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WEC COTA 2026: Giovinazzi firma la pole Ferrari davanti alla Cadillac per un millesimo “virtuale”

Antonio Giovinazzi conquista la pole position della Lone Star Le Mans al Circuit of The Americas dopo una Hyperpole storica: Jack Aitken chiude con lo stesso identico tempo, ma partirà secondo perché il ferrarista lo ha segnato per primo

La Ferrari continua a dettare legge in qualifica al Circuit of The Americas. Nella Hyperpole della Lone Star Le Mans 2026, quinto round del FIA World Endurance Championship, Antonio Giovinazzi ha conquistato la pole position con la 499P n.51, firmando una delle sessioni più tirate nella storia recente del Mondiale Endurance.


Il dato più clamoroso è tutto nel confronto con Jack Aitken. Il pilota della Cadillac Hertz Team JOTA ha infatti ottenuto lo stesso identico tempo di Giovinazzi, al millesimo, ma partirà dalla seconda posizione perché il riferimento cronometrico è stato registrato prima dal ferrarista. Una parità assoluta che ha trasformato la Hyperpole texana in un piccolo caso statistico e sportivo, il secondo “dead-heat” in qualifica nella storia del WEC dopo quello di Shanghai 2014.

Per Giovinazzi si tratta della seconda pole a COTA nelle ultime tre stagioni. Da quando la Ferrari 499P ha debuttato sul tracciato texano, la vettura di Maranello non è mai stata battuta nella lotta per la partenza al palo. Un dato pesante, soprattutto in un weekend corso con temperature molto elevate e con distacchi ridottissimi tra costruttori diversi.

Giovinazzi batte Aitken a pari tempo

La Hyperpole è stata decisa da una sfida diretta tra la Ferrari n.51 e la Cadillac n.38. Giovinazzi, al volante della vettura condivisa con James Calado e Alessandro Pier Guidi, ha preso il comando superando il riferimento di Aitken. Sembrava il giro decisivo, ma il britannico non aveva ancora chiuso la propria risposta.

Nel suo ultimo tentativo, Aitken ha eguagliato esattamente il tempo del pilota Ferrari. Non un millesimo in più o in meno: stesso crono. Il regolamento, in questi casi, premia chi ha ottenuto per primo la prestazione, consegnando così la pole alla 499P n.51 e lasciando alla Cadillac la prima fila esterna.


“Non è stato facile, soprattutto in Hyperpole”, ha raccontato Giovinazzi. “Non ho messo insieme tutto e non è stato il mio giro migliore, ma per fortuna è bastato per portare la macchina in pole. Stavo quasi rientrando ai box quando il mio ingegnere mi ha detto che Aitken aveva fatto lo stesso tempo. Siamo stati fortunati, ma serve anche un po’ di fortuna e oggi era il nostro giorno. Ora dobbiamo finire il lavoro domani”.

Una frase che fotografa bene il senso della sessione: velocità pura, equilibrio tecnico e anche quel margine di casualità che, in una qualifica decisa al millesimo, diventa parte della storia.

Top quattro in cinque centesimi: Hyperpole da record

La lotta per la pole non si è limitata a Ferrari e Cadillac. Nel finale della sessione, Charles Milesi ha portato l’Alpine A424 n.35 in terza posizione, ad appena 0”029 dal tempo di riferimento. Subito dietro, quarta piazza per Harry Tincknell con la Aston Martin Valkyrie n.007 del team THOR.

Il dato tecnico è impressionante: le prime quattro Hypercar sono rimaste racchiuse in appena cinque centesimi, con quattro costruttori diversi nelle prime quattro posizioni. È il margine più ridotto mai registrato dal WEC nei suoi 106 eventi disputati finora, migliorando il primato stabilito a Imola nel mese di aprile.

Una fotografia perfetta dell’attuale equilibrio della classe Hypercar. Ferrari resta il riferimento sul giro secco a COTA, ma Cadillac, Alpine e Aston Martin hanno dimostrato di poter essere nella stessa finestra prestazionale. Su una gara di sei ore, con traffico, degrado gomme, temperature elevate e strategie, questo equilibrio promette una corsa estremamente aperta.


Ferrari forte, Alpine conferma, Genesis cresce

La buona giornata Ferrari è stata completata dal quinto tempo di Nicklas Nielsen sulla 499P n.50, un risultato che conferma la competitività del pacchetto italiano sul tracciato texano. Subito alle sue spalle si è inserita la seconda Alpine, la n.36 affidata in qualifica a Victor Martins, rookie dell’endurance ma già capace di lasciare un segnale importante in una sessione dal livello altissimo.

Segnali positivi anche per Genesis, che ha portato entrambe le GMR-001 nella top ten per la seconda volta nella sua stagione d’esordio nel motorsport. Un risultato che racconta la crescita progressiva del progetto, sempre più vicino alle posizioni che contano almeno sul giro secco.

Più complessa, invece, la situazione per Toyota e BMW. La squadra giapponese, leader del campionato, scatterà dall’ottava e dalla nona posizione, quindi comunque dentro la top ten ma senza il passo per giocarsi la pole. Peggio è andata alla principale rivale BMW, apparsa in difficoltà sul piano della velocità e costretta a partire dall’undicesima e tredicesima posizione.

La gara può pesare sul Mondiale

La qualifica di COTA assume un valore ancora maggiore considerando la situazione di campionato. La Lone Star Le Mans apre la seconda metà della stagione e arriva con classifiche ancora molto ravvicinate. Ferrari, reduce da una fase senza vittorie, ha bisogno di trasformare la pole in un risultato pesante per rientrare pienamente nella lotta iridata. Cadillac, dal canto suo, correrà con una grande occasione davanti al pubblico di casa, dopo aver mostrato un potenziale enorme con Aitken.

Toyota partirà più indietro ma resta una certezza sul passo gara e sulla gestione strategica, mentre BMW dovrà costruire una gara di rimonta se vorrà limitare i danni in ottica campionato. La partenza, il primo stint e la capacità di gestire il traffico delle LMGT3 saranno probabilmente determinanti, soprattutto su un circuito come COTA, duro per gomme e freni.

La Lone Star Le Mans 2026 scatterà domenica 6 settembre alle 13:00 locali, quando in Italia saranno le 20:00. Dopo una Hyperpole decisa a pari tempo, la gara promette di essere uno dei momenti più intensi della stagione WEC: Ferrari partirà davanti, Cadillac sarà accanto, ma il margine visto in qualifica lascia pensare a sei ore senza un padrone annunciato.

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