
WRC Portogallo 2026: Ogier passa al comando dopo un venerdì caotico, Neuville resta in scia
Fourmaux perde la leadership con due forature, Pajari sul podio provvisorio. I primi quattro sono racchiusi in 16.4 secondi
Sébastien Ogier chiude da leader il venerdì del Vodafone Rally de Portugal 2026, al termine di una giornata che ha cambiato più volte volto e che ha confermato quanto la gara portoghese resti una delle più insidiose del calendario WRC. Il francese della Toyota, sette volte vincitore di questo rally, porterà nella tappa di sabato un vantaggio di appena 3.7 secondi su Thierry Neuville, con Sami Pajari terzo a 15.2 secondi e Oliver Solberg quarto a soli 1.2 secondi dal podio provvisorio. Una classifica cortissima, soprattutto dopo un pomeriggio segnato dall’episodio che ha tolto ad Adrien Fourmaux il controllo della gara.
Il pilota Hyundai sembrava il riferimento del venerdì. Dopo aver superato Solberg nella mattinata, Fourmaux aveva costruito la propria leadership grazie a un passo molto costante e a una strategia gomme efficace, arrivando al remote service con 7.7 secondi di margine. La sua gara si è però complicata sulla speciale di Góis, quando un’uscita di strada lo ha lasciato con forature all’anteriore destra e al posteriore destro. Il francese è riuscito a proseguire, ma ha dovuto fermarsi dopo il fine prova per sostituire due ruote, precipitando dalla prima alla sesta posizione, a 34.3 secondi da Ogier. “Ho perso i freni, non sono riuscito a rallentare e siamo andati larghi. Abbiamo controllato la macchina e continuiamo: fa parte del rally”, ha spiegato Fourmaux, provando a salvare il possibile in una gara ancora lunga.
Ogier, che al mattino aveva faticato a trovare ritmo e bilanciamento sulla sua Toyota GR Yaris Rally1, ha sfruttato l’occasione con la freddezza dei grandi specialisti. Senza prendere rischi eccessivi, il francese è rimasto lontano dai guai e ha poi rafforzato la leadership firmando il miglior tempo sulla seconda passata di Lousã. “Sono felice di finire la giornata. Domani inizierà un nuovo rally. Possiamo essere soddisfatti del lavoro fatto nel pomeriggio, perché la mattina era stata complicata”, ha dichiarato Ogier. La sua posizione resta favorevole, ma il margine ridotto su Neuville non permette alcuna gestione tranquilla.
Il belga di Hyundai è stato forse il più concreto tra gli inseguitori. Anche lui non ha avuto una giornata semplice, soprattutto nella prima parte, quando ha continuato a lavorare sul bilanciamento della i20 N Rally1 senza trovare subito la fiducia desiderata. Con il passare delle prove, però, Neuville è cresciuto: ha vinto Lousã 1 e ha chiuso il venerdì con il miglior tempo su Mortágua 2, rosicchiando 1.2 secondi a Ogier nell’ultima speciale. “Almeno la prestazione c’è. Penso che abbiamo fatto bene”, ha commentato, consapevole di essere pienamente in partita per la vittoria.
Molto positiva anche la giornata di Sami Pajari, terzo assoluto dopo una delle sue migliori prestazioni su sterrato con una Rally1. Il finlandese aveva iniziato il venerdì in modo brillante, vincendo Mortágua 1 e Arganil 1, risalendo rapidamente dal sesto al secondo posto. Nel pomeriggio ha perso qualche secondo per una gomma uscita dal cerchio su SS7, un mezzo testacoda su SS9 e il parabrezza danneggiato nell’ultima prova, ma il risultato resta importante. “È stata una giornata davvero buona. Abbiamo perso qualche secondo, ma questo è il rally. Mancano due giorni e siamo nella lotta”, ha spiegato Pajari, ormai sempre più solido anche su terra.
Solberg, quarto, ha vissuto un venerdì più frustrante. Dopo aver chiuso il giovedì al comando, lo svedese ha perso la leadership già al mattino, lamentando un feeling poco convincente con la vettura. Anche lui è stato protagonista di un momento critico a Góis, nello stesso punto in cui poco dopo sarebbe finito nei guai Fourmaux: Solberg è uscito largo ed è rientrato dopo aver sfiorato il ribaltamento. Nonostante tutto, resta a 16.4 secondi dalla vetta e ha chiuso la giornata con il secondo tempo nell’ultima speciale, segnale che il passo per rientrare nella battaglia non manca.
Più indietro, Elfyn Evans ha chiuso quinto a 28.1 secondi dopo una giornata passata ad aprire la strada. Il leader del mondiale ha descritto l’ultima Mortágua come una prova “simile a una spiaggia dentro i solchi”, ma ha evitato errori e ha limitato i danni in ottica campionato. Fourmaux è sesto, a soli 1.8 secondi da Evans, mentre Takamoto Katsuta è settimo dopo una giornata complicata sul piano della fiducia e del grip. Ottavo Dani Sordo, penalizzato da una scelta gomme non ideale al mattino e da una perdita di tempo ulteriore nel pomeriggio.
In casa M-Sport Ford, Josh McErlean è nono nonostante una penalità di 50 secondi legata al ritardo in uscita dal remote service, causato da problemi di avviamento sulla Puma Rally1. Ancora più complesso il venerdì di Jon Armstrong, costretto a disputare il loop pomeridiano senza servosterzo, con il copilota Shane Byrne chiamato addirittura ad aiutarlo nei cambi marcia e nell’uso del freno a mano nelle curve lente. Mārtiņš Sesks aveva mostrato segnali di crescita, con tempi interessanti a Góis e Lousã 2, prima di perdere oltre tre minuti per una doppia foratura nell’ultima prova.
Nel WRC2, la leadership è passata a Nikolay Gryazin, decimo assoluto con la Lancia, davanti a Jan Solans. Anche qui la gara resta molto aperta, ma il venerdì ha confermato che la Ypsilon HF Integrale Rally2 può essere competitiva anche su sterrato dopo i successi su asfalto.
Sabato sarà il giorno più lungo del rally, con due passaggi su Felgueiras, Cabeceiras de Basto, Amarante e Paredes, prima della super speciale di Lousada. Ogier parte davanti, ma Neuville è vicinissimo, Pajari e Solberg restano in agguato e Fourmaux può ancora recuperare. Dopo un venerdì così, il Portogallo conferma la sua regola principale: nulla è deciso finché non si arriva a Fafe.






