
Vittorio Veneto-Cansiglio 2026, Garbelotto per gioco e per amore
Il ceo dell’omonimo parchettificio di Cappella Maggiore, quest’anno main sponsor della cronoscalata, vanta due titoli italiani pista nel GT3 Challenge, ma non ha mai corso in salita. Adesso è giunto il momento di provarci al volante della sua Porsche
Sia chiaro, lo faccio per gioco, in quanto voglio vedere l’effetto che fa guidare la mia Porsche GT3 Cup su una cronoscalata. E anche per amore, considerato che è la nostra gara di casa, ha una storia antica ma delicata, mio papà mi portava a vederla da bambino, troviamo giusto e responsabile darle il nostro contributo. Punto a divertirmi, non ho alcuna velleità di classifica”. Parole e musica di Marco Garbelotto, gentleman driver che nel 2024 e 2025 ha conquistato due titoli italiani in pista nel GT3 Challenge, nonché ceo dell’omonimo parchettificio di Cappella Maggiore, base operativa di un gruppo industriale con solide radici famigliari. Garbelotto main sponsor della 43ª Vittorio Veneto – Cansiglio, senza dimenticare lo sforzo generoso di altre aziende nel dare supporto alla sfida organizzata dall’Automobile Club Treviso. L’Ente di via Verdi 23 ci mette tanto di suo, in primo luogo schierando gli effettivi degli uffici per compiti di segreteria e gestione dell’evento, coordinati dal direttore Angelo Centola. Poi, caso più unico che raro, il direttore di gara Stefano Torcellan dall’anno scorso è anche presidente del Club provinciale, così la cronoscalata intreccia valori di servizio e di passione.
“Spero di non fare brutte figure – puntualizza scherzando Marco Garbelotto – perché magari qualcuno si aspetta davvero un mio ruolo da protagonista. Ma io non ho mai fatto sinora una salita e in circuito è tutto diverso. In pista l’asfalto planare ha tanto grip, sulla strada di montagna trovi di tutto, dossi, curve cieche, anche in contropendenza, tornanti, brevi rettilinei. Soprattutto non ci sono le vie di fuga, al posto dei cordoli si sfiorano guardrail per non parlare di marciapiedi, case, muretti e tanto altro. Un campionario di rischi che mi fa ammirare i piloti della specialità, veri artisti del brivido. Io, invece, penso a un’esperienza una tantum, dando spero il mio contributo di spettacolo, magari alzando un po’ il piede per non rischiare di ammaccare la vettura”.
Giusto così, a settembre lo attende la tappa tricolore di Franciacorta, in ballo il terzo titolo consecutivo tra le granturismo del prestigioso marchio di Stoccarda.




