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VENANZIO TERMINATOR AL NASTRO VERDE

Con un egemonia annichilente in ogni manche, il bicampione italiano domina la gara indigena seppellendo il vecchio record, rifilando mezzo secondo a postazione al primo inseguitore e distacchi da calendario a tutti gli altri. Dopo le amarezze 2017, l’alchimia uomo-macchina issa nuovamente l’asso campano nell’Olimpo degli slalom.

I tratti da bambino li ha già di suo, ma alla fine della gara di casa, in quel lasso temporale fra la bandiera a scacchi e la premiazione in cui mandare in play le proprie emozioni, Salvatore Venanzio avrebbe superato per genuina felicità, qualunque bimbo francobollato alle vetrine del più bel negozio di giocattoli del mondo. Il 2018 non ha detto male al campione di Massa Lubrense, cresciuto in quel borgo di Priora che giace proprio sulla SS135 teatro dello slalom del Nastro Verde fra Sorrento e Sant’Agata, evento ambito dai driver locali come una finale mondiale in prova unica. Un annata, quella corrente, che con il titolo italiano sfiorato fino al round di Serrastretta, lo ha visto scacciare parte dei demoni che lo hanno inseguito nel 2017, quando sembrava smarrito come un infante che perde la mano del padre in una folla oceanica. Una stagione trascorsa fra rivoluzioni estemporanee ed esperimenti tecnici a ripetizione, che non sortivano gli effetti sperati pur in presenza di un nuovo missilistico Suzuki di avanzata trincea, preparatogli da Lotto Moreno all’alba della scorso anno solare. I distacchi dal primo restavano molto ampi e attentare al terzo titolo tricolore, risultava un intento da rimandare decisamente a periodi migliori. Il pilota della Scuderia Vesuvio, con l’incedere delle corse del 2018 nelle quali sfiorava sistematicamente la vittoria, capiva così che sarebbe dovuto essere un assetto più specifico per le sue Pirelli Ultra Soft, l’arma per tornare al vertice del CIS. Il cannoncino 1600 vitaminizzato da Gas 39 ed i nuovi Ohlins di ultimo step, non avrebbero potuto sopperire da soli ai decimi mancanti per recuperare il primato. La sinergia con il suo motorista Lotto Moreno, abile configuratore anche di setting sospensivi per le sue esperienze pregresse con vari tipi di vetture, l’interazione con l’ottimo ingegner Gargiulo e con un top driver del mondo delle salite calzato anche lui Pirelli, hanno innescato al Venanzio model year 2018, le idee giuste per ridefinire la migliore alchimia tecnica fra autotelaio, gomme e motore. Indizi della sua ritrovata competitività incombente giungevano prepotenti dallo slalom titolato Garessio-San Bernardo, nel quale il campano tornava a vincere e a convincere. Tanto sé stesso che l’umanità da corsa. Il round di Bolca segnava però un passo indietro, forse fatale per le sue speranze di rimonta nel Tricolore, quando con degli azzardi personali sull’assetto dimostratisi affatto premianti in termini di risultati, segnava il passo con un punteggio negativo per la classifica ma indicativo per la direzione tecnica sulla quale obbligatoriamente tornare, cioè quella che lo aveva premiato agli scacchi di San Bernardo e che lo ha condotto poi ad una perentoria vittoria nella gara clou di Serrastretta, vinta d’autorità a giochi tricolori ormai compromessi. Anche in pista, nel recente appuntamento del Trofeo del Levante, Venanzio mostrava uno stato di grazia scintillante rimontando dal fondo per un suo errore allo start e girando più veloce di tutti in gara. La corsa di casa di ieri, ha non solo corroborato ma amplificato in modo ridondante la performances raggiunte, con un egemonia annichilente esercitata in tutte le manches. I distacchi raccontano con incontrovertibile realismo, il livello della prestazione espressa al Nastro Verde dal pilota di Massa Lubrense, capace di annientare il record del 2017 e di accumulare mezzo secondo di vantaggio in ogni postazione, rispetto al più vicino inseguitore. Una situazione simile a quella del Saverio Miglionico dominatore del campionato scorso, che specialmente ad inizio stagione macinava primati e vittorie con passo inarrestabile. Proprio il pilota potentino, con grande sportività è stato fra i primi a porgere i suoi complimenti al vincitore e come lui anche Fabio Emanuele.

Venanzio però, pur nell’euforia per una vittoria tanto netta, individua della aree di lavoro tecniche e personali su cui concentrarsi: Contento della mia vittoria e del modo con cui è arrivata, che mi ripaga delle amarezze patite specialmente nel 2017. Nel 2018 sono cresciuto e se non fosse stato per errori miei di valutazione tecnica o di pilotaggio, avrei potuto certamente fare qualcosa di più, anche se Castiglione ha meritato il titolo ed è sempre stato un ragazzo velocissimo e completo. Ho finalmente capito come usare le Pirelli viola che garantiscono un grip ottimo, tale da far andare la macchina con pari efficacia sia in trazione che in frenata, che in appoggio. La Radical ora va benissimo, mi diverto a guidarla ma ancora non è al top. Serve infatti realizzare nuovi bracci , fuselli e cinematismi diversi per sfruttare le gomme ancora di più, per cui il lavoro per me non è affatto finito. Il vantaggio però, è che ora quantomeno abbia trovato la strada maestra. A livello personale devo perdere necessariamente peso, perché con 106 kg alla bilancia sono svantaggiato rispetto ai miei diretti rivali, non solo velocissimi ed esperti ma anche molto più leggeri di me. Ringrazio i miei tifosi e chi mi è stato vicino anche nei momenti bui, la mia famiglia, mia moglie ed il mio preparatore Lotto Moreno prezioso anche nel darmi consigli decisivi per l’assetto. Sono veramente felicissimo!

Francesco Romeo

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