
WRC, scatta il Rally Islas Canarias 2026: orari, favoriti e dove seguirlo live
Manca pochissimo al via del Rally Islas Canarias 2026, quinto round del Mondiale WRC, in programma da giovedì 23 a domenica 26 aprile sulle strade asfaltate di Gran Canaria. È una gara che pesa già molto nella lettura della stagione, non solo perché arriva in una fase in cui il campionato comincia a prendere forma, ma anche perché propone un asfalto molto particolare: il regolamento supplementare ufficiale conferma che il fondo è 100% asfaltato, mentre il WRC presenta le Canarie come una tappa da strade pulite, scorrevoli e ad alto grip, dove precisione, fiducia e ritmo fanno spesso più differenza della sola aggressività.
Il format ufficiale prevede 18 prove speciali per 322,21 km cronometrati, con base logistica al Gran Canaria Stadium. Il rally scatterà con lo shakedown di Santa Brígida giovedì alle 11:01 e con la prima speciale vera, la SS1 BP Ultimate – Las Palmas de Gran Canaria 1, alle 18:05. La chiusura è fissata per domenica con la Wolf Power Stage SS18 Santa Lucia – Agüimes 2 alle 13:15. Gli orari ufficiali pubblicati sul portale WRC sono indicati in UTC+1.
Anche il campo partenti è all’altezza dell’evento. L’organizzazione ha annunciato 60 equipaggi di 20 nazionalità, con 10 Rally1 nella classe regina e una presenza molto ricca anche nelle categorie di supporto. Nell’entry list ufficiale compaiono cinque Toyota Rally1, tre Hyundai Rally1 e due Ford Puma Rally1 di M-Sport. Toyota si presenta con Elfyn Evans, Sébastien Ogier, Takamoto Katsuta, Sami Pajari e Oliver Solberg, Hyundai con Thierry Neuville, Adrien Fourmaux e Dani Sordo, mentre M-Sport schiera Joshua McErlean e Jon Armstrong.
Proprio la entry list racconta già uno dei temi più forti del weekend. Toyota arriva con la formazione più profonda e numericamente più aggressiva, ma il nome che può accendere l’attenzione del pubblico spagnolo è chiaramente quello di Dani Sordo, richiamato da Hyundai per la gara di casa. E poi c’è Ogier, che su una tappa d’asfalto così specialistica alza da solo il livello tecnico del confronto. In altre parole, il Rally Islas Canarias parte con una griglia che sulla carta può produrre una battaglia molto aperta, soprattutto se il grip elevato delle strade canarie premierà i piloti più puliti e incisivi sul veloce.
Dal punto di vista della copertura, il riferimento principale è Rally.TV, che trasmette tutte le prove speciali live e on demand. Sulla pagina ufficiale dell’evento sono disponibili anche live timing, live updates, live maps e il collegamento per trovare il broadcaster locale. Per chi vuole seguire davvero tutto, la combinazione più utile resta quindi Rally.TV per le dirette e WRC.com per tempi, mappe e aggiornamenti testuali.
La vera chiave, però, è leggere bene le tappe. Il rally parte giovedì con una formula abbastanza classica ma tutt’altro che banale: lo shakedown di Santa Brígida serve a trovare il primo feeling con un asfalto molto tecnico, mentre la speciale spettacolo serale di Las Palmas de Gran Canaria ha un peso limitato in termini cronometrici, ma enorme a livello di inerzia e fiducia. La SS1 è corta, appena 1,89 km nella versione WRC pubblicata, quindi non decide nulla da sola, ma può subito mettere pressione a chi parte male o commette un errore di lettura iniziale.
