CRONOSCALATE

UNA VITTORIA LUNGA UNA VITA

Un successo alla prima gara e due a fine stagione. In mezzo una straordinaria costanza di rendimento, arma impostasi alla vigilia del CIS e decisiva per la vittoria. A tu per tu col neo campione italiano slalom, Michele Puglisi. 

Ha una lunga, lunghissima lista di ringraziamenti, ma specialmente la consapevolezza che il titolo italiano slalom che oggi festeggia, sia figlio anche di quell’unico ma determinante diktat, discusso con papà Angelo in primavera: la costanza nel prendere punti, a tutti i costi. 

Nell’ItalSlalom Michele Puglisi ha iniziato a lasciare traccia di se’ già qualche stagione fa, proponendosi anno dopo anno dapprima come temibile out sider e poi come sempre più credibile pretendente al titolo. 

Anche quando la fortuna non gli ha sorriso insomma, la famiglia Puglisi ha tenuto duro confidando nel talento di Michele e in una conversione astrale da tanta sfortuna ad un po’ di fortuna. 

La perseveranza ha premiato, come ha premiato la scelta di passare dalla Radical ProSport alla SR4, nella fattispecie quella pluridecorata di Saverio Miglionico, campione italiano slalom nel 2017 e sempre vicino, con un supporto tecnico e morale in ogni week end, al nuovo detentore della scudetto. 

Michele Puglisi e papà Angelo infatti, lui non pilota come lo zio Giovanni ma appassionato verace ed infaticabile quanto prezioso complice del figlio, se lo sono detti a chiare lettere prima della gara inaugurale a Loceri, peraltro vinta : con questi sceriffi come avversari al via, campioni esperti e veloci della disciplina, quando potremo andremo a vincere, ma quando non ce la faremo dovremo e dovremo fare sempre tanti punti. Amen.

Mai proposito della vigilia, è stato più redditizio nel portare al tappo di champagne dell’ultima gara di Serrastretta, gara ove arrivava con un distacco lillipuziano dall’EptaCampione Italiano Fabio Emanuele, onesto e leale nel riconoscere la superiorità di Puglisi nella tappa epilogo calabrese e nel tributare il suo pregevole profilo caratteriale, segnato da rispetto ed educazione.

UNA VITTORIA LUNGA UNA VITA

Michele, sei il nuovo campione italiano slalom: potremmo definirla una vittoria lunga una vita. Ti rivedi in questa definizione? 

Assolutamente si, è perfetta. Sin da quando abbiamo iniziato a correre nel Tricolore, abbiamo lavorato per arrivare a questo traguardo. Una cosa io e papà l’abbiamo capita subito: per svettare contro i più titolati campioni del CIS, tutti più esperti e vittoriosi di me, serve dare la zampata quando sei in grado di vincere e serve fare punti quando ti manca qualcosa per puntare al gradino più alto. O fai così, o il titolo non arriva. Vincere una gara e poi scivolare in fondo per 2-3 tappe successive, non ti porta in nessun posto. Devi essere continuo nei risultati. 

Le componenti per arrivare a vincere sono tante, vanno combinate e mantenute. Quali gli aspetti in cui ti senti maggiormente cresciuto? 

Sicuramente nella comprensione del comportamento della macchina. Mi adeguo meglio alle esigenze di ogni gara e spiego in modo più preciso le reazioni ai meccanici, che sono così più facilitati nel loro compito di fare l’assetto. È un aspetto assai importante. Mentalmente mi sento più forte, le difficoltà mi hanno fortificato e le vittorie mi hanno dato più sicurezza. 

Quale la tua migliore gara dell’anno come prestazione di guida? 

Come strada mi ha colpito Loceri, dove ho vinto. Come prestazione in senso stretto invece, Serrastretta. La strada al mattino era molto scivolosa ed era facilissimo sbagliare e poi con la posta in palio che c’era, tutto è stato ancora più difficile. Mi sono concentrato su di me cercando di non pensare a nulla ed è uscito il risultato migliore. Sono stato contento nel vedere di aver reso felice tanta gente che tifava per me ed il ritorno a casa è stato stupendo, per non parlare della festa a Giarre, davvero commovente ed indimenticabile!

UNA VITTORIA LUNGA UNA VITA

C’è un pilota a cui ti ispiri?

Non uno in particolare, ma tutti loro. Fabio Emanuele, Salvatore Venanzio, Emanuele Schillace, Saverio Miglionico, solo per citarne alcuni ma ce ne sono anche altri, sono davvero dei grandi piloti con cui è stato un onore confrontarsi in questi anni. Lottare con loro, mi ha migliorato molto. Li guardo con rispetto e stima, oggi ancora più di ieri. 

Per il 2023, qualche salita in più? 

Sicuramente ripeteremo l’esperienza nel tricolore slalom, ma un paio di salite in più vorrei farle, considerato che la Giarre-Milo è andata bene. Vedremo. 

Ringraziamenti? Tanti immagino..

Tanti e tutti doverosi. In primis a mio padre Angelo ed alla mia famiglia, straordinari in tutto e per tutto, poi il team Miglionico, Peppe 78, Paco 74, Loris Pezzato col suo cambio Powershift, Moreno (Gas39) per il motore ed Orazio Maccarrone, presidente della mia scuderia, la Giarre Corse, di cui sono orgoglioso. Grazie a tutti loro, sono stati determinanti. E grazie di cuore a chi mi ha seguito da lontano ed in generale a tutti quelli che hanno tifato per me. Vi abbraccio idealmente a tutti! 

Articolo di FRANCESCO ROMEO

Articoli correlati

Back to top button