
WEC Spa 2026: BMW ancora leader dopo 4 ore, Safety Car e finale tutto da scrivere
La seconda neutralizzazione ricompatta il gruppo nelle Ardenne: BMW guida in Hypercar, Vista AF Corse davanti in LMGT3
La 6 Ore di Spa-Francorchamps 2026 entra nelle ultime due ore con una gara completamente riaperta dalla seconda Safety Car di giornata. Dopo quattro ore intense, strategiche e ricche di episodi, la BMW #20 del BMW M Team WRTcontinua a guidare la classifica Hypercar, mentre in LMGT3 il riferimento è la Ferrari 296 #21 Vista AF Corse. Ma il nuovo intervento della Safety Car, arrivato poco prima dell’inizio della quinta ora, ha ricompattato il gruppo e trasformato il finale in una sfida quasi tutta da riscrivere.
Nella classe Hypercar, la parte centrale della gara è stata dominata dal tentativo di BMW di far funzionare una strategia alternativa sul carburante. Sheldon van der Linde ha tenuto la leadership per gran parte della terza e quarta ora, confermando un passo molto solido e permettendo alla squadra belga di casa di mantenere il controllo apparente della corsa. La #20 ha continuato a viaggiare fuori sequenza rispetto a molti rivali, cercando di trasformare la scelta anticipata nelle soste in un vantaggio reale nel finale.
Alle sue spalle, la battaglia è rimasta molto serrata tra Alpine e Cadillac. La #12 Cadillac Hertz Team JOTA, affidata a Louis Delétraz, ha a lungo rappresentato il riferimento tra le vetture su strategia più convenzionale, ma la Alpine #35 ha progressivamente aumentato la pressione. António Félix da Costa, alla sua seconda gara con il costruttore francese, è riuscito a scavalcare la Cadillac al terzo ciclo di soste, riducendo leggermente il margine dalla BMW e consegnando poi la vettura a Charles Milesi per le ultime due ore in una posizione virtualmente molto forte.
La gara della Cadillac #12 si è complicata ulteriormente quando Delétraz è stato giudicato colpevole di un sorpasso fuori pista su vetture più lente al Raidillon. La penalità di 5 secondi ha fatto perdere terreno alla V-Series.R, passata poi nelle mani di Norman Nato, chiamato a ricostruire una corsa che fino a quel momento sembrava ancora da podio. Intanto, la #009 Aston Martin e la Ferrari #50 hanno provato a restare nella partita con strategie creative, con Nicklas Nielsen impegnato a recuperare il tempo perso in precedenza a causa di una sosta lenta.
Non sono mancati i contatti tra i protagonisti. La Ferrari #51, già coinvolta in un episodio con la BMW #15 nella prima parte di gara, aveva iniziato a risalire con James Calado al volante, ma un nuovo contatto con la stessa BMW, questa volta guidata da Dries Vanthoor, a Les Combes ha mandato in testacoda il pilota belga. L’episodio è finito sotto investigazione, aggiungendo ulteriore tensione a una gara già molto nervosa nella zona punti.
Il momento più pesante è arrivato poco prima dell’inizio della quinta ora, sempre a Les Combes. La Mercedes #79 Iron Lynx di Matteo Cressoni è finita in testacoda ed è stata centrata dalla Peugeot #94 di Malthe Jakobsen, partita dalla pole position. L’impatto ha danneggiato pesantemente entrambe le vetture e ha costretto la direzione gara a mandare in pista la Safety Car per rimuovere detriti. Una neutralizzazione decisiva, perché ha di fatto riallineato le strategie delle Hypercar, lasciando la BMW #20 ancora davanti ma con un margine ridotto e molti rivali di nuovo in gioco.
In casa Genesis Magma Racing, la fase centrale ha offerto sensazioni contrastanti: la #19, già in ritardo, si è fermata brevemente in pista a Les Combes, mentre la #17 ha continuato a girare con buona regolarità, restando al 14° posto e ancora a pieni giri. Per il nuovo progetto coreano, Spa continua a rappresentare un importante banco di raccolta dati in vista della crescita futura.
In LMGT3, la parte centrale della gara ha visto la Ferrari #21 Vista AF Corse assumere il ruolo di riferimento con Simon Mann al volante. Il pilota è rimasto in testa per gran parte del segmento centrale, ma alle sue spalle la pressione è aumentata giro dopo giro grazie alla rimonta della McLaren #10 Garage 59 guidata da Tom Fleming. Proprio nel momento in cui la seconda Safety Car veniva dichiarata, Ferrari e McLaren sono rientrate insieme ai box, con Alessio Rovera e Marvin Kirchhöfer chiamati a giocarsi il finale.
Per Garage 59, questa fase ha un significato particolare. Il team britannico vuole cancellare la delusione di Imola, dove era stato costretto al ritiro negli ultimi 35 minuti mentre sembrava avere la vittoria in pugno. A Spa, la #10 si è riportata nuovamente nelle posizioni che contano e il duello con Vista AF Corse promette un finale molto intenso.
Alle spalle dei primi due, la Lexus #78 Akkodis ASP è riuscita a risalire dopo la penalità per track limits accusata nella prima parte di gara. Hadrien David ha confermato ancora una volta un passo molto consistente, prima di consegnare la vettura a Esteban Masson, che si è ritrovato in terza posizione al momento della neutralizzazione. Un segnale positivo per Lexus, partita dalla pole e determinata a trasformare finalmente il potenziale in un podio importante.
Più complicata la situazione per la Ford Mustang #88 Proton Competition, penalizzata da due violazioni dei track limits con Giammarco Levorato. Le sanzioni hanno fatto scivolare la vettura fuori dalla zona punti, vanificando una prima parte di gara promettente. In quarta posizione si è invece mantenuta la Aston Martin #27 Heart of Racing, protagonista di una gara pulita, davanti alla Porsche #92 The Bend Manthey, risalita con un ottimo stint di Riccardo Pera. A completare la top six provvisoria c’è la Corvette #34 Racing Team Turkey by TF, con Charlie Eastwood pronto ad affrontare le ultime due ore.
Dopo quattro ore, Spa conferma la sua natura imprevedibile. BMW guida in Hypercar, Vista AF Corse comanda in LMGT3, ma la Safety Car ha cancellato molti margini e riportato diversi protagonisti nella lotta. Le ultime due ore promettono una battaglia strategica e sportiva ad altissima tensione, con gomme, traffico, penalità e ripartenza destinati a decidere una gara ancora completamente aperta.




