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WRC | Takamoto Katsuta detta il passo nello shakedown di Monte-Carlo: sole oggi, incognite domani

Il Rallye Monte-Carlo non smette mai di giocare con le certezze. E lo shakedown del mercoledì pomeriggio lo ha ricordato a tutti, accendendo il WRC 2026 su un asfalto insolitamente asciutto nei pressi di Gap.


A firmare il primo riferimento stagionale è stato Takamoto Katsuta, che con la Toyota Gazoo Racing ha messo tutti in fila con un 2’31”8 che, cronometro alla mano, vale soprattutto come biglietto da visita.

Il giapponese ha preceduto di 1”3 il compagno di squadra Sébastien Ogier, approfittando di condizioni che difficilmente rivedremo nel corso del weekend. Le previsioni parlano chiaro: il sole potrebbe essere un ricordo già dalle prime prove speciali.

shakedown montecarlo 2026

Ogier prudente, Monte-Carlo resta Monte-Carlo

Per Ogier, che parte praticamente da casa, lo shakedown è stato più un esercizio di misura che una caccia al tempo. Il nove volte campione del mondo ha piazzato il suo riferimento al secondo passaggio, senza forzare più del necessario.

“Essere qui è sempre speciale”, ha raccontato. “Il sole di oggi potrebbe essere l’ultimo della settimana. Sarà un rally difficile, vedremo cosa porterà il meteo.”

Tradotto: nessuna fretta, perché a Monte-Carlo il conto si paga sempre più avanti.

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Solberg cresce, Toyota compatta

Alle spalle del duo Toyota, Oliver Solberg ha confermato sensazioni positive chiudendo terzo, a 2”6 dal miglior tempo. Un segnale incoraggiante in vista della sua prima stagione completa in Rally1, dove ogni chilometro conta più dei decimi.

Completano la top five Elfyn Evans e Sami Pajari, entrambi con un approccio simile: pochi rischi, tanto lavoro di lettura delle condizioni.

Evans ha sintetizzato bene lo stato d’animo generale: “È il solito Monte-Carlo: nessuno è davvero sicuro di cosa aspettarsi. Sembra particolarmente impegnativo”.

Hyundai sperimenta: tempo secondario, feeling prioritario

Con un meteo fin troppo clemente rispetto alle attese, Hyundai Motorsport ha trasformato lo shakedown in una vera sessione di test. Thierry Neuville e Adrien Fourmaux hanno scelto di girare con pneumatici chiodati su asfalto asciutto, sacrificando il cronometro per accumulare sensazioni in vista di condizioni ben più insidiose.


“Non sono le condizioni ideali”, ha ammesso Neuville. “Nessuno sa cosa porterà il tempo. Volevo solo capire meglio le gomme chiodate”.

Il belga ha anche vissuto un piccolo brivido nel secondo passaggio, colpendo una panchina con l’anteriore destra della sua i20 N Rally1. Nessuna conseguenza seria, ma un promemoria: qui l’errore è sempre dietro l’angolo. Fourmaux, invece, ha chiuso uno shakedown pulito e prudente, alla vigilia di quello che ha definito “quasi un rally di casa”.

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Tra sorprese e apprendistato

Più indietro, Josh McErlean ha firmato il sesto tempo nell’ultimo passaggio, precedendo l’esordiente Jon Armstrong, concentrato soprattutto sull’apprendimento delle note e sul comportamento degli pneumatici nella sua prima vera esperienza in Rally1.

Grégoire Munster ha chiuso ottavo, mentre Hayden Paddon ha limitato i danni dopo un’uscita su un ponte, riportando solo lievi segni al paraurti anteriore.

“Solo un piccolo momento”, ha spiegato Paddon. “Questo sarà un rally duro e siamo nel pieno della sfida”.

Prime indicazioni, nessuna certezza

Lo shakedown di Monte-Carlo, come sempre, dice tutto e niente. Katsuta ha acceso il primo semaforo verde del 2026, Toyota sembra compatta, Hyundai lavora nell’ombra e il meteo resta il grande regista invisibile.

Da qui in avanti, però, si fa sul serio. E a Monte-Carlo, più che guardare la classifica dello shakedown, conviene tenere d’occhio il cielo.

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