
WRC: il rimpianto di Adrien Fourmaux in Portogallo
Il francese chiude quarto e porta punti pesanti a Hyundai, ma resta il rammarico per il cambio di set-up sul bagnato
Adrien Fourmaux ha lasciato il Vodafone Rally de Portugal 2026 con sentimenti contrastanti. Da un lato la soddisfazione per la prima vittoria stagionale di Hyundai Motorsport, firmata da Thierry Neuville dopo il finale drammatico che ha colpito Toyota; dall’altro il rammarico personale per un’occasione che, ancora una volta, sembrava poterlo portare molto vicino al primo successo assoluto nel World Rally Championship.
Per larghi tratti della gara portoghese, Fourmaux è stato il riferimento interno del team Hyundai. Il francese ha confermato il passo già mostrato negli ultimi mesi sugli sterrati mondiali, arrivando a guidare per la quarta volta negli ultimi cinque rally gravel del WRC. Sulle prove asciutte, in particolare, la sua Hyundai i20 N Rally1 è apparsa subito efficace: Fourmaux si è portato al comando giovedì e ha poi ripreso la leadership venerdì, scavalcando la Toyota di Oliver Solberg.
La sua corsa ha però cambiato direzione sulla PS8, quando la i20 N Rally1 ha toccato pesantemente il fondo in una curva sinistra ed è finita fuori strada, riportando una doppia foratura. L’episodio gli è costato quasi mezzo minuto e lo ha fatto scivolare fuori dalla lotta diretta per la vittoria. Quando poi sono arrivate la pioggia e il fango tra sabato e domenica, Fourmaux non è più riuscito a ritrovare la stessa efficacia mostrata nelle prime fasi del rally.
Il francese ha indicato proprio lì il suo unico vero rimpianto del weekend. “Per me c’è un solo rammarico in questo rally. Quando è arrivata la pioggia volevo ammorbidire la macchina per renderla migliore e ottimizzare il pacchetto, ma alla fine questo ha cambiato il feeling e sabato sul bagnato non ero da nessuna parte”, ha spiegato. Una scelta tecnica pensata per migliorare la vettura nelle condizioni più difficili, ma che ha finito per togliere fiducia al pilota proprio nei momenti decisivi.
Fourmaux ha ammesso di aver imparato una lezione importante dal weekend portoghese. “Ho faticato molto a trovare il ritmo nel fango. Domenica sono tornato più vicino al set-up del venerdì e il tempo è stato buono. È una lezione che mi porto via”, ha aggiunto. Il dato interessante è che, con la configurazione utilizzata nelle prime fasi, il passo era sembrato da vittoria. “Se fosse rimasto tutto asciutto sarebbe stato più facile, perché avevo davvero il set-up perfetto e il ritmo era chiaro. Ma fa parte dell’apprendimento”.
Nonostante la delusione personale, Fourmaux ha voluto sottolineare l’importanza del successo Hyundai. Dopo un avvio di stagione complicato e il dominio Toyota nei primi cinque round, la vittoria di Neuville ha rappresentato una svolta psicologica per tutta la squadra. “È un grande risultato per il team. Con tutta la preparazione fatta di recente, sono contento che ora possiamo goderci un bel successo”, ha dichiarato il francese.
Fourmaux ha anche rivelato un dettaglio significativo sul lavoro di squadra. Prima del rally, Hyundai gli aveva chiesto se Neuville potesse provare il suo set-up nello shakedown, visto che il belga non era pienamente convinto della propria configurazione. Neuville lo ha utilizzato e ha firmato il miglior tempo nello shakedown. “Devo dire che è stato un lavoro di squadra. Thierry ha provato il mio set-up ed è stato il più veloce nello shakedown”, ha raccontato Fourmaux.
Il weekend si è comunque chiuso con un segnale forte: Fourmaux ha vinto la Wolf Power Stage sulla leggendaria Fafe, mostrando ancora una volta velocità pura quando le condizioni e il feeling sono tornati nella giusta finestra. Grazie a quel risultato, il francese ha lasciato il Portogallo con 20 punti e il quarto posto nella classifica piloti.
Resta però il tema ricorrente della prima vittoria assoluta. Fourmaux continua a dimostrare di avere il passo per stare davanti, soprattutto su sterrato, ma gli manca ancora il weekend perfetto. In Portogallo è arrivato un quarto posto utile e una Power Stage vinta, mentre Hyundai ha ritrovato il successo con Neuville. Per il francese, il messaggio è chiaro: il potenziale c’è, ma servirà trasformare velocità e lezioni apprese in una gara senza rimpianti.




