
WRC Rally Chile 2026: Solberg chiude il venerdì al comando, Evans limita i danni
Oliver Solberg interpreta al meglio le condizioni variabili del Rally Chile Bio Bío e guida dopo la prima giornata con 10”1 su Elfyn Evans. Fourmaux è terzo davanti a Ogier e Pajari, mentre Katsuta esce subito di scena nella prova d’apertura
Il Rally Chile Bio Bío 2026 si è aperto con una prima giornata estremamente complessa, segnata da condizioni in continuo cambiamento e da una classifica già molto interessante in chiave mondiale. A chiudere il venerdì al comando è stato Oliver Solberg, bravo a interpretare meglio di tutti il passaggio dal fango del mattino al fondo più asciutto e abrasivo del pomeriggio.
Alla sua prima apparizione in Cile con una vettura Rally1, il pilota Toyota ha mostrato subito un approccio maturo. Due scratch nelle sei prove di giornata e una gestione pulita nei momenti più delicati gli hanno permesso di arrivare al riordino serale con 10”1 di vantaggio su Elfyn Evans, leader del campionato e costretto ad aprire la strada per tutta la tappa.
Per Solberg il Cile resta un luogo speciale. Qui aveva già vinto in WRC2 nel 2023 e nel 2025, conquistando proprio lo scorso anno il titolo di categoria. Il debutto con una Rally1 sulle strade cilene, però, rappresentava un esame diverso. La risposta è stata immediata: passo solido, pochi errori e capacità di adattarsi a un fondo mai realmente stabile.
Solberg parte forte, Evans risponde e poi resta in scia
La giornata è iniziata in condizioni diverse rispetto a quelle previste alla vigilia. La pioggia caduta durante la notte ha reso la prova di apertura, Turquía, molto scivolosa e fangosa, riducendo però lo svantaggio di chi partiva per primo sulla strada. Una situazione che ha aiutato Evans, ma che non ha impedito a Solberg di segnare subito il miglior tempo con 1”4di margine.
Il gallese ha risposto nella successiva Nuevo Rere, portandosi momentaneamente al comando della generale per appena 0”4. Solberg, però, ha ripreso la leadership sulla terza prova, Hualqui, arrivando al service di metà giornata con 2”3 di vantaggio.
Nel pomeriggio, con le strade progressivamente più asciutte, lo scenario è cambiato ancora. Sami Pajari ha vinto il secondo passaggio su Turquía, Sébastien Ogier si è imposto su Nuevo Rere e Solberg ha chiuso il giro con un nuovo scratch sulla seconda Hualqui. Il dato più significativo è che cinque piloti diversi hanno vinto almeno una speciale nelle sei prove del venerdì, segnale di un equilibrio molto alto e di condizioni difficili da leggere.
Evans secondo, ma il venerdì vale più della posizione
Il secondo posto di Elfyn Evans ha un peso importante nella lettura del campionato. Il gallese era arrivato in Cile con 20 punti di vantaggio su Sami Pajari e con Oliver Solberg terzo, più staccato di altre 21 lunghezze. Aprire la strada in una gara su sterrato poteva rappresentare un problema serio, ma la pioggia notturna ha modificato il quadro iniziale, permettendogli di restare subito nel gruppo di testa.
Evans ha ammesso che le condizioni del mattino lo hanno aiutato molto, mentre nel pomeriggio, con il fondo più asciutto, la situazione è tornata meno favorevole. Il distacco di 10”1 da Solberg resta comunque gestibile, soprattutto considerando la lunghezza della tappa di sabato e l’evoluzione ancora incerta del fondo.
Dopo il Paraguay, dove aveva perso parte del margine in classifica iridata, Evans aveva bisogno di una giornata solida. Il venerdì cileno non gli consegna la leadership, ma gli permette di restare pienamente dentro la gara senza esporsi a rischi eccessivi.
Fourmaux, Ogier e Pajari raccolti in pochi secondi
Alle spalle dei primi due, la lotta per il podio è apertissima. Adrien Fourmaux ha chiuso il venerdì in terza posizione con la Hyundai, a 18”0 dalla vetta, nonostante un problema tecnico accusato nel corso della mattinata. Il francese ha poi ritrovato ritmo e fiducia, firmando una seconda parte di giornata molto convincente.
