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WRC | Elfyn Evans: l’anno della verità: il WRC 2026 si apre tra assenze pesanti e nuove sfide

Il gallese della Toyota riparte da Monte-Carlo dopo cinque secondi posti: assenze pesanti, giovani emergenti e una stagione che può essere decisiva

Cinque secondi posti in sei stagioni. Quattro punti di distacco dall’ultimo titolo. Elfyn Evans riparte ancora una volta da qui, con la consapevolezza che il Mondiale Rally che sta per iniziare potrebbe rappresentare l’occasione migliore della sua carriera per salire finalmente sul trono del WRC.


Il gallese della Toyota Gazoo Racing ha sfiorato il titolo anche lo scorso anno, piegandosi solo a Sébastien Ogier, compagno di squadra e avversario ingombrante, al termine di una sfida decisa per un soffio. Un epilogo amaro, ma che non ha intaccato la determinazione di Evans, pronto a rilanciare la sua caccia iridata.

Un WRC diverso, ma non meno competitivo

Il campionato 2026 si presenta con un mix intrigante di esperienza e gioventù, ma anche con assenze pesanti. Due campioni del mondo non saranno della partita a tempo pieno:

  • Kalle Rovanperä, due volte iridato, ha scelto di intraprendere una nuova avventura nelle monoposto;

  • Ott Tänak, campione 2019, ha deciso di prendersi un anno sabbatico dal programma completo.

Sulla carta, potrebbe sembrare un Mondiale “più semplice”. In realtà, come sottolinea lo stesso Evans, il livello resta altissimo.

“In teoria perdi due candidati al titolo, ma non credo che il ritmo dei rally cambierà davvero. Tutti sono comunque molto vicini.”

Solberg, Ogier e una Toyota sempre affilata

In casa Toyota, il vuoto lasciato da Rovanperä è stato colmato da Oliver Solberg, campione WRC2 in carica. Il talento svedese non è più una scommessa: la vittoria al Rally Estonia ha dimostrato che può già competere ai massimi livelli.

Accanto a lui ci sarà ancora Sébastien Ogier, impegnato in una stagione part-time da dieci round, a partire dall’immancabile Monte-Carlo. Un programma ridotto, ma sufficiente per rimanere una minaccia costante nella corsa al titolo.

Hyundai rilancia con Neuville e Fourmaux

Sul fronte Hyundai, Thierry Neuville, campione del mondo in carica, guiderà l’assalto insieme a Adrien Fourmaux, promosso a pilota di punta dopo l’esperienza sulla terza vettura. A completare la rotazione ci penserà il trio esperto composto da Dani Sordo, Esapekka Lappi e Hayden Paddon, pronti a dividersi la terza i20 Rally1.

Evans: continuità, lucidità e qualche rischio in più

Dopo un 2025 estremamente solido – 14 gare, 14 top-6, con le vittorie in Svezia e Kenya – Evans sa di non dover rivoluzionare il proprio approccio. Ma ammette che qualcosa può essere affinato.

“Non credo di dover cambiare completamente mentalità. Ma ora sappiamo che ogni punto conta davvero.”


Il riferimento è chiaro: l’anno scorso, complice la campagna part-time di Ogier, Evans non sempre ha forzato la mano nei momenti decisivi. Una lezione imparata a caro prezzo.

La ghiaia come tallone d’Achille

Il gallese individua senza mezzi termini l’area su cui lavorare: i rally su ghiaia secca.

“In Portogallo e Sardegna siamo stati semplicemente troppo lenti. Grecia compresa. È lì che dobbiamo fare un vero salto di qualità.”

Essere spesso primo sulla strada ha complicato le cose, soprattutto al venerdì, limitando le possibilità di rimonta. Ma Evans assicura che la base tecnica della GR Yaris Rally1 è migliorata e che i test lasciano ben sperare.

L’ultima spinta verso il sogno

A 36 anni, con un palmarès ricco ma ancora incompleto, Evans sa che il tempo non è infinito. La motivazione, però, non è mai stata così alta.

“Continuo a fare le stesse cose, cercando piccoli miglioramenti ovunque possibile. Continueremo a spingere.”

Il WRC riparte da Monte-Carlo, come sempre. E con un Evans così maturo, costante e consapevole, la sensazione è che il 2026 possa davvero essere il suo anno.

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