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WEC 2026: Fuji accende la lotta mondiale tra Toyota, BMW e Ferrari

Il FIA World Endurance Championship vola in Giappone per la 6 Ore del Fuji, sesto round della stagione. Toyota cerca il riscatto in casa dopo la beffa di COTA, BMW difende la vetta Piloti a pari punti e Ferrari prova a confermare il rilancio dopo la vittoria in Texas

Il FIA World Endurance Championship 2026 entra nella fase decisiva della stagione e fa tappa in Asia per la 6 Ore del Fuji, sesto round del campionato in programma dal 25 al 27 settembre. Sullo storico Fuji Speedway, ai piedi del Monte Fuji, la lotta mondiale Hypercar arriva con un equilibrio quasi perfetto: Toyota e BMW sono appaiate in vetta alla classifica Piloti, mentre Ferrari è tornata pienamente in gioco dopo il successo di COTA.


Il round giapponese arriva infatti dopo una Lone Star Le Mans che ha cambiato il volto del campionato. La Toyota n.7 sembrava avviata alla vittoria in Texas, prima del problema idraulico che ha fermato Nyck de Vries a pochi minuti dalla fine. Ferrari ne ha approfittato con la 499P n.50, tornando al successo e riaprendo la corsa tra i Costruttori. BMW, invece, ha vissuto un weekend più difficile ma resta agganciata alla vetta della classifica Piloti con Robin Frijns e René Rast a pari punti con Nyck de Vries, Kamui Kobayashi e Mike Conway.

Il Fuji sarà quindi un passaggio chiave. Toyota corre in casa, su una pista che conosce benissimo e dove ha costruito gran parte della propria storia recente nell’endurance. Ma la pressione sarà alta, perché il margine nella classifica Costruttori è di appena nove punti su BMW, mentre Ferrari ha ritrovato il successo nel momento più importante della stagione.

Fuji Speedway, una pista storica e imprevedibile

Il Fuji Speedway è uno dei tracciati più caratteristici del calendario WEC. Nato originariamente come superspeedway con curve sopraelevate, è stato poi trasformato nell’attuale configurazione da 4,563 km e 16 curve, diventando una pista molto amata da piloti e appassionati.

Dal 2012, anno di nascita del FIA WEC, Fuji è apparso in calendario per 12 volte, diventando il quarto circuito più visitato nella storia del campionato. Prima dell’era WEC, aveva già ospitato il FIA World Sportscar Championship dal 1982 al 1988, confermando un legame profondo con le gare di durata.


La particolarità tecnica del Fuji è il contrasto tra il lunghissimo rettilineo principale da 1,475 km, uno dei più importanti del motorsport mondiale, e un settore finale lento, tortuoso e molto tecnico. Nonostante sia il secondo giro più corto del calendario, il tracciato permette alle Hypercar di superare i 330 km/h, obbligando team e piloti a trovare un compromesso molto delicato tra efficienza aerodinamica, velocità di punta, gestione gomme e trazione.

La gara giapponese è spesso imprevedibile. Nel 2025, per la prima volta nella storia dell’evento, nessun vincitore di classe era partito dalle prime tre file. Inoltre, né nel 2024 né nel 2025 i poleman sono riusciti a chiudere sul podio. Un dato che racconta bene quanto il Fuji possa ribaltare le gerarchie tra qualifica e gara.

Toyota cerca il riscatto sulla pista di casa

Per Toyota, il Fuji rappresenta molto più di un semplice appuntamento del calendario. Il marchio giapponese ha vinto qui nove volte, con una percentuale di successo del 75% nella storia WEC della gara. L’ultimo successo, però, risale al 2023, e il weekend 2026 arriva dopo la grande occasione sfumata ad Austin.

La n.7 di de Vries, Kobayashi e Conway era infatti a pochi minuti da una vittoria pesantissima a COTA, prima che un problema di pressione idraulica la costringesse al ritiro. Il Fuji diventa quindi il luogo ideale per cercare una risposta immediata, davanti al pubblico di casa e su una pista dove Toyota ha spesso dettato legge.