Il venerdì è probabilmente la giornata più importante per costruire il rally. Il programma ufficiale prevede due passaggi su Valleseco–Artenara, Tejeda–San Mateo e Mogán–La Aldea, più il secondo passaggio cittadino su Las Palmas. Qui il tema non è solo la quantità di chilometri competitivi, ma la varietà tecnica del pacchetto. Valleseco–Artenara apre la giornata e può diventare un test di precisione fin da subito; Tejeda–San Mateo, con i suoi 18,62 km, ha abbastanza sviluppo da premiare chi trova subito ritmo; ma è soprattutto Mogán–La Aldea, con 21,70 km, la prova che può già selezionare davvero il gruppo. Il venerdì, in sostanza, sembra costruito per far emergere i piloti capaci di essere veloci senza strafare, perché c’è tanto chilometraggio e sbagliare presto rischia di compromettere l’intera tappa.
Il sabato è la giornata che, sulla carta, può decidere davvero la classifica generale. Le speciali di Maspalomas, Arucas–Firgas–Teror e soprattutto Moya–Gáldar compongono un blocco estremamente pesante. Il dato più significativo arriva proprio dall’organizzazione: Moya–Gáldar è la prova più lunga del rally con 28,90 km ed è stata presentata come uno dei tratti più importanti dell’intero evento. In un rally d’asfalto moderno, una speciale di quasi 29 chilometri con quel tipo di profilo può incidere molto più di una semplice prova lunga: può allargare i distacchi, punire errori di set-up e mettere sotto pressione anche chi arriva lì in controllo. Per questo il sabato sembra la tappa più adatta a ribaltare il rally, o almeno a definire in modo molto più netto chi potrà giocarsi la vittoria la domenica.
Anche Arucas–Firgas–Teror merita attenzione particolare. Nell’itinerario aggiornato è indicata come prova Live TV, quindi avrà inevitabilmente grande visibilità, ma soprattutto è uno dei segmenti che meglio rappresentano il carattere celebrativo e tecnico della 50ª edizione. Il sito dell’evento ha sottolineato proprio il ritorno di Firgas nel percorso del sabato come uno dei punti iconici di questa edizione. Non è la prova più lunga, ma può essere una delle più “mediatiche” e una di quelle in cui un riferimento cronometrico forte cambia la percezione del weekend.
La domenica è più corta, ma non per questo meno importante. Le quattro speciali finali si costruiscono attorno al doppio passaggio su Ingenio–Telde–Valsequillo e Santa Lucia–Agüimes, con la seconda di queste che chiuderà il rally come Power Stage. La prova più lunga della giornata è Ingenio–Telde–Valsequillo, con 25,93 km, e questo significa che chi arriverà alla domenica con distacchi contenuti non potrà permettersi di gestire troppo. Poi tutto si chiuderà sulla Power Stage, che oltre a decidere gli ultimi punti bonus può cambiare il bilancio del weekend anche per chi non riuscirà a vincere il rally assoluto. È una domenica pensata bene: abbastanza corta da essere nervosa, abbastanza lunga da restare aperta.
C’è anche un dettaglio utile per leggere meglio l’evento: il percorso ha subito aggiustamenti nelle settimane precedenti a causa del meteo, e per questo la struttura definitiva da seguire è quella pubblicata sull’itinerario ufficiale aggiornato. In pratica, chi prepara la preview oggi deve considerare validi i riferimenti dell’itinerario WRC e del documento organizzativo più recente, non le prime bozze circolate nei mesi scorsi.
In sintesi, a poche ore dal via il Rally Islas Canarias 2026 si presenta come una tappa molto più importante di quanto suggerisca una semplice lettura del calendario. C’è una Toyota fortissima nei numeri e nella profondità della formazione, c’è Hyundai che si affida anche all’effetto-Sordo, c’è Ogier che su asfalto resta sempre una minaccia enorme, e soprattutto c’è un percorso che sembra diviso in tre atti molto chiari: giovedì per prendere confidenza e non sbagliare, venerdì per costruire il rally, sabato per indirizzarlo davvero e domenica per chiudere i conti tra prova lunga e Power Stage. Chi partirà forte potrà comandare, ma chi sarà più completo nella gestione delle tappe chiave sarà quello con più possibilità di portarsi a casa una delle gare d’asfalto più affascinanti di questa stagione WRC.




