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WRC | Croazia, la svolta della stagione? Josh McErlean rilancia: “Serve un rally pulito per cambiare tutto”

Nuovo percorso, nuove incognite e un mix tecnico estremo: il Rally Croatia 2026 può segnare un punto di svolta per la stagione WRC

Il Rally Croatia 2026 non sarà una semplice tappa di ritorno nel calendario del World Rally Championship. Sarà, molto probabilmente, uno degli snodi più imprevedibili dell’intera stagione.


Cambio di base, nuovo itinerario e condizioni meteo incerte: elementi che trasformano la gara in una variabile tecnica e strategica difficile da decifrare. E per piloti come Josh McErlean, può diventare l’occasione perfetta per rimettere in carreggiata un inizio di stagione complicato.

Un rally completamente diverso

La prima grande novità è geografica. L’evento si sposta da Zagabria a Rijeka, sul mare, cambiando completamente il contesto tecnico della gara.

Questo significa una trasformazione profonda delle speciali. Non più solo asfalto sporco, stretto e scivoloso tipico delle edizioni passate, ma un mix molto più ampio di condizioni. Dalle prove tecniche e sconnesse dell’entroterra fino ai tratti più scorrevoli e veloci lungo la costa, il rally promette una varietà raramente vista in un evento su asfalto.

McErlean lo riassume in modo diretto: sarà un rally “con un po’ di tutto”. Ed è proprio questa varietà a renderlo così insidioso.

Grip, tagli e meteo: il vero rebus

La Croazia è da sempre uno degli eventi più difficili da interpretare dal punto di vista del grip. L’asfalto cambia continuamente, spesso nello stesso stage, passando da superfici lisce a tratti sporchi e abrasivi.

A questo si aggiunge il fattore meteo. Nei test pre-gara sono state registrate anche condizioni invernali, con neve nelle zone più alte come Platak, oltre i 1000 metri. Un elemento che ha costretto anche il fornitore di pneumatici a mettere a disposizione gomme invernali non chiodate.

Il risultato è un contesto dove ogni scelta tecnica diventa decisiva. E dove l’errore si paga immediatamente.

Il nodo tecnico: assetto e differenziali

A complicare ulteriormente lo scenario c’è il regolamento. Il Rally Croatia è legato al successivo appuntamento delle Canarie per quanto riguarda l’utilizzo dei differenziali, che dovranno rimanere sigillati tra i due eventi.

Tradotto: i team dovranno trovare un compromesso.


Una scelta che non potrà essere perfetta per entrambe le gare, ma che dovrà funzionare abbastanza bene su due rally molto diversi tra loro. Una sfida ingegneristica che aggiunge un ulteriore livello di complessità alla preparazione.

Per un team come M-Sport Ford, questo significa lavorare su un equilibrio delicato tra prestazione pura e adattabilità.

Un’occasione per ripartire

Per McErlean, il contesto è chiaro. Dopo i ritiri di Monte-Carlo e Kenya, serve una gara solida, senza errori, per costruire fiducia e ritmo.

Il fatto che il rally sia in gran parte nuovo per tutti potrebbe giocare a suo favore. Meno esperienza accumulata dagli avversari significa un campo più livellato, dove la capacità di adattamento diventa l’elemento chiave.

E in un mondiale sempre più competitivo, anche un semplice arrivo al traguardo può rappresentare un passo fondamentale.

Un rally che può cambiare gli equilibri

Il Rally Croatia arriva in un momento delicato della stagione. Il passaggio all’asfalto segna una fase nuova del campionato, dove gerarchie e riferimenti possono cambiare rapidamente.

Se il Kenya è stato il banco di prova della resistenza, la Croazia sarà quello della precisione. E chi saprà interpretare meglio questo equilibrio tra rischio e controllo potrà fare la differenza.

McErlean lo sa. E il suo approccio è quello giusto: guardare avanti, senza farsi condizionare dagli errori iniziali.

Perché nel WRC, spesso, basta una gara per cambiare completamente la narrativa di una stagione.

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