La storia recente aiuta a capire il peso dell’appuntamento. Ogni nuova Toyota impegnata nell’era ibrida ha vinto la sua prima gara al Fuji: la TS030 Hybrid nel 2012, la TS040 Hybrid nel 2014, la TS050 Hybrid nel 2016 e la GR010 Hybrid nel 2022. Con la nuova TR010 Hybrid, già vincente a Imola e Le Mans nella stagione d’esordio, Toyota proverà ad allungare questa tradizione.


Anche i piloti hanno un legame forte con il tracciato. Sébastien Buemi è l’unico pilota attivo con quattro vittorie assolute al Fuji, mentre quattro dei suoi cinque compagni di marca hanno già vinto qui. Nyck de Vries conquistò in Giappone la sua prima vittoria WEC nel 2019 in LMP2 e ha guidato entrambe le ultime due edizioni della gara. Kamui Kobayashi, invece, detiene il record sul giro in qualifica della classe Hypercar sul tracciato.

BMW resta in vetta Piloti, Ferrari vuole confermare il rilancio

Se Toyota cerca il riscatto, BMW arriva in Giappone con l’obiettivo di ritrovare il passo dopo un weekend complicato a COTA. La M Hybrid V8 ha già vinto nel 2026 a Spa e São Paulo, ma in Texas ha faticato sul piano della velocità. Fuji, però, è una pista che ha già dato soddisfazioni al prototipo tedesco: nel 2024, alla prima apparizione sul tracciato, BMW si qualificò terza e chiuse seconda, conquistando il suo primo podio nella classe regina del WEC.

Il campionato Piloti vede Frijns e Rast ancora appaiati a de Vries, Kobayashi e Conway, e questo rende il round giapponese uno snodo diretto nella lotta mondiale. Ogni punto può iniziare a pesare, soprattutto con il calendario ormai entrato nella sua parte finale.

A rendere il quadro più complesso c’è il ritorno di Ferrari. La 499P n.50 ha vinto in Texas con Miguel Molina, Antonio Fuoco e Nicklas Nielsen, riportando il Cavallino in piena corsa tra i Costruttori. Il dato curioso è che la Ferrari 499P non è mai salita sul podio nelle tre precedenti apparizioni al Fuji: è l’unico circuito attuale del calendario dove il prototipo di Maranello non ha ancora chiuso nella top three.

Per Ferrari, quindi, la 6 Ore del Fuji sarà una doppia verifica: confermare il rilancio dopo COTA e sfatare un tabù su una pista finora poco generosa.

Cadillac, Alpine, Aston Martin, Peugeot e Genesis nel gruppo degli outsider

La lotta non riguarda solo Toyota, BMW e Ferrari. Cadillac è stata il riferimento in Hyperpole al Fuji nelle ultime stagioni, ma il team JOTA dovrà fare a meno di Alex Lynn, autore delle ultime due pole position sul tracciato giapponese. Sulla n.12 ci sarà comunque Will Stevens, che al Fuji ha conquistato la sua prima vittoria WEC in LMP2 dieci anni fa ed è anche il detentore del record sul giro in gara per la classe Hypercar, stabilito lo scorso anno.

Alpine arriva in Giappone con segnali incoraggianti. Il marchio francese vinse al Fuji nel weekend del centesimo evento della storia WEC, giocando una strategia coraggiosa, e ha già ottenuto più podi sul tracciato rispetto a tutti i costruttori attivi, fatta eccezione per Toyota. Dopo il ritorno sul podio a COTA, la A424 può provare a inserirsi ancora nella lotta.

Aston Martin aveva ottenuto proprio in Giappone il suo primo piazzamento in top five con la Valkyrie Hypercar, risultato poi migliorato in altre occasioni. Peugeot, invece, dodici mesi fa aveva conquistato al Fuji il secondo posto, miglior risultato finora per la 9X8. In più, sulla n.94, Loïc Duval raggiungerà quota 80 partenze nel FIA WEC, diventando il nono pilota nella storia della serie a tagliare questo traguardo.

