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WRC Croazia 2026: Paddon torna sul podio dopo 8 anni, ma il sapore è amaro

Ritorno storico per il neozelandese, promosso terzo dopo il crash di Neuville nel finale

Il Croatia Rally 2026 ha regalato uno dei momenti più significativi della stagione: il ritorno sul podio di Hayden Paddon, a distanza di otto anni dalla sua ultima presenza tra i primi tre nel FIA World Rally Championship. Un risultato tanto importante quanto particolare, maturato in circostanze drammatiche che hanno cambiato il volto della gara negli ultimi chilometri.


Paddon e il suo storico copilota John Kennard avevano costruito una gara solida, senza errori, puntando a un quarto posto che sarebbe già stato significativo al rientro nella massima categoria. Il colpo di scena è arrivato sulla Wolf Power Stage, quando il compagno di squadra Thierry Neuville è uscito di strada mentre era saldamente al comando, consegnando così al neozelandese un insperato terzo posto finale.

Il risultato riporta Paddon sul podio per la prima volta dal Rally Australia 2018, quando chiuse secondo con Hyundai, in quella che sembrava essere stata la sua ultima apparizione al vertice del mondiale. Da allora, la carriera del pilota neozelandese aveva preso una direzione diversa, fino al ritorno inatteso nel 2026 grazie a una nuova opportunità con la Hyundai Motorsport, al volante della i20 N Rally1 condivisa con altri piloti part-time.

Il significato di questo podio va oltre il semplice risultato sportivo. Paddon, due volte campione europeo rally nel 2023 e 2024, ha parlato apertamente di un momento “completo”, quasi un cerchio che si chiude dopo anni difficili lontano dal palcoscenico principale. Allo stesso tempo, però, il contesto in cui è arrivato il risultato lascia un retrogusto amaro: la vittoria sfumata per Hyundai proprio all’ultimo metro rende difficile festeggiare pienamente.

Il pilota neozelandese ha infatti sottolineato come l’obiettivo principale del weekend fosse diverso: mantenere un ritmo vicino ai compagni di squadra e soprattutto arrivare al traguardo su un rally estremamente insidioso. Le condizioni dell’asfalto croato, tra sporco, tagli e grip variabile, hanno trasformato la gara in una vera prova di sopravvivenza, dove errori e forature hanno colpito anche i protagonisti principali.


In questo contesto, la prestazione di Paddon assume ancora più valore. Senza cercare il limite assoluto, ha costruito il risultato chilometro dopo chilometro, evitando rischi inutili e sfruttando al massimo ogni opportunità. È esattamente questo approccio che gli ha permesso di essere nella posizione giusta al momento decisivo.

Il podio, il primo anche per Kennard dal 2016, rappresenta quindi molto più di un semplice piazzamento: è la conferma che esperienza e gestione possono fare la differenza in un mondiale sempre più competitivo. E anche se il risultato è arrivato in modo inaspettato, potrebbe avere un peso importante nel prosieguo della stagione.

Per Paddon, il ritorno tra i grandi è ormai realtà. E se questo è solo l’inizio, il suo nome potrebbe tornare a essere protagonista anche nei prossimi appuntamenti del mondiale.

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