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WEC 2026: a COTA riparte la stagione, Toyota e BMW separate da soli cinque punti

Il FIA World Endurance Championship 2026 torna in pista dopo la pausa estiva e riaccende la corsa ai titoli sul tracciato di Austin, in Texas. Dal 4 al 6 settembre, il Circuit of The Americas ospiterà la Lone Star Le Mans, quinto appuntamento stagionale e primo round della seconda metà del campionato.


Il WEC arriva negli Stati Uniti dopo una prima parte di stagione estremamente equilibrata, con vincitori diversi, classifiche compatte e un livello tecnico altissimo sia in Hypercar sia in LMGT3. La gara texana si annuncia quindi come uno snodo importante, anche perché COTA è un circuito che negli anni ha spesso prodotto battaglie ravvicinate, colpi di scena e gare particolarmente selettive.

La sfida Hypercar riparte con una situazione quasi perfettamente in equilibrio: in classifica Piloti c’è parità al vertice, mentre nel Mondiale Costruttori Toyota e BMW sono separate da appena cinque punti. In LMGT3, invece, la scena è tutta per Corvette, reduce da due successi consecutivi tra Le Mans e Interlagos.

COTA, un circuito moderno ma durissimo

Il Circuit of The Americas è uno dei tracciati più moderni del calendario WEC. Disegnato anche con il contributo dell’ex campione del mondo motociclistico Kevin Schwantz, ha ospitato per la prima volta il FIA WEC nel 2013 e si è rapidamente imposto come una pista molto apprezzata da piloti e pubblico.

Il layout da 5,513 km e 20 curve, percorso in senso antiorario, mescola sezioni molto diverse: forti cambi di pendenza, curve veloci in appoggio, tratti lenti e tecnici, sconnessioni marcate e la caratteristica salita verso curva 1, soprannominata “Big Red”. Uno dei punti più riconoscibili resta anche il lungo triplo apice di curva 16, 17 e 18, zona in cui ritmo, carico aerodinamico e gestione gomme diventano fondamentali.


COTA è una pista severa per pneumatici e freni. Le Hypercar superano i 315 km/h, ma devono anche affrontare staccate violente, bump e settori guidati che mettono sotto stress il pacchetto tecnico. Non è un caso che il tracciato si sia costruito una reputazione da “car-breaker”: nel 2024 otto equipaggi non completarono la gara, mentre nel 2025 furono sette a fermarsi prima della bandiera a scacchi.

Una gara spesso decisa sul filo

Austin ha spesso regalato finali molto ravvicinati. Nel 2017, il WEC registrò qui il più stretto arrivo assoluto sotto bandiera verde nella storia della serie, con appena 0”276 tra i primi due.

Anche la LMGT3 ha vissuto a COTA uno dei suoi finali più tirati: lo scorso anno il margine di vittoria fu di 0”256, il più ridotto mai registrato nella categoria e il più stretto tra due marchi rivali in qualsiasi classe.

Numeri che raccontano bene il carattere della Lone Star Le Mans: una gara in cui velocità, strategia, traffico e gestione meccanica possono ribaltare tutto fino all’ultimo giro.

Hypercar: Toyota e BMW ripartono appaiate

La 2026 Lone Star Le Mans sarà la 15ª visita del FIA WEC in Nord America, la 75ª gara di sei ore nella storia del campionato e la 40ª prova della categoria Hypercar.


Il momento non potrebbe essere più equilibrato. Toyota e BMW hanno vinto due gare a testa nella prima metà della stagione, ma nessuna delle due ha mai conquistato il successo assoluto a COTA. Per Toyota, Austin è uno dei soli quattro circuiti nella storia del FIA WEC dove il marchio giapponese non ha ancora vinto.

L’esperienza, però, non manca. Brendon Hartley, oggi sulla Toyota n.8, ha vinto a COTA per tre anni consecutivi con Porsche, dal 2015 al 2017. Sébastien Buemi e Mike Conway sono invece gli unici piloti ad aver partecipato a tutte le precedenti gare WEC disputate sul tracciato texano.

BMW arriva con grande fiducia dopo una prima parte di stagione da protagonista. La M Hybrid V8 n.20, affidata a René Rast, Robin Frijns e Sheldon van der Linde, è pienamente nella lotta mondiale, e proprio van der Linde aveva firmato il giro più veloce del weekend 2025 ad Austin nelle seconde libere.

Cadillac in casa, Ferrari cerca il rilancio

Il round texano ha un peso particolare anche per Cadillac, che corre sul terreno di casa e arriva da Interlagos con il primo podio conquistato dopo dodici mesi. La V-Series.R gestita da JOTA si è dimostrata competitiva in tutti gli appuntamenti della stagione, ma deve ancora trasformare il potenziale in una vittoria.

Nel weekend americano il marchio potrà contare anche su riferimenti importanti: Norman Nato ed Earl Bamber hanno già vinto assolutamente a COTA, con il neozelandese protagonista nel 2017 sulla strada verso il titolo mondiale. La line-up sarà inoltre rinforzata da Ricky Taylor, due volte campione IMSA.

Occhi puntati anche su Ferrari, che a COTA ha spesso mostrato grande competitività in qualifica. Nel 2024 e nel 2025 il Cavallino aveva monopolizzato la prima fila e punta a ripetere una prestazione simile per rilanciarsi nella lotta iridata.

La 499P ha un ottimo rendimento storico sul circuito texano, con un tasso di podi del 50% nell’evento, il migliore tra le Hypercar rivali. I campioni del mondo in carica cercano però di interrompere la striscia senza vittorie più lunga nella storia Ferrari nel FIA WEC, considerando tutte le categorie.