Da seguire anche Genesis, reduce dal miglior risultato stagionale ad Austin con il settimo posto della GMR-001 n.17. Il progetto coreano è in crescita e il Fuji rappresenterà un nuovo banco di prova per capire se il passo mostrato in Texas potrà essere confermato anche su un circuito dalle caratteristiche molto diverse.

LMGT3: Corvette difende la leadership, Ferrari cerca il riscatto

In LMGT3, la classifica è guidata dalla Corvette n.33 di Jonny Edgar, Nicky Catsburg e Ben Keating, leader dalla vittoria ottenuta alla 24 Ore di Le Mans. Fuji è una pista favorevole a TF Sport, partner tecnico del marchio americano, che qui ha vinto tre volte, l’ultima proprio nella passata stagione.

Corvette dovrà però difendersi soprattutto da Ferrari. Alessio Rovera, Simon Mann e François Hériau, sulla n.21 VISTA AF Corse, sono i rivali più vicini in classifica. Lo scorso anno, proprio al Fuji, la Ferrari n.21 vide sfumare una possibile vittoria per una penalità, lasciando il successo alla Corvette. Nella vettura gemella n.54, Davide Rigon, Francesco Castellacci e Thomas Flohr arrivano invece alla gara giapponese alla ricerca di un cambio di passo in una stagione finora molto difficile, con un solo punto raccolto.

Il dato storico è interessante: come accaduto nel 2024, Ferrari arriva al Fuji dopo una striscia di sei gare senza podio in LMGT3. La precedente sequenza negativa si era interrotta proprio con una vittoria sul tracciato giapponese.

Tra gli altri protagonisti da seguire ci sono le BMW M4 LMGT3 del Team WRT, già a podio in entrambe le precedenti apparizioni in Giappone, e le Mercedes-AMG di Iron Lynx, reduci da un buon doppio piazzamento nella top seven a COTA. Occhi puntati anche su Lexus, che corre in casa con il team Akkodis ASP e punta a riportare la RC F sul gradino più alto dopo le due vittorie ottenute nel 2025.

Programma 6 Ore del Fuji 2026 e orari italiani

L’attività in pista inizierà venerdì 25 settembre con le prove libere. Le qualifiche e la Hyperpole sono in programma sabato 26 settembre alle 14:00 locali, quando in Italia saranno le 7:00. La gara scatterà domenica 27 settembre alle 11:00 locali, le 4:00 del mattino in Italia.

Sessione Giorno Orario locale Fuji Orario italiano
Prove libere Venerdì 25 settembre Da programma ufficiale Da programma ufficiale
Qualifiche e Hyperpole Sabato 26 settembre 14:00 7:00
6 Ore del Fuji Domenica 27 settembre 11:00 4:00

Fuji può spostare il Mondiale

La 6 Ore del Fuji 2026 arriva in un momento cruciale del campionato. Toyota ha l’occasione di riscattare la delusione di COTA davanti al proprio pubblico, BMW deve ritrovare competitività per difendere la vetta Piloti, Ferrari vuole trasformare la vittoria texana in una vera rimonta mondiale.

Il Fuji, però, è una gara che raramente segue una trama lineare. La combinazione tra rettilineo infinito, ultimo settore tecnico, degrado gomme e strategie spesso aggressive rende difficile indicare un riferimento unico. La qualifica può contare, ma le ultime edizioni hanno dimostrato che partire davanti non basta.

Con Toyota, BMW e Ferrari divise da margini ridotti e con Cadillac, Alpine, Aston Martin, Peugeot e Genesis pronte a inserirsi nella lotta, il round giapponese può diventare uno dei passaggi più importanti del FIA WEC 2026. Ai piedi del Monte Fuji, la corsa al titolo entra davvero nella sua fase decisiva.

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