
WRC 2026: Evans spiega la gestione in Giappone, “era importante portare a casa la vittoria”
Il gallese ha preferito non rischiare troppo nella domenica del Rally Japan, consolidando il successo e la leadership mondiale prima del ritorno su sterrato
Per Elfyn Evans, il successo al FORUM8 Rally Japan 2026 era prima di tutto una vittoria da mettere al sicuro. Il gallese di Toyota Gazoo Racing ha conquistato domenica il suo terzo trionfo nell’appuntamento nipponico, battendo Sébastien Ogier di 12.8 secondi dopo aver guidato la gara dalla seconda prova del venerdì mattina. Un risultato che gli ha permesso di rafforzare la leadership nel FIA World Rally Championship, ma che ha richiesto anche una gestione attenta del rischio nella giornata conclusiva.
Evans ha lasciato il Giappone con la seconda vittoria stagionale, il 50° podio in carriera nel WRC e un vantaggio di 20 punti nella classifica piloti dopo sette dei quattordici round in calendario. Eppure, il leader del mondiale ha ammesso di non essere completamente soddisfatto della domenica, soprattutto per non aver raccolto più punti bonus nella Super Sunday. La priorità, però, era chiara: evitare di compromettere un successo troppo importante.
“Non lo so, dobbiamo aspettare e vedere quanto sarà cruciale più avanti nella stagione. Potrebbe anche non significare nulla”, ha spiegato Evans parlando del peso della vittoria in ottica campionato. “Su questo tema, probabilmente sono un po’ deluso da oggi per non aver preso qualche punto in più. Allo stesso tempo, il ritmo era molto alto e credo di non essere stato disposto a rischiare abbastanza per prendere gli ultimi punti. Sentivo però che eravamo in una posizione importante ed era fondamentale assicurare questa vittoria”.
La gara di Evans si è costruita nella mattinata di venerdì. Le condizioni erano complesse, con chiazze umide, grip variabile e tratti difficili da leggere, ma il gallese ha sfruttato nel modo migliore la propria posizione sulla strada e ha preso il comando con un passaggio decisivo sulla Isegami’s Tunnel. Da quel momento non è più stato superato, mantenendo il controllo della classifica nonostante la pressione dei compagni di squadra.
Oliver Solberg lo ha messo sotto pressione nella mattinata di sabato, riducendo il margine prima di uscire dalla lotta per la vittoria con un incidente. Sébastien Ogier ha poi continuato a spingere fino alla domenica, ma Evans è riuscito a gestire ritmo e margine senza esporsi a rischi eccessivi.
“È stata una battaglia serrata per tutto il weekend”, ha raccontato il gallese. “Ho sempre avuto pressione dai ragazzi dietro, quindi è bello avere una lotta così dall’inizio alla fine. Naturalmente arriviamo a ogni weekend con grandi speranze, ma non sai mai come andranno le cose. È stato un buon inizio e abbiamo sfruttato l’ordine di partenza per fare buoni tempi venerdì mattina. Tutto è rimasto molto vicino, ma siamo riusciti a mantenere il controllo fino alla fine”.
Il cambio di data del Rally Japan, spostato da novembre a maggio, ha dato una fisionomia diversa all’evento. Il venerdì mattina ha mantenuto alcune caratteristiche tipiche delle passate edizioni, con poco grip e zone umide, ma il sabato più caldo e asciutto ha spostato l’attenzione sulla gestione degli pneumatici Hankook da asfalto e sulla capacità di mantenerli nella corretta finestra di utilizzo.
“Alla fine, con le condizioni che avevamo venerdì, non è sembrato così diverso dal passato”, ha spiegato Evans. “Era più pulito e c’erano meno foglie, certo. Quando poi è arrivato il sole sabato, si è trattato di non surriscaldare le gomme e guidare nella finestra giusta”.
Il Rally Japan continua a confermarsi uno degli eventi più adatti alle caratteristiche del gallese. Evans aveva già vinto nel 2023 e nel 2024, e con il successo del 2026 porta a tre i trionfi ottenuti da quando la gara è tornata nel calendario WRC. Un feeling che il pilota Toyota riconosce, pur senza riuscire a spiegarlo completamente.
“Sì, sembra essere un po’ una nicchia per me”, ha ammesso. “Alla fine non potresti trovare due rally più opposti rispetto alla Svezia. Semplicemente funziona. Non ho davvero una risposta, ma credo che la natura tecnica delle prove tenda ad adattarsi bene”.
Ora il mondiale cambia completamente scenario e torna sullo sterrato, a partire dall’EKO Acropolis Rally Greece, in programma più avanti nel mese. Evans ci arriverà con un margine utile in classifica, ma senza alcuna sensazione di aver già messo le mani sul titolo. Il calendario è ancora lungo e la sequenza di gare gravel potrà cambiare nuovamente gli equilibri.
“Non vedo l’ora, ma naturalmente non ci facciamo illusioni”, ha concluso Evans. “In Grecia sarà probabilmente dura, ma ormai abbiamo un po’ di esperienza anche in quella situazione. Dobbiamo provare a farne tesoro e fare il meglio possibile”.
Il messaggio del Rally Japan è quindi duplice: Evans ha dimostrato ancora una volta di essere uno specialista degli asfalti tecnici giapponesi, ma anche di saper ragionare da uomo di campionato. In una domenica in cui avrebbe potuto inseguire qualche punto extra, ha scelto di blindare la vittoria. E nel lungo percorso verso il titolo, potrebbe essere stata la decisione più pesante.




