
WRC Portogallo 2026: Toyota davanti a tutti, ma lo sterrato può ribaltare il mondiale
Il Rally de Portugal apre la fase europea su terra: Evans, Katsuta e Pajari penalizzati dall’ordine di partenza, Ogier e Hyundai pronti ad approfittarne
Il Vodafone Rally de Portugal 2026 segna un passaggio fondamentale nella stagione del WRC. Dopo cinque round, il mondiale arriva sulle strade sterrate portoghesi con una classifica dominata da Toyota Gazoo Racing, ma proprio il successo ottenuto finora potrebbe trasformarsi in uno svantaggio. Su un fondo sabbioso e spesso molto scivoloso al primo passaggio, partire davanti significa infatti pulire la strada per chi segue, perdendo grip e tempo prezioso. È il grande tema del sesto appuntamento stagionale, il primo vero rally europeo su terra del 2026.
La gara, con base a Matosinhos, proporrà un percorso duro e selettivo: 23 prove speciali per 344,91 chilometri cronometrati, con tratti iconici come Arganil, Amarante e Fafe. Il terreno portoghese è noto per cambiare rapidamente volto tra primo e secondo passaggio: al mattino può penalizzare chi apre la strada, mentre nel pomeriggio tende a diventare più rotto, con pietre, solchi e rischio forature. Una combinazione che rende il rally uno degli appuntamenti più completi e insidiosi del calendario.
A presentarsi in Portogallo da leader del mondiale è Elfyn Evans, tornato in testa dopo il secondo posto alle Canarie e il massimo bottino conquistato nella Super Sunday. Il gallese ha già vinto questo rally nel 2021, ma negli ultimi anni non sempre è riuscito a trasformare il suo passo in risultati di vertice, spesso anche a causa di una posizione di partenza complicata. Questa volta il problema si ripropone: aprire la strada nella prima giornata potrebbe costargli secondi importanti fin dalle prime speciali.
Alle sue spalle in classifica c’è Takamoto Katsuta, distante appena due punti. Il giapponese ha perso la leadership mondiale alle Canarie, ma resta pienamente in corsa per il titolo grazie a una stagione fin qui molto solida. Il Portogallo, però, gli ha spesso lasciato sensazioni contrastanti: due quarti posti confermano una buona competitività, ma non sono mancati episodi negativi, tra problemi meccanici e danni alle sospensioni. Per lui sarà fondamentale evitare errori e raccogliere punti pesanti.
Il terzo uomo Toyota è Sami Pajari, una delle grandi sorprese del 2026. Il finlandese arriva da quattro podi consecutivi e ha dimostrato una maturità superiore alle attese, ma il Portogallo gli presenterà una sfida nuova: partire nelle prime posizioni su una classica gara sterrata europea. Finora Pajari ha impressionato per costanza e capacità di adattamento, ma qui dovrà dimostrare di saper gestire anche una situazione meno favorevole, dove la velocità pura potrebbe non bastare.
Paradossalmente, la miglior carta Toyota per la vittoria potrebbe arrivare da più indietro nell’ordine di partenza: Sébastien Ogier. Il francese torna in azione dopo il successo al Rally Islas Canarias e può contare su un rapporto speciale con il Portogallo. Qui ha conquistato la sua prima vittoria mondiale nel 2010 ed è diventato il pilota più vincente nella storia dell’evento, con sette successi in quindici partecipazioni. Esperienza, posizione su strada e momento di forma lo rendono uno dei favoriti principali.
Grande attenzione anche su Oliver Solberg, chiamato a reagire dopo la delusione delle Canarie. Lo svedese era in piena lotta con Ogier per la vittoria prima dell’uscita di strada nella penultima prova, un errore che ha interrotto un weekend di grande velocità. Il Portogallo può rappresentare l’occasione del riscatto: lo scorso anno vinse qui in WRC2 e conosce bene il tipo di fondo, anche se dovrà trasformare il potenziale in un risultato completo.
In casa Hyundai Motorsport, il rally portoghese è una vera occasione per resettare dopo il netto dominio Toyota sull’asfalto delle Canarie. Adrien Fourmaux è stato il miglior pilota Hyundai nell’ultimo round e lo scorso anno in Portogallo era in lotta nelle posizioni alte prima di danneggiare la sospensione ad Arganil. Thierry Neuville, già vincitore dell’evento, porta esperienza e continuità: nell’era Rally1 è sempre arrivato nei primi cinque in Portogallo. A completare la formazione c’è Dani Sordo, reduce dal rientro alle Canarie e particolarmente atteso su una gara dove ha conquistato sette podi in carriera. Il suo passo regolare e la sua gestione delle gomme potrebbero diventare un fattore importante.
Per M-Sport Ford, l’obiettivo sarà continuare a crescere con una line-up giovane. Josh McErlean torna su una gara dove aveva ottenuto il suo miglior risultato nella massima categoria, mentre Jon Armstrong ritrova un evento già affrontato nel Junior WRC. Al loro fianco rientra Mārtiņš Sesks, al secondo appuntamento del suo programma parziale, con l’obiettivo di accumulare esperienza e sfruttare le opportunità di una gara spesso selettiva.
Il Rally de Portugal scatterà con lo shakedown del mercoledì, prima dell’avvio competitivo anticipato al giovedì pomeriggio con tre prove speciali. La sensazione è chiara: Toyota parte favorita per forza complessiva, ma l’ordine di partenza può rimescolare tutto. Su una gara così dura, chi saprà unire velocità, gestione e intelligenza tattica potrà trasformare il Portogallo in un punto di svolta del mondiale 2026.




