
WEC Imola: Alpine sfiora il podio con la A424, quarto posto che rilancia il progetto 2026
Alpine chiude quarta alla 6 Ore di Imola WEC 2026: prestazione convincente della A424, strategia aggressiva e segnali positivi per il resto della stagione.
Alla 6 Ore di Imola 2026, secondo round del FIA World Endurance Championship, Alpine ha costruito molto più di un semplice quarto posto. Il risultato della #35 A424 rappresenta il miglior avvio stagionale da quando il team è entrato nell’era Hypercar e, soprattutto, conferma che il lavoro svolto durante l’inverno ha iniziato a dare risposte concrete.
Il weekend italiano era iniziato con indicazioni già interessanti. Dopo oltre 1.800 chilometri nei test del Prologo, la A424 aggiornata aveva mostrato subito un buon equilibrio, culminato nel miglior tempo fatto segnare da Charles Milesi nella seconda sessione di prove libere. Un segnale che, pur senza avere valore assoluto, aveva lasciato intravedere una competitività più solida rispetto alla scorsa stagione.
In qualifica, la #35 ha chiuso settima, entrando nella Hyperpole ma senza riuscire a esprimere tutto il potenziale sul giro secco. Una posizione che ha inevitabilmente condizionato la prima parte della gara, costringendo l’equipaggio a costruire il risultato con pazienza e continuità.
La svolta è arrivata già nei primi stint. Ferdinand Habsburg ha interpretato la partenza in modo aggressivo ma pulito, riuscendo a inserirsi rapidamente nella lotta con Toyota e Peugeot e riportando la vettura nelle posizioni di vertice. In una gara come Imola, restare agganciati al gruppo di testa è fondamentale, e Alpine è riuscita a farlo sin dalle prime fasi.
La gestione strategica ha poi giocato un ruolo decisivo. Durante la prima Virtual Safety Car, il team ha scelto di adattare il proprio piano gara, una decisione che ha richiesto precisione nell’esecuzione ma che ha permesso di mantenere la #35 in una posizione competitiva per tutta la durata della corsa. António Félix da Costa, al rientro nella top class del WEC, si è inserito senza difficoltà nel ritmo gara, contribuendo a mantenere costante la prestazione.
Nel finale, è stato ancora Milesi a fare la differenza. Il francese ha costruito il quarto posto con sorpassi concreti su avversari diretti come Robert Kubica e Raffaele Marciello, riuscendo poi a gestire la pressione negli ultimi giri. Il distacco di poco più di 18 secondi dal podio evidenzia come i primi tre restino un riferimento, ma anche come Alpine si sia avvicinata in modo significativo.
Dal punto di vista tecnico, la A424 ha mostrato progressi evidenti. La vettura è apparsa più stabile e prevedibile, soprattutto nei long run, e ha mantenuto un buon livello di prestazione anche in condizioni di gara frammentate da neutralizzazioni. La scelta di lavorare in modo più deciso sugli pneumatici soft durante il weekend ha inoltre fornito indicazioni utili per lo sviluppo, confermando un approccio più proattivo rispetto al passato.
Diverso il discorso per la #36, che ha vissuto una gara più complicata nonostante un potenziale evidente. Victor Martins, all’esordio nella categoria, ha firmato uno dei migliori giri della corsa, ma una gestione non ottimale delle fasi di Safety Car e una penalità durante Virtual Safety Car hanno compromesso il risultato finale, lasciando l’equipaggio fuori dalla zona punti.
Il bilancio complessivo, tuttavia, resta positivo. Alpine esce da Imola con una base tecnica più solida, e con la consapevolezza di poter operare stabilmente nella parte alta della classifica se riuscirà a evitare errori strategici e operativi.
Con Spa e soprattutto la 24 Ore di Le Mans all’orizzonte, il quarto posto di Imola assume un valore preciso: non è ancora il risultato che definisce una stagione, ma è quello che conferma che il progetto A424 può iniziare a guardare più in alto.



