
WEC 2026: Cadillac sogna Le Mans, 60 anni dopo l’impresa Ford
Il marchio americano punta alla grande occasione nella 24 Ore di Le Mans con tre V-Series.R al via. JOTA schiera Stevens-Nato-Delétraz e Bamber-Aitken-Bourdais, mentre Wayne Taylor Racing completa l’assalto
Cadillac arriva alla 24 Ore di Le Mans 2026 con una missione chiara: trasformare il potenziale mostrato negli ultimi anni in una vittoria storica. A sessant’anni dal primo successo di Ford nella classica francese, un altro grande marchio americano proverà ad aggiungere il proprio nome all’albo d’oro assoluto della gara più importante dell’endurance mondiale.
La 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans, in programma dal 10 al 14 giugno come terzo round del FIA World Endurance Championship 2026, rappresenta per Cadillac una delle occasioni più importanti della propria storia recente. La V-Series.R ha già dimostrato di poter essere competitiva sul Circuit de la Sarthe, soprattutto in qualifica. Nelle ultime tre edizioni, il prototipo americano è stato costantemente nelle posizioni di vertice e lo scorso anno ha monopolizzato la prima fila, firmando la prima pole position di un costruttore statunitense a Le Mans dal 1967.
Il grande obiettivo, però, resta ancora da raggiungere: convertire quella velocità in una vittoria assoluta. Dopo un avvio di stagione sfortunato a Imola e Spa-Francorchamps, dove il passo da podio non si è tradotto in risultati pieni, Cadillac arriva a Le Mans con la voglia di ribaltare il bilancio e confermare finalmente in gara il livello già mostrato sul giro secco e nei momenti chiave.
A guidare l’assalto saranno le due Hypercar full-time di Cadillac Hertz Team JOTA. La #12 V-Series.R sarà affidata a Will Stevens, Norman Nato e Louis Delétraz, con lo svizzero ancora chiamato a sostituire Alex Lynn. La vettura gemella #38 sarà invece condivisa da Earl Bamber, Jack Aitken e dal pilota nato proprio a Le Mans, Sébastien Bourdais. A completare lo schieramento ci sarà la terza Cadillac, la #101 di Cadillac Wayne Taylor Racing, iscritta come presenza IMSA e affidata a Ricky Taylor, Jordan Taylor e Filipe Albuquerque.
L’esperienza non manca. Cinque dei nove piloti Cadillac hanno già vinto a Le Mans: Earl Bamber ha conquistato il successo assoluto nel 2015 e nel 2017, mentre Bourdais, Stevens, Albuquerque e Taylor vantano vittorie di classe. Un patrimonio importante per una gara in cui velocità, gestione del traffico, affidabilità e lucidità nelle fasi notturne possono contare quanto la prestazione pura.
La V-Series.R arriverà inoltre con una configurazione aerodinamica aggiornata, pensata per migliorare l’efficienza nel traffico, uno degli aspetti più delicati sul lungo circuito della Sarthe. In una griglia Hypercar sempre più affollata e competitiva, la capacità di superare le vetture più lente senza perdere ritmo sarà uno dei fattori decisivi.
Will Stevens ha sottolineato la preparazione fatta nell’ultimo anno: “Non vedo l’ora di tornare a Le Mans. Arriviamo dopo una prova molto solida lo scorso anno. Sapevamo su quali aree dovevamo lavorare e abbiamo avuto 12 mesi per farlo. Ci sentiamo ben preparati per capire dove saremo rispetto agli altri team. Come evento, nulla si avvicina a Le Mans: speriamo che la mia undicesima partecipazione possa essere speciale”.
Per Sébastien Bourdais, correre a Le Mans ha sempre un significato particolare. Il francese, nato nella città della gara, ha parlato dell’enorme lavoro svolto dal team: “C’è stata tanta preparazione da parte di tutta la squadra. È stato uno sforzo colossale per avere tutto pronto. Complimenti a tutti, hanno fatto davvero un ottimo lavoro e continuiamo a imparare ogni volta che scendiamo in pista. Ora è il momento di vedere cosa abbiamo davvero per Le Mans”.
La ricorrenza storica rende l’edizione ancora più suggestiva. Nel 1966, Ford interruppe il dominio Ferrari e conquistò la sua prima vittoria assoluta alla 24 Ore di Le Mans, aprendo una serie di quattro successi consecutivi e dando vita a una rivalità entrata nella leggenda, poi raccontata anche dal cinema. Sessant’anni dopo, Cadillac proverà a ripercorrere idealmente quelle orme, cercando di riportare un costruttore americano sul gradino più alto della gara.
Il legame con Ford resta attuale anche nel presente del WEC. Il marchio dell’Ovale Blu è già impegnato nella classe LMGT3 con le Mustang gestite da Proton Competition, vetture molto amate dal pubblico e già capaci di mostrare un potenziale interessante nelle prime uscite stagionali. A Spa-Francorchamps entrambe le Mustang sono state in testa alla categoria prima di essere frenate dalla sfortuna. In una delle due vetture è impegnato anche l’ex Formula 1 Logan Sargeant, che nel 2027 farà il salto nel nuovo programma Hypercar Ford.
La sfida americana a Le Mans, dunque, si muove su più livelli. Cadillac cerca il successo assoluto nella classe Hypercar, mentre Ford continua a costruire il proprio percorso in LMGT3 in vista del futuro ritorno al vertice. Ma per il 2026 gli occhi saranno soprattutto puntati sulle tre V-Series.R, chiamate a dimostrare che la velocità vista negli ultimi anni può finalmente tradursi in una vittoria.
Cadillac arriva alla Sarthe con mezzi, piloti ed esperienza per giocarsi qualcosa di grande. Dopo pole, prime file e occasioni mancate, il 2026 può diventare l’anno della svolta. Sessant’anni dopo Ford, un’altra icona americana prova a trasformare Le Mans nel proprio momento storico.




