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WRC | Hayden Paddon e il primo impatto con la Hyundai i20 N Rally1: “Una sfida enorme, ma stimolante”

Il ritorno di Hayden Paddon ai vertici del Mondiale Rally sta entrando nel vivo. Il neozelandese ha infatti completato i suoi primi chilometri al volante della Hyundai i20 N Rally1, un passaggio fondamentale nel percorso che lo riporterà ufficialmente nel WRC di massimo livello a partire dal prossimo Rallye Monte-Carlo.


Due volte campione europeo FIA, Paddon si prepara a tornare sulla scena iridata condividendo la terza vettura Rally1 di Hyundai Motorsport con Dani Sordo ed Esapekka Lappi. Un programma mirato, ma tutt’altro che secondario, che segna il rientro del “Kiwi” nella classe regina dopo otto anni di assenza da un ruolo ufficiale di primo piano.

Otto anni dopo, tutto è cambiato

L’ultima esperienza di Paddon come pilota Hyundai nel WRC risale infatti al 2018. Da allora, il campionato ha vissuto una vera rivoluzione tecnica, culminata con l’introduzione delle Rally1 ibride nel 2022. Un cambiamento radicale che rende questo ritorno molto più simile a un nuovo debutto che a un semplice “bentornato”.

Nonostante la sua familiarità con la Hyundai i20 N Rally2, maturata negli ultimi anni, Paddon non aveva mai guidato prima una Rally1 della Casa coreana. Il primo assaggio è arrivato durante la recente giornata media organizzata da Hyundai nel sud della Francia, disputata però in condizioni tutt’altro che ideali.

“È stato bello poter finalmente guidare l’auto, ma le condizioni erano estremamente difficili”, ha raccontato Paddon. “C’era neve e ghiaccio ovunque, quindi non era esattamente il contesto migliore per prendere confidenza”.

Un’auto completamente diversa

Le prime sensazioni sono state chiare: la Rally1 è un mondo a parte rispetto alle vetture con cui Paddon aveva corso negli ultimi anni.

“Non erano le condizioni giuste per giudicare nel dettaglio, ma la sensazione iniziale è che questa macchina sia completamente diversa da tutto ciò che ho guidato di recente”, ha spiegato. “Non si tratta solo della potenza. È l’insieme: aerodinamica, telaio, trasmissione. Persino la posizione di guida è molto particolare”.

Un pacchetto complesso che richiede tempo, chilometri e fiducia. Elementi che Paddon sa di dover costruire gradualmente, senza forzare i tempi.

“Dopo un paio di giorni in macchina sono sicuro che molte cose diventeranno naturali”, ha aggiunto. “Ma quello che abbiamo fatto finora è stato come buttarsi in acqua profonda senza aver prima imparato a nuotare: ghiaccio pieno e probabilmente le condizioni più difficili che si possano affrontare in un rally”.

Hayden Paddon

Tra entusiasmo e nervosismo

Alla domanda se fosse stato un sollievo tornare finalmente al volante di una WRC ufficiale, Paddon ha risposto con grande sincerità.


“Direi più nervosismo che sollievo”, ha ammesso. “Tutto è successo molto in fretta: dall’inizio di dicembre sono passate appena quattro settimane. Non c’è stato davvero il tempo di metabolizzare”.

Un’emozione comprensibile, alimentata anche dal peso delle aspettative.

“Sono molto entusiasta per questa opportunità, ma anche molto nervoso. Non voglio deludere nessuno. Ci sono tante persone che credono in ciò che possiamo fare per aiutare la squadra e voglio dimostrare di meritarlo”.

Test fondamentali in vista di Monte-Carlo

In questi giorni Paddon è tornato in azione con una due giorni di test presso la nuova base di prova di Hyundai in Francia. Un lavoro cruciale per accumulare chilometri, affinare il feeling e arrivare al Monte-Carlo con maggiore consapevolezza.

“Non saranno le condizioni tipiche del Monte, ma non importa”, ha sottolineato. “Ho bisogno di chilometri ‘normali’ per capire davvero l’auto e tirare fuori il suo potenziale. Poi, quando arriveranno le condizioni difficili, potrai adattarti”.

Un ruolo chiaro e realistico

Guardando al primo round stagionale, Paddon non nasconde il suo approccio pragmatico.

“L’obiettivo è semplice: finire il rally. E non è mai facile a Monte-Carlo”, ha detto. “Thierry Neuville e Adrien Fourmaux lotteranno per il vertice. Il nostro ruolo è fornire supporto alla squadra, essere pronti se succede qualcosa e portare punti”.

Un atteggiamento maturo, distante da quello del Paddon di otto anni fa, ma forse ancora più prezioso.

“Sono competitivo, ma so qual è il mio posto. Questo per me è un nuovo inizio”.

E Monte-Carlo sarà il primo, vero banco di prova.

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