Anche Peugeot guarda a COTA con attenzione. Proprio in Texas, nel 2025, la 9X8 aveva ottenuto il primo podio della sua stagione, mentre Loïc Duval fa parte della storia del tracciato: vinse la prima edizione WEC a COTA con Audi e detiene dal 2016 il record ufficiale sul giro.

La qualifica può pesare più del solito

Nel 2026 il rapporto tra qualifica e risultato in gara non è sempre stato lineare, ma a COTA il discorso potrebbe cambiare. La gara di sei ore non è mai stata vinta da una posizione di partenza peggiore della quarta, e in sei delle otto edizioni disputate si è verificata una prima fila monopolizzata da un solo marchio.

Questo rende la sessione di qualifica e la successiva Hyperpole ancora più importanti. Su un circuito duro per gomme e freni, partire davanti può permettere di gestire meglio il traffico, evitare contatti nelle fasi iniziali e costruire la strategia con maggiore libertà.

Per Ferrari, Cadillac, Toyota e BMW, il sabato di Austin potrebbe quindi diventare uno dei momenti chiave dell’intero weekend.

LMGT3: Corvette cerca il terzo successo consecutivo

In LMGT3, la seconda metà di stagione riparte con Corvette al centro della scena. La Z06 GT3.R n.33 ha vinto la 24 Ore di Le Mans, mentre la vettura gemella n.34 ha trionfato in Brasile. Per la prima volta, un costruttore americano arriva al round di casa del WEC dopo due vittorie consecutive.

Il dato curioso è che Corvette non ha ancora mai vinto negli Stati Uniti nel FIA WEC e a COTA ha raccolto un solo podio, nel 2016. L’occasione texana diventa quindi particolarmente significativa per il marchio di General Motors.

Grande attenzione anche su Ben Keating, pilota originario dell’area di Houston, che nel weekend stabilirà il record di partenze FIA WEC per un pilota americano, arrivando a quota 45. Gli Stati Uniti hanno prodotto complessivamente 95 piloti nella storia del campionato, un numero inferiore soltanto a Francia e Regno Unito. A COTA saranno otto gli statunitensi presenti nell’elenco iscritti, tra cui l’ex Formula 1 Logan Sargeant con Proton Competition.

Aston Martin e McLaren difendono la tradizione britannica

Le due precedenti gare LMGT3 disputate a COTA sono state vinte da marchi britannici. Nel 2025 fu McLaren a conquistare la prima vittoria nella categoria, dopo una penalità post-gara inflitta alla Ferrari n.54 VISTA AF Corse. L’anno precedente, invece, il successo andò ad Heart of Racing Team con Aston Martin.

Quel risultato resta ancora oggi l’unica vittoria LMGT3 ottenuta partendo dalla pole position e l’unico successo Aston Martin nella categoria. Per il marchio britannico, COTA ha un significato storico forte: qui Aston Martin ha conquistato dieci vittorie, il doppio rispetto a qualsiasi rivale.

Come Ferrari in Hypercar, anche Aston Martin vive però una fase senza vittorie particolarmente lunga. Il team arriva ad Austin con il conforto delle pole position consecutive ottenute a Le Mans e Interlagos, ma dovrà trasformare finalmente la velocità del giro secco in risultato concreto.

Continua la maledizione della pole LMGT3

La LMGT3 porta con sé uno dei dati più curiosi della stagione. La cosiddetta maledizione della pole position continua: dopo il successo Aston Martin a COTA 2024, nessuna vettura partita dalla pole è riuscita a ottenere risultati di rilievo.

Nel 2025 furono le Ford Mustang di Proton Competition a dominare la Hyperpole LMGT3 ad Austin, ma da allora le vetture americane non sono più tornate in prima fila. Inoltre, nessun poleman successivo ha fatto meglio dell’ottavo posto ottenuto dalla Mustang n.88 a COTA lo scorso anno; nel 2026, addirittura, nessuna LMGT3 partita dalla pole ha conquistato punti.

Un fattore che rende la categoria ancora più imprevedibile, soprattutto su una pista dove traffico e degrado possono pesare più del singolo giro.

Programma Lone Star Le Mans 2026

Sessione Giorno Orario locale Austin Orario italiano
Prove libere Venerdì 4 settembre Da definire Da definire
Qualifiche e Hyperpole Sabato 5 settembre 15:00 22:00
Gara Domenica 6 settembre 13:00 20:00

Austin può cambiare il volto del campionato

La Lone Star Le Mans arriva in un momento chiave del FIA WEC 2026. Dopo quattro gare, nessuno ha ancora preso davvero il controllo della stagione. Toyota e BMW si presentano ad Austin separate da pochi punti, Ferrari deve interrompere una striscia negativa pesante, Cadillac corre in casa con il bisogno di confermare il podio di Interlagos e Peugeot cerca un nuovo segnale su una pista che lo scorso anno le aveva sorriso.

In LMGT3, Corvette arriva da riferimento, ma il round americano resta storicamente aperto e imprevedibile. Aston Martin cerca il ritorno alla vittoria, McLaren vuole confermare il feeling con COTA, mentre Porsche, Ferrari e Ford proveranno a inserirsi in una categoria in cui strategia e gestione possono ribaltare ogni pronostico.

Austin non sarà soltanto la ripartenza dopo la pausa estiva. Sarà il primo vero esame della seconda metà del campionato, su un circuito moderno, duro e spesso spietato. Con classifiche così ravvicinate, ogni punto può iniziare a pesare davvero.

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