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V TEC GULLO VINCE ANCORA

A 10 anni dal suo titolo assoluto di gruppo E2B, il lametino domina oggi in classe RS2000 aspirate del Civm con l’en plein di vittorie, centrate su una Civic di Angelo Loconte, allestita dalla King Service e seguita in gara dal padre.

Purché sia gara no, non cambia. Che il fondo su cui confrontarsi sia un elemento naturale come l’acqua o la terra o di sintesi, come l’asfalto, per Claudio Gullo intensità e velocità di impegno, non trovano mai differenze. Una carriera poliedrica, declinata dapprima ai kart e poi traslata alle barchette sport, con il lancio nelle grandi platee della giovanissima Elia, da lui portata al suo primo storico titolo nazionale, proprio dieci anni fa. Un percorso agonistico esteso con successo anche alla motonautica, senza dimenticare la pulsione per le auto, sviluppata con titoli tricolori di classe nel Civm, agguantati con una Polo dal cuore motociclistico prima ed oggi nel mirino con una Honda Civic V Tec 2000, EP3 Generation. Senza dimenticare le sue uscite con ottimi risultati, anche nei rally.

Claudio Gullo resta sul pezzo, si tiene alto di regime di motivazione, alla stregua del cuore nipponico da 9000 rpm, innesco della sua berlinetta giapponese da combattimento, che Gianni Cozza ha allestito e che l’infaticabile ed esperto papà Gullo, cura più che sapientemente in ogni singola gara. Una vettura che già con il veloce Angelo Loconte aveva mostrato le sue potenzialità e che con il pilota griffato Amaro del Capo, sta divorando la classe RS2000 dell’ItalSalite 2018, cedendo solo un paio di manche di quelle in palio, per alcune transitorie noie tecniche. Vittorie imbellettate quasi sempre dai record del percorso, così da regalare maggior peso specifico ai successi, perlopiù centrati contro una vasta gamma di rivali, succedutisi nelle gare del campionato.

Difficile individuare un affermazione meno bella tra le sette conquistate, più facile invece valutare la vittoria con nuovo primato alla mitica Trento Bondone, la più premiante ed appagante della stagione: “A fine gara non credevo al tempo record visto sul display di 12.18, perché in prova avevo staccato un crono che sapevo di poter migliorare, ma non di così tanto. Le difficoltà che si incontrano in una gara al top come quella trentina in tutti e suoi 17,6 km, sono sempre tante e mai prevedibili fino in fondo. Ho mantenuto un bel passo dall’inizio alla fine ed avere intensità e ritmo per tutta quella distanza, non è affatto facile”.

Il bottino pieno di stagione però, non deve veicolare il messaggio che guidare al limite la sua Civic, sia come fare una sgambettata salubre alla villa comunale. Affatto.

Ce lo spiega con le sue parole, proprio il campione lametino: “La Civic e’alta, lunga e stretta. Ho cambio e motore di serie, con dei rapporti lunghi che in salita a volte ti complicano la vita, data anche l’indole particolare del V Tec, che dai 6000 giri in poi inizia la sua galoppata trionfale, ma che proprio per questo va tenuto costantemente in tiro. Tradizionalmente comunque, il mio stile di guida ha sempre preferito tenere le macchine ad alto regime, anche se con la Civic e’una scelta praticamente obbligata. Talvolta infatti, in qualche fase tolgo per pochi istanti un rapporto, pur di restare in pieno regime di coppia, così da sfruttare al massimo le potenzialità di allungo del propulsore Honda”.

Di recente la vettura di Gullo, assieme ad altre due, è stata interessata da una verifica della sua piena conformità, alla fiche tecnica di riferimento.

Improntato alla massima serenità, il commento sull’episodio del pilota lamentino: “Non ho mai dubitato della piena serietà di chi possiede e di chi ha allestito la vettura. Mi avevano preventivamente informato che la Civic rispondesse in toto alle regole, pertanto ho aspettato con assoluta tranquillità l’esito delle ispezioni federali. Sapevo che fosse tutto in ordine e che le vittorie ottenute, venissero solo dal lavoro di concerto e da quanto ho saputo esprimere al volante. Il fatto di aver incontrato più rivali diversi nelle varie gare poi, ha reso ancora più appagante quanto fatto finora, perché riuscire a vincere contro tanti piloti di ottimo livello e non sempre contro gli stessi, certifica una volta di più la bontà della tua stagione. Ovviamente non posso non ringraziare la famiglia Caffo, detentrice fra gli altri del marchio Amaro del Capo, che da anni mi supporta in modo determinante, credendo nelle mie qualità. E’un brand di proporzioni ormai internazionali, che sento l’onore di rappresentare con le mie gare del Civm. Quest’azienda sdogana un immagine vincente della Calabria nel mondo e mi sento orgoglioso di essere una piccola parte, di questo grande gruppo”.

Per il resto del Civm di Claudio Gullo, il focus resta immutato: provare a vincerne più possibile e cercare il prestigioso titolo tricolore di gruppo RS aspirate , per cui è prepotentemente in lizza.

Sul format del campionato però, Gullo si associa al pensiero di molti altri colleghi: “Non sono affatto convinto della bontà della regola degli scarti, che ritengo non sia premiante per chi si impegna in tutta la stagione e che magari poi si può vedere sopravanzato da chi affronta le ultime gare a coefficiente aumentato, magari in zone vicino alla propria di residenza. Andrebbe ridistribuita durante tutto il campionato e non solo nel finale, la cadenza di queste gare più redditizie in termini di punteggio, così da premiare chi mostra velocità e affidabilità sin dall’inizio, attingendo a risorse economiche e umane ben superiori. E poi gli scarti andrebbero applicati sulle gare fatte e non anche su quelle che non si disputano,come accade anche per qualche top driver. Così non va bene, non si da’il giusto valore a chi si impegna maggiormente”

Francesco Romeo

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