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WEC Spa 2026: Garage 59, la vittoria che cancella Imola. Fleming: “È la forza del team”

La McLaren #10 rimonta dalla quindicesima posizione e trionfa in LMGT3: Au, Fleming e Kirchhöfer completano il riscatto dopo la beffa dell’esordio

Garage 59 ha trasformato la delusione di Imola in una delle vittorie più significative della stagione FIA WEC 2026. Dopo aver sfiorato il successo al debutto nel Mondiale Endurance, prima del ritiro per un problema all’alternatore a poco più di mezz’ora dal traguardo, il team britannico si è preso la rivincita alla 6 Ore di Spa-Francorchamps, conquistando la classe LMGT3 con la McLaren 720S Evo #10 di Antares Au, Tom Fleming e Marvin Kirchhöfer.


Il successo in Belgio non è arrivato nel modo più semplice. Anzi, dopo le qualifiche sembrava quasi un obiettivo lontano. Nessuna delle due McLaren di Garage 59 era riuscita ad accedere alla Hyperpole: la #10, già poleman a Imola, era rimasta soltanto 15ª sulla griglia LMGT3, mentre la vettura gemella #58 aveva chiuso quattro posizioni più avanti. Una partenza complicata, soprattutto in una categoria dove traffico, strategie e track position possono condizionare pesantemente l’intera gara.

A cambiare il volto del weekend è stato innanzitutto Antares Au. Il pilota di Hong Kong, nonostante alcuni problemi al servosterzo, ha disputato un primo stint molto concreto, risalendo fino alla top ten e rimettendo la McLaren #10 in una posizione utile per giocarsi qualcosa di importante. “Sono stato io a mettere il team in difficoltà in qualifica, quindi dovevo trovare un modo per tirarci fuori”, ha scherzato dopo la gara. La sua prova è stata essenziale per costruire la rimonta, soprattutto in una fase iniziale molto caotica.

Il testimone è poi passato a Tom Fleming, già grande protagonista a Imola e vincitore del Goodyear Wingfoot Award nel primo round stagionale. Il giovane britannico ha confermato ancora una volta il proprio valore con uno stint aggressivo e preciso, superando la Corvette del Racing Team Turkey by TF di Peter Dempsey e la Lexus #78 Akkodis ASP di Hadrien David. Da lì ha iniziato a ridurre rapidamente il distacco dalla Ferrari #21 Vista AF Corse di Simon Mann, arrivando a colmare quasi completamente un gap che era salito fino a 23 secondi.

La svolta si è consumata intorno alla quarta ora, quando Ferrari e McLaren sono rientrate ai box quasi in contemporanea. Marvin Kirchhöfer ha preso il volante per il finale e ha iniziato a mettere pressione ad Alessio Rovera, in quel momento leader in pista con la Ferrari 296 LMGT3 Evo. Poco dopo è arrivata la notizia decisiva: la Ferrari #21 aveva ricevuto una penalità di 5 secondi per unsafe release durante il pit stop. Da quel momento Kirchhöfer aveva un obiettivo chiaro: restare entro cinque secondi da Rovera fino al traguardo. E lo ha fatto alla perfezione.

“I miei compagni hanno fatto un lavoro straordinario, soprattutto nel tenerci lontani dalle penalità, che è stato un fattore decisivo per arrivare davanti”, ha spiegato Kirchhöfer. “Il team mi ha detto della penalità Ferrari dopo 15 o 20 minuti del mio stint. I nostri pit stop sono stati fortissimi e, di fatto, li abbiamo costretti all’errore. Dopo Imola, dove sembrava un sogno e poi tutto è finito a 35 minuti dal termine, questa vittoria è bellissima. Il team se la merita davvero”.

La vittoria della McLaren #10 ha un valore statistico particolare: è soltanto la quarta vettura nella storia del FIA WEC a vincere senza aver comandato nemmeno un giro, la prima dal 2019. È anche una delle rare vittorie ottenute partendo dalla quindicesima posizione o più indietro. Un dato che rende ancora più evidente la qualità della rimonta e l’efficacia del lavoro di squadra.

Per Fleming, il successo di Spa è stato soprattutto una questione di reazione. “È stata una redenzione. A Imola il team aveva fatto tutto bene al debutto, con tanta pressione addosso, e a 35 minuti dalla fine tutto è crollato. Questo percorso non è stato privo di difficoltà, ma il modo in cui abbiamo reagito dimostra la forza di carattere della squadra”, ha dichiarato il 23enne britannico. Parole che raccontano bene il significato emotivo della vittoria: non solo un risultato sportivo, ma una risposta collettiva dopo una delusione pesante.

La festa Garage 59 è stata completata anche dal quinto posto della McLaren #58 di Alexander West, Finn Gehrsitz e Benji Goethe, con quest’ultimo autore di un finale molto efficace e capace di recuperare numerose posizioni nell’ultimo stint. Per McLaren si tratta inoltre di un primato interessante: è il primo marchio a vincere in LMGT3 con due team diversi.

Il Team Principal Andrew Kirkaldy ha sottolineato l’importanza del lavoro collettivo: “Dopo la grande delusione di Imola, tutti hanno lavorato duramente per permetterci di reagire subito. I pit stop sono stati perfetti, i piloti hanno fatto un lavoro fantastico e ogni membro del team è stato sul pezzo. Avevamo avuto qualche problema alla macchina prima della gara, quindi questa vittoria è una grande ricompensa”.


Dopo Spa, Garage 59 lascia il Belgio con una certezza: la velocità mostrata a Imola non era un episodio isolato. La McLaren #10 ha dimostrato di poter vincere anche partendo lontano, con una gara costruita su ritmo, disciplina e assenza di errori. In una LMGT3 sempre più serrata, il team britannico ha mandato un messaggio chiaro: dopo la beffa dell’esordio, è già pronto a lottare per il vertice.

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