
WRC Rally Japan 2026: Evans chiude il venerdì al comando, Toyota monopolizza la top four
Il leader del mondiale guida davanti a Solberg, Ogier e Pajari dopo una prima giornata complessa sugli asfalti di Aichi
Elfyn Evans chiude da leader la prima vera giornata del FORUM8 Rally Japan 2026, confermando il ruolo di riferimento nella lotta mondiale e guidando una classifica completamente dominata da Toyota Gazoo Racing. Dopo sei prove speciali sugli asfalti stretti e tecnici della prefettura di Aichi, il gallese comanda con 15.7 secondi di vantaggio su Oliver Solberg, mentre il vincitore uscente Sébastien Ogier è terzo a 17.1 secondi dalla vetta. Quarta piazza per Sami Pajari, che completa una top four interamente Toyota.
La giornata è stata tutt’altro che semplice. La pioggia caduta nella notte ha lasciato umidità sotto gli alberi e chiazze scivolose nei tratti più coperti, rendendo difficile la scelta gomme e la lettura del grip. Evans, partito con strada più pulita rispetto ad alcuni rivali, ha saputo sfruttare al meglio la propria posizione, ma soprattutto ha mostrato grande controllo in un contesto dove l’errore era sempre dietro l’angolo.
Il venerdì del leader mondiale era iniziato con il quarto tempo sulla nuova prova di Asuke, dove Solberg aveva firmato il primo scratch del rally. La svolta è arrivata però sulla prima passata di Isegami’s Tunnel, dove Evans ha rifilato 7.5 secondi a tutti gli avversari, prendendo la leadership. Da quel momento il gallese ha gestito il rally con lucidità, aggiungendo un altro miglior tempo sulla Inabu / Shitara del mattino e controllando poi il margine nel giro pomeridiano, quando le condizioni sono diventate più asciutte ma ancora insidiose in diversi punti.
“Posizione sulla strada. È sempre la posizione sulla strada”, ha dichiarato Evans al termine dell’ultima prova del giorno. “Nel complesso è stata una giornata discreta per noi. È stata relativamente pulita e siamo riusciti a mantenere un buon ritmo”. Parole che confermano quanto la gestione sia stata centrale in una giornata in cui la prestazione pura si è intrecciata con la capacità di adattarsi ai cambiamenti del fondo.
Alle sue spalle, Oliver Solberg ha chiuso secondo una giornata iniziata nel migliore dei modi. Lo svedese ha vinto la prova inaugurale di Asuke e ha ripetuto il risultato anche nel secondo passaggio, ma ha perso tempo sulla SS3 dopo aver rallentato per evitare alcuni cervi lungo la strada. Nel finale ha avuto anche un momento sull’ultima speciale, senza però pagare conseguenze pesanti. “È stata una prova orribile. Ho fatto troppi piccoli errori, probabilmente la peggiore della giornata. Sono un po’ deluso: invece di essere a 16 secondi potevo essere a 10, ma questa è la vita”, ha ammesso Solberg.
Sébastien Ogier ha trascorso buona parte del venerdì alla ricerca del miglior feeling con la sua Toyota GR Yaris Rally1. Il nove volte campione del mondo, vincitore del Rally Japan 2025, ha perso molto sulla prima Isegami’s Tunnel, pagando anche una strada sempre più sporca rispetto ai primi partenti. Nel pomeriggio ha continuato a mettere pressione a Solberg, chiudendo a soli 1.4 secondi dallo svedese. “Non è l’ideale, speravamo meglio. Abbiamo fatto quello che potevamo, ma dobbiamo ancora lavorare per trovare il punto giusto della macchina. Ho combattuto con la vettura tutto il giorno”, ha spiegato Ogier.
Quarto posto per Sami Pajari, che ha chiuso la giornata con il miglior tempo sulla SS6, la seconda passata di Inabu / Shitara. Il finlandese era quinto a metà giornata, ma nel pomeriggio ha superato Thierry Neuville, confermando ancora una volta solidità e maturità. Pajari si trova a 41.5 secondi dalla vetta e ha un margine di 16.7 secondi proprio su Neuville in vista del sabato.
Il belga di Hyundai Shell Mobis World Rally Team ha chiuso il venerdì come migliore dei piloti non Toyota, ma soltanto al quinto posto, a 58.2 secondi da Evans. Neuville ha mostrato buoni riscontri nei tratti umidi e viscidi, ma ha faticato una volta che le condizioni si sono asciugate e il passaggio alla mescola hard Hankook ha modificato l’equilibrio della sua i20 N Rally1. “Quando siamo sulla gomma hard, il bilanciamento sparisce. È la stessa storia con questa macchina: non è fatta per andare forte in queste condizioni”, ha dichiarato senza mezzi termini.
Giornata complicata per l’idolo di casa Takamoto Katsuta, sesto a 1’03”8 dalla leadership. Il giapponese ha toccato un banco nella prima prova, rimediando una foratura al posteriore sinistro, e da quel momento ha faticato a ritrovare fiducia. “È stata una delle peggiori giornate che abbia avuto. È molto frustrante, ma ci sono ancora due giorni”, ha commentato Katsuta, chiamato ora a una rimonta davanti al pubblico di casa.
Settimo posto per Adrien Fourmaux, autore di una giornata difficile con la seconda Hyundai. Il francese è finito in testacoda a un tornante nella prima passata di Isegami’s Tunnel e non è mai riuscito a trovare il bilanciamento desiderato. Ottavo Hayden Paddon, alla prima giornata completa sulla versione asfaltata del Rally Japan, mentre Jon Armstrong occupa la nona posizione con la Ford Puma Rally1 di M-Sport, nonostante un contatto con una barriera sulla Asuke pomeridiana e un problema all’interfono. Più indietro il compagno Josh McErlean, dodicesimo dopo aver perso oltre due minuti e mezzo per cambiare una gomma anteriore destra sulla SS5.
In WRC2, la leadership è di Alejandro Cachón, decimo assoluto, con 8.3 secondi su Nikolay Gryazin. Il pilota Lancia aveva ripreso il comando della categoria nella seconda passata di Isegami’s Tunnel, ma Cachón ha risposto sull’ultima prova della giornata, tornando davanti al termine di un duello serrato.
Sabato sarà la giornata più lunga del Rally Japan, con due passaggi su Obara, Ena e Mt. Kasagi, per un totale di 120.22 km cronometrati. Evans parte con un margine importante, Toyota ha il pieno controllo della classifica, ma Ogier promette pressione e Solberg resta in piena lotta per il podio. Sulle strade giapponesi, però, ogni metro può ancora cambiare tutto.







