
WRC Croazia 2026: asfalto, incognite e titolo già in gioco
Il Rally Croatia torna con un percorso rivoluzionato: Evans leader, ma la sfida è apertissima
Il Campionato del Mondo Rally entra in una fase completamente nuova e lo fa con uno degli appuntamenti più imprevedibili dell’intero calendario.
Il ritorno del Croatia Rally 2026, quarto round della stagione, coincide con il primo vero banco di prova su asfalto e con un cambio di scenario che potrebbe incidere in modo diretto sugli equilibri del mondiale. Dopo la durezza estrema del Safari, dove resistenza e gestione hanno fatto la differenza, la Croazia porta i piloti in un contesto opposto, fatto di precisione, lettura del grip e capacità di adattarsi a condizioni che cambiano curva dopo curva.
A rendere ancora più interessante questo appuntamento è la sua trasformazione radicale. La gara torna dopo un anno di assenza, ma lo fa con una base completamente nuova a Rijeka e con un percorso rivoluzionato per oltre il 75%, cancellando di fatto ogni riferimento recente. Il passaggio da Zagabria alla zona costiera e montana cambia completamente il DNA dell’evento, introducendo nuove variabili legate al meteo, all’altitudine e soprattutto alla varietà dell’asfalto, che può passare da superfici lisce e veloci a tratti più sporchi e tecnici nel giro di pochi chilometri.
In questo contesto si presenta da leader del campionato Elfyn Evans, che arriva con 66 punti e con uno storico particolarmente solido su queste strade. Il gallese ha già dimostrato di saper interpretare al meglio la Croazia, vincendo nel 2023 e sfiorando il successo nel 2021, ma quest’anno dovrà affrontare un rally completamente diverso. Il ritiro in Kenya non ha compromesso la sua leadership grazie ai punti raccolti nella domenica, ma il margine sugli inseguitori resta limitato e soprattutto fragile in un contesto così incerto.
Alle sue spalle la pressione è reale e concreta. Oliver Solberg ha mostrato una velocità impressionante nelle prime gare della stagione, fermato più dai problemi che dal ritmo, mentre Takamoto Katsuta arriva con un carico emotivo completamente diverso dopo la vittoria in Kenya. Il giapponese sembra aver fatto quel salto mentale necessario per diventare un protagonista costante e la Croazia, dove ha sempre ottenuto risultati solidi, potrebbe rappresentare il terreno ideale per confermare questa crescita.
Il percorso sarà il vero protagonista del weekend. Le 20 prove speciali per circa 300 chilometri cronometrati si sviluppano tra Istria, Karlovac e la fascia costiera adriatica, creando un mix estremamente complesso di condizioni. Le strade strette e tecniche si alternano a tratti più veloci, con continui cambi di grip che obbligano i piloti a un lavoro costante di adattamento. L’altitudine gioca un ruolo determinante, soprattutto in prove come Platak che superano i 1200 metri, dove il meteo può cambiare rapidamente e trasformare completamente il comportamento delle vetture. In questo scenario, la precisione delle note e la capacità di interpretare il fondo diventano elementi decisivi tanto quanto la velocità pura.
Anche dal punto di vista strategico, la Croazia assume un peso specifico enorme perché apre una sequenza di gare su asfalto che obbliga i team a ragionare già in ottica doppio evento. Le scelte tecniche non riguardano solo questo rally, ma anche quelli successivi, creando compromessi che potrebbero influenzare il rendimento complessivo. Questo aspetto aggiunge un ulteriore livello di complessità in una gara già di per sé difficile da leggere.
Dietro al blocco Toyota, la sfida si accende con Adrien Fourmaux, che ha riportato competitività in casa Hyundai Motorsport, mentre Thierry Neuville cerca finalmente di concretizzare il potenziale mostrato nelle passate edizioni di questo rally. La presenza di Hayden Paddon aggiunge esperienza a una line-up che ha bisogno di risultati per rientrare pienamente nella lotta al titolo. Allo stesso tempo, piloti come Sami Pajari, in forte crescita, e i rappresentanti M-Sport come Jon Armstrong e Josh McErlean avranno l’occasione di sfruttare l’incertezza generale per inserirsi nelle posizioni che contano.
Il Croatia Rally 2026 non è soltanto una gara di calendario, ma un vero punto di svolta. È il momento in cui la stagione smette di essere una fase di studio e diventa una corsa concreta al titolo. Su un asfalto così variabile e con così tante incognite, non basterà essere veloci: servirà essere completi, lucidi e pronti a reagire a ogni situazione. Ed è proprio in contesti come questo che si costruiscono i campionati.