
Vittorio Veneto-Cansiglio 2026, di Norma Degasperi torna sicuro
Il driver trentino, che ha conquistato il sigillo dei cent’anni, sarà al via di Fregona puntando a un bis d’autore e annuncia la presenza come rivali di Caruso e Liber
Tra le tante buone ragioni per essere ottimisti sulla “cronoscalata della riscossa” che l’Automobile Club Treviso sta preparando con meticolosa attenzione, ce n’è una di fresco conio. Diego Degasperi, che due anni fa timbrò il sigillo dei cent’anni (1924-2024), sarà al della 43. Vittorio Veneto – Cansiglio nuovamente al volante della Norma M20 FC Gea Zytek. Prototipo di 3000 cc con motore aspirato 8 cilindri, “limitato” per erogare 480 cavalli: una belva preparata dal Team Faggioli, massima garanzia di efficienza a livello italiano ed europeo.
“Son proprio contento di tornare a Fregona – sottolinea il driver di Trento – perché ho ricordi stupendi e una voglia matta di provare a catturare un bis fragoroso al cospetto di tanti avversari di valore. Due li posso dare io per certi, ovvero Franco Caruso e Federico Liber, c’erano pure loro due anni fa”. Ma non è ancora il momento di puntare l’obiettivo sul Cansiglio, anche da Treviso in questo fine settimana si guarderà con attenzione alla Verzegnis – Sella Chianzutan, sfida che precede in calendario e tiene fatalmente in sospeso l’argomento iscrizioni. Parecchi dei concorrenti della sfida friulana poi si traghetteranno in quella trevigiana, auspicando l’innesto di una forte rappresentanza veneta e in particolare vittoriese nella gara di casa. Inoltre c’è da considerare il forte appeal dell’IRS Cup, la serie privata composta dalle sette tappe a nordest del Civm Nord, capace di innervare gli elenchi iscritti con titolo, montepremi e premiazioni.
“L’abbiamo creata noi di Trentino Motorsport – puntualizza orgoglioso Degasperi – per ritagliare qualcosa di importante ma nello stesso tempo accessibile ai tanti piloti che non possono affrontare un campionato lungo e dispendioso. Una formula semplice ed efficace, stiamo aiutando non poco gli organizzatori, lo dicono i nostri numeri”.
Rimettiamo il vetrino sul microscopio per analizzare pregi e difetti della Vittorio Veneto – Cansiglio.
“Difetti? Sì certamente, è una salita molto tecnica, ostica, impegnativa. Ma questi sono pregi, in realtà. Significa che è vietato distrarsi dall’inizio alla fine. In certe gare tra un tornante e l’altro puoi guardare il display e ragionare su cosa fare. In Cansiglio non ti è concesso togliere gli occhi dalla strada, è talmente veloce e stretta che il minimo errore di traiettoria ti mette ko”.
Può dunque respingere i deboli di cuore?
“Se è per questo, anche le mie pulsazioni salgono all’impazzata al momento dello start. Ma il piacere della sfida, della guida al limite, di tenere giù il piede e carezzare il bordo strada, è impagabile. Salendo verso il Cansiglio bisogna stare super concentrati, l’asfalto ha delle ondulazioni che tirano giù la macchina con il fondo piatto, non si può tenere morbido il volante, bisogna assecondare ogni piega.
Quali sono i punti di maggiore difficoltà?
“Non ce n’è uno in particolare, ma ogni segmento è complicato. Nel primo pezzo in mezzo alle case serve massima attenzione ai muretti e ai tombini, poi si arriva nelle stretto tortuoso dove serve calibrare l’appoggio, alla fine c’è un allungo molto veloce rallentato da due chicane”.
Quest’anno il comitato organizzatore ha previsto il pagamento del biglietto per assistere a prove del sabato e gare di domenica, come evidenziato nel sito ufficiale.
“Trovo sia giusto, come ormai fanno quasi dappertutto. Sono cifre modiche, che vanno viste come un contributo all’organizzazione. Servono ad aiutare uno sforzo economico imponente. Aggiungo un fatto, giusto un paragone: considerando per ipotesi 150 concorrenti, chi prendesse il biglietto per i due giorni, si godrebbe 600 passaggi di auto. Quest’anno ho corso alla Pikes Peak dove c’erano 70 macchine, sicuramente al top di gamma, ma il biglietto meno caro costava l’equivalente di 97 euro”.




