
WRC Croazia 2026: Pajari resiste al comando, Neuville si avvicina e la lotta si riaccende
Sabato mattina durissimo: il finlandese resta leader, ma Hyundai torna in pressione mentre il rally continua a eliminare protagonisti
Il Croatia Rally 2026 continua a cambiare volto, ma al vertice resiste ancora Sami Pajari, che arriva al service di metà sabato mantenendo la leadership dopo una mattinata complicata e piena di insidie. Il pilota della Toyota Gazoo Racing conserva un vantaggio di 12.4 secondi su Thierry Neuville, mentre la gara perde un altro protagonista importante e si conferma tra le più selettive della stagione.
La sensazione è chiara: Pajari è ancora davanti, ma la pressione è cresciuta. La mattinata non è stata una passerella, bensì una gestione attenta su strade sempre più sporche, dove foglie, terra e grip incostante hanno reso ogni curva un’incognita. Il finlandese ha scelto un approccio intelligente, evitando rischi inutili e rispondendo quando necessario agli attacchi diretti.
Il vero segnale arriva da Neuville, che ha riaperto concretamente la lotta. Dopo aver già mostrato segnali di crescita nel venerdì, il belga ha trovato uno spunto decisivo nella prova di Generalski Stol, rifilando un distacco pesante a Takamoto Katsuta e tornando stabilmente in seconda posizione. È stato uno dei momenti chiave della giornata, perché ha riportato Hyundai dentro la partita per la vittoria e accorciato sensibilmente il margine da Pajari.
Il leader ha comunque risposto, limitando i danni anche quando ha dovuto fare i conti con un leggero problema alla ruota anteriore sinistra, e riuscendo poi a riprendere qualche secondo nell’ultima prova del loop. Un segnale di maturità importante in una fase del rally dove l’errore è sempre dietro l’angolo.
Più complicata la mattinata di Katsuta, che resta terzo ma perde terreno prezioso. Dopo aver provato a rientrare nella lotta con un ottimo tempo nella seconda prova del loop, il giapponese ha pagato caro un passaggio difficile nella speciale successiva, scivolando a oltre 25 secondi dalla vetta. Da quel momento il suo approccio è cambiato, con una gestione più conservativa orientata soprattutto a portare punti a casa in ottica campionato.
Alle spalle dei primi tre, continua a sorprendere Hayden Paddon, sempre più solido al debutto in Croazia. Senza cercare il limite assoluto, il neozelandese ha costruito una gara pulita e costante, salendo in quarta posizione anche grazie al ritiro di Adrien Fourmaux, uscito di scena dopo un errore che ha danneggiato la sospensione della sua Hyundai.
La gara continua invece a raccontare storie diverse più indietro, dove i tempi migliori arrivano da chi non ha più nulla da perdere. Oliver Solberg, fuori dalla lotta già venerdì, ha dominato tutte le prove del mattino, mentre anche Elfyn Evans e Jon Armstrong hanno mostrato grande velocità ripartendo lontano dalla classifica.
Nel frattempo, tra i protagonisti rimasti in gara, non mancano altri problemi. Josh McErlean ha perso oltre sette minuti a causa di un principio di incendio che lo ha costretto a fermarsi in prova, riuscendo comunque a ripartire ma compromettendo definitivamente la sua gara.
Dietro alle Rally1, la costanza di Yohan Rossel continua a emergere, con il francese saldamente al comando del WRC2 e addirittura nelle posizioni alte della classifica assoluta, seguito da Nikolay Gryazin e dal fratello Léo Rossel.
A metà del sabato, il quadro è chiaro ma tutt’altro che definito. Pajari è ancora il riferimento, ma Neuville è tornato a pochi secondi e il rally ha già dimostrato più volte di poter ribaltare tutto in un attimo. La seconda parte di giornata e l’ultima tappa saranno decisive, perché qui non basta essere veloci: serve sopravvivere.