Il margine su Sébastien Ogier è però minimo: appena 1”7. Il campione francese, vincitore in Cile nella precedente edizione, ha mostrato ancora una volta la capacità di crescere con il passare delle prove, portandosi in piena lotta per il podio.
A soli 2”0 da Ogier c’è Sami Pajari, quinto a 21”7 da Solberg. Il finlandese, reduce da tre vittorie consecutive nel Mondiale, ha vissuto un inizio complicato, perdendo 17”8 già nella prima speciale per mancanza di fiducia su un fondo dal grip molto irregolare. Nel pomeriggio, però, la sua gara è cambiata completamente: il successo sulla SS4 e il ritmo mostrato nelle ultime due prove lo hanno riportato dentro la partita.
Per il campionato, la posizione di Pajari è centrale. Il finlandese è il primo inseguitore di Evans nella classifica iridata e dovrà provare a recuperare terreno nelle prossime due giornate, senza però compromettere una gara che resta ancora lunga e selettiva.
Neuville sesto, M-Sport in lotta interna
Thierry Neuville ha chiuso la giornata al sesto posto, a 27”4 dalla vetta. Il belga non ha mai trovato piena fiducia con la Hyundai e ha poi segnalato anche una piccola perdita da un ammortizzatore, elemento che ha complicato ulteriormente la sua prima tappa.
Alle sue spalle, la migliore Ford di M-Sport è quella di Josh McErlean, settimo dopo aver avuto la meglio nel confronto interno con Jon Armstrong, ottavo a 2”4 dal compagno di squadra. Per entrambi, il venerdì cileno ha rappresentato una giornata utile per costruire esperienza e ritmo in condizioni tutt’altro che semplici.
Nono posto per Esapekka Lappi, al rientro nel Mondiale, mentre la top ten assoluta è completata da Nikolay Gryazin, leader del WRC2 e davanti di 8”5 su Robert Virves, attuale riferimento della classifica di categoria.
Katsuta fuori subito dopo lo shakedown da protagonista
Il grande sconfitto del venerdì è Takamoto Katsuta. Il giapponese, che giovedì aveva chiuso lo shakedown con il miglior tempo, è finito fuori strada dopo 6,2 km nella prova d’apertura. La sua Toyota è rimasta bloccata senza spettatori nelle vicinanze in grado di aiutarlo a ripartire.
Katsuta e il copilota sostituto James Fulton non hanno riportato conseguenze fisiche, ma la loro gara è stata compromessa immediatamente. Un epilogo pesante dopo il difficile Paraguay e dopo il cambio di navigatore reso necessario dal recupero di Aaron Johnston.
Classifica dopo il venerdì del Rally Chile 2026
| Posizione | Pilota | Distacco |
|---|---|---|
| 1 | Oliver Solberg | Leader |
| 2 | Elfyn Evans | +10”1 |
| 3 | Adrien Fourmaux | +18”0 |
| 4 | Sébastien Ogier | +19”7 |
| 5 | Sami Pajari | +21”7 |
| 6 | Thierry Neuville | +27”4 |
| 7 | Josh McErlean | — |
| 8 | Jon Armstrong | +2”4 da McErlean |
| 9 | Esapekka Lappi | — |
| 10 | Nikolay Gryazin | Leader WRC2 |
Sabato la tappa più lunga può ribaltare tutto
Il Rally Chile entrerà domani nella sua giornata più lunga, con 139,2 km cronometrati distribuiti sui doppi passaggi di Pelún, Lota e María las Cruces, quest’ultima lunga 28,31 km. Sarà una tappa fondamentale, probabilmente decisiva per capire chi potrà davvero giocarsi la vittoria.
Solberg parte davanti con un margine interessante ma non definitivo. Evans ha limitato bene i danni e potrà provare a costruire una gara di contenimento intelligente, mentre Fourmaux, Ogier e Pajari sono racchiusi in pochi secondi e possono ancora cambiare completamente la zona podio.
La prima giornata ha già detto una cosa: il Rally Chile Bio Bío 2026 non sarà una gara lineare. Fondo variabile, meteo incerto e distacchi contenuti promettono un sabato ad altissima intensità, con la classifica mondiale sullo sfondo e ogni speciale pronta a spostare gli equilibri.




