
WRC Croazia 2026, Pajari sorprende tutti: caos totale e leader dopo un venerdì shock
WRC Croazia 2026, Pajari sorprende tutti: caos totale e leader dopo un venerdì shock
Il Croatia Rally 2026 esplode già nella prima vera giornata di gara, trasformando la classifica in poche speciali e lasciando sul campo nomi pesanti. Dopo appena quattro prove, è Sami Pajari a uscire davanti a tutti al service di metà giornata, al termine di una mattinata che ha completamente stravolto gli equilibri.
Il finlandese della Toyota Gazoo Racing ha costruito la sua leadership con lucidità, sfruttando al meglio una situazione in continuo cambiamento e capitalizzando ogni errore degli avversari. La vittoria nella prova di Učka gli ha permesso di allungare su Takamoto Katsuta, secondo a 8.4 secondi, mentre Thierry Neuville resta pienamente in corsa, a meno di nove secondi dalla vetta, nonostante una vettura ancora difficile da interpretare.
Il dato cronometrico, però, racconta solo una parte della storia. Il vero protagonista della mattinata è stato il caos. Il rally si è acceso fin dalle prime battute con una sequenza di eventi che ha eliminato alcuni dei favoriti e messo sotto pressione l’intero gruppo. Elfyn Evans sembrava avere il controllo totale dopo aver dominato le prime due prove, sfruttando perfettamente la posizione di partenza e costruendo un margine importante. Ma il suo rally si è concluso bruscamente nella terza speciale, quando un errore in una curva a destra lo ha portato fuori strada, cancellando in un attimo quanto costruito.
Ancora prima, il weekend aveva perso un altro protagonista con l’uscita di scena di Oliver Solberg, finito fuori già nella prova d’apertura dopo aver toccato un argine. Due colpi pesantissimi che hanno aperto la strada a chi è riuscito a restare pulito, senza necessariamente essere il più veloce.
In questo contesto, Pajari ha fatto esattamente quello che serve in un rally come la Croazia: rimanere lucido, evitare errori e costruire progressivamente il proprio ritmo. Già nelle prime due prove aveva mostrato solidità, pur non essendo completamente soddisfatto della guida, ma è stato nel momento chiave, dopo il ritiro di Evans, che ha fatto la differenza, prendendo il comando e consolidandolo con una prova vinta.
Alle sue spalle, Katsuta ha gestito con intelligenza una fase iniziale complicata, rallentando nella prima speciale dopo aver trovato la vettura incidentata di Solberg e poi aumentando progressivamente il ritmo. Il giapponese resta pienamente in lotta, confermando la crescita già vista nelle ultime uscite.
Diverso il discorso per Neuville, che nonostante il terzo posto continua a lamentare problemi di bilanciamento sulla sua Hyundai. Il belga ha comunque trovato un acuto importante vincendo la terza prova, segnale che il potenziale c’è, ma servirà trovare rapidamente il giusto feeling per restare agganciato alla testa.
Dietro, la classifica riflette perfettamente la durezza della gara. Hayden Paddon risale fino alla quarta posizione grazie a una gara pulita, mentre Josh McErlean capitalizza gli errori altrui per entrare nella top cinque. Più complicata la situazione di Adrien Fourmaux, rallentato da una foratura che lo ha estromesso dalla lotta per le posizioni di vertice, mentre Jon Armstrong è stato costretto al ritiro dopo un impatto ad alta velocità.
Il Croatia Rally conferma così la sua natura più imprevedibile: non basta essere veloci, serve sopravvivere. E dopo una mattinata del genere, con distacchi ancora contenuti ma gerarchie completamente riscritte, la sensazione è che questo sia solo l’inizio di un weekend destinato a cambiare ancora molte volte volto.





