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WEC Spa 2026: BMW guida dopo due ore, strategie già decisive nelle Ardenne

La #20 BMW passa al comando in Hypercar con una strategia alternativa, mentre Team WRT è davanti anche in LMGT3 con la #69

Dopo due ore di gara alla 6 Ore di Spa-Francorchamps 2026, è BMW a prendersi la scena nelle Ardenne. La #20 BMW M Hybrid V8 di Team WRT guida la classifica Hypercar grazie a una strategia alternativa, mentre la casa bavarese è al comando anche in LMGT3 con la #69 BMW M4 GT3. Una doppia leadership significativa per il team belga, impegnato praticamente nella gara di casa e già protagonista di un avvio molto aggressivo sul piano strategico.


In Hypercar, la partenza aveva visto la Peugeot #94, scattata dalla pole con Loïc Duval, perdere subito la leadership alla prima occasione utile. Alla staccata di Les Combes, Will Stevens ha portato la Cadillac #12 Hertz Team JOTA davanti a tutti, imponendo un ritmo molto solido nella prima parte di gara. Il britannico ha mantenuto il comando fino al primo giro di soste, quando le strategie hanno iniziato a rimescolare la classifica.

La svolta è arrivata con la scelta della BMW #20, affidata inizialmente a René Rast, di fermarsi con una strategia diversa e meno carburante. Il tedesco si è ritrovato al comando nella seconda ora, seguito dalla Toyota #8 di Brendon Hartley, anch’essa fuori sequenza rispetto ai principali rivali. Rast ha costruito un vantaggio importante sui piloti in strategia standard, arrivando a oltre 19 secondi sui regolari stopper, prima di cedere il volante a Sheldon van der Linde. Allo scoccare della terza ora, la BMW manteneva circa 14 secondi di margine sulla Toyota #8, ora nelle mani di Ryō Hirakawa.

La leadership reale, considerando le strategie regolari, resta però nelle mani della Cadillac #12, che dopo lo stint di Stevens è passata a Louis Delétraz. Stevens ha gestito bene la pressione della Alpine #35 di Ferdinand Habsburg, autore di un primo doppio stint molto convincente e capace di superare la Peugeot di Duval. L’Alpine è rimasta nel gruppo di testa, confermando il buon passo già mostrato nelle libere e in qualifica, con António Félix da Costa subentrato nella fase centrale della corsa.

Tra i protagonisti della prima fase anche la Ferrari #83 AF Corse, risalita grazie a un solido doppio stint di Phil Hanson, poi sostituito da Yifei Ye. Buon avvio anche per la Ferrari #50, con Miguel Molina capace di scalare la classifica dall’ottava posizione fino a inserirsi nella lotta virtuale per il podio. La gara del Cavallino, però, ha subito un duro colpo durante il pit stop: quando Nicklas Nielsen è salito sulla #50, un dado bloccato sulla ruota anteriore sinistra ha causato una perdita di circa 20 secondi, facendo scivolare la vettura fino alla tredicesima posizione.

Non sono mancati gli episodi. La Cadillac #38 di Earl Bamber ha vissuto una prima ora difficile dopo un contatto con la Porsche #92 The Bend Manthey di Yasser Shahin alla chicane Fagnes. Il contatto ha provocato una foratura e danni allo sterzo sulla Cadillac, costretta a rientrare ai box per lunghe riparazioni legate anche a un problema idraulico ai freni. Più indietro, Kevin Magnussen e Antonio Giovinazzi si sono resi protagonisti di un duello acceso per la settima posizione, con la Ferrari #51 rallentata dopo un contatto all’uscita di Les Combes. La Genesis #19 ha invece perso tempo ai box per un problema tecnico, rientrando poi in gara con l’obiettivo di accumulare dati preziosi sul nuovo prototipo coreano.

In LMGT3, la partenza aveva premiato la Lexus #78 Akkodis ASP, con Tom Van Rompuy bravo a mantenere il comando dalla pole. La prima ora è stata però molto movimentata, con la Ford Mustang #77 Proton Competition di Eric Powell capace di portarsi al comando dopo un avvio molto aggressivo. La sua gara, però, si è complicata rapidamente: dopo sei giri brillanti, Powell ha messo una ruota sulla ghiaia a Stavelot ed è finito in testacoda, provocando l’unica safety car delle prime due ore e perdendo cinque giri rispetto al gruppo.

L’episodio ha aperto la porta alla Aston Martin #27 Heart of Racing Team, con Ian James salito al secondo posto davanti alla Ford Mustang #88 Proton e alla Ferrari #21 VISTA AF Corse, sopravvissuta a un contatto con la Mustang alla Source nel primo giro. La gara della Lexus #78 è stata poi complicata da una drive-through penalty per track limits, che l’ha fatta scivolare indietro pur lasciandola ancora teoricamente in gioco.

Con l’avvicinarsi della terza ora, la leadership LMGT3 è passata alla BMW #69 Team WRT, con Anthony McIntosh davanti prima della propria sosta programmata. Anche in questo caso, però, la classifica reale resta legata alle strategie: il duello più importante sembra quello tra la Ferrari #21 VISTA AF Corse, ora con Simon Mann, e la Ford Mustang #88 Proton, affidata a Giammarco Levorato, separate da appena 0.7 secondi.

Le prime due ore hanno confermato quanto Spa sia una gara difficile da leggere. Strategie fuori sequenza, contatti, penalità e safety car hanno già rimescolato le carte, mentre il traffico tra Hypercar e LMGT3 resta un fattore determinante. BMW guida in entrambe le classi, ma la situazione è ancora fluida: Cadillac, Alpine, Ferrari e Toyota restano pienamente in corsa in Hypercar, mentre in LMGT3 la battaglia tra BMW, Ferrari, Mustang, Aston Martin e Lexus è ancora apertissima.


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