare in fase di assimilazione del giusto asset per la sua valida Elia 1000. Il pilota campano e la barchetta calabra, hanno fatto cassa con il successo nella seconda salita cronometrata e guardano con maggiore fiducia ai prossimi impegni dell’Italiano. Prima del prossimo round tricolore, Manganiello affronterà lo slalom di Gambarie della serie calabrese slalom, utile a far saggiare ulteriormente al già campione italiano classe P2, la fruttuosa strada tecnica intrapresa con la sua performante STR. Quinto Carmelo Coviello su Victor P12, sesto Fabio Emanuele su Osella Pa9/90, settimo Luigi Sambuco su Rebo2000, ottavo Luigi Vinaccia su Osella Pa9/90 due litri, nono Gianluca Miccio su Radical SR4 1300 e a chiudere la Top Five Cataldo Esposito su Radical SR4-1600.

Francesco Romeo

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