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FRANCOIS RIBEIRO

WTCR | INTERVISTA CON FRANCOIS RIBEIRO

François Ribeiro, Capo di Eurosport Events, promoter del WTCR, ha risposto alle domande chiave sulla rivisitazione del calendario 2020.

Perché un calendario solamente in Europa?
“La priorità è sempre stata correre il più alto numero di gare possibili per proteggere il nostro sport, il WTCR e chi ci lavora in un momento dove non è chiaro come questa pandemia evolverà e che decisioni i governi prenderanno. E andare fuori dall’Europa avrebbe creato parecchie incertezze”.

Che certezze avete?
“Gli eventi in Asia erano il 40% del calendario originale e se avessimo proseguito così avremmo dovuto spedire i materiali a fine luglio. Ad oggi è semplicemente impossibile prevedere che restrizioni ci saranno e che rischi avremo di una seconda ondata di COVID-19, era fondamentale prenderlo in considerazione. La pandemia ha creato significativi problemi a livello di trasporti internazionali via terra, acqua e aerea, quindi non è ancora chiaro che tipi di servizi saranno in funzione, che restrizioni ci saranno e che regole sulla quarantena da osservare avremo in certi paesi per mesi. Inoltre correre lontano da casa è dispendioso e quindi abbiamo una responsabilità anche dal punto di vista economico. Teniamo alla sicurezza e alla salute di tutti i nostri partecipanti e della comunità, inclusa quella asiatica che avremmo dovuto visitare”.

Pensi ci possano essere problemi in Europa?
“Seguiremo le linee guida date con la FIA, promoter locali e governi prima di dare il via libera ad ogni evento per non compromettere la sicurezza di esso. Anche se non sarà semplice, tenere le gare in Europa non richiederà per forza volare per spostarsi, quindi si possono utilizzare vetture condivise o treni, mantenendo il distanziamento sociale richiesto. Inoltre tutti i team hanno la loro base qui, così come i fornitori, che significa flessibilità in caso di ulteriori cambiamenti”.

E se in Asia la situazione migliorasse?
“Gli eventi asiatici del WTCR in Asia sono sempre stati importantissimi, ringraziamo Cina, Macao, Corea del Sud e Malesia, oltre ad Honda, Hyundai e Lynk & Co per il supporto e la comprensione. Ovviamente tutti vogliamo che le nostre vite tornino alla normalità, ma dovevamo essere sensibili. Ritardare la decisione di cancellare i round asiatici a giugno avrebbe significato non trovare più spazio in alcun circuito europeo. Non solo il WTCR aveva bisogno di rivedere i programmi, ma parecchi campionati. Dobbiamo essere realistici, l’impatto economico del COVID-19 è tosto e influirà sul motorsport per lungo tempo, quindi i costi di gestione dovevano essere ridotti e non solo per il 2020, ma con priorità anche per il 2021”.

Che format vedremo?
“L’intenzione è di svolgere due sessioni di Prove Libere, una qualifica in tre manche e tre gare per ogni evento, a parte per quelli in Austria al Salzburgring e Germania al Nürburgring Nordschleife, dove ne avremo due. Passando da 10 a 6 eventi, abbiamo potuto fare ritorno alle tre gare per weekend, in modo da preservare una credibilità sportiva verso i nostri partner ed emittenti mondiali. A differenza di altre serie, il WTCR ha una posizione un po’ più fortunata con le sue gare sprint, per cui è stato possibile averne tre per evento. Inoltre abbiamo concordato tutti che non ci saranno test collettivi pre-stagionali”.

Adria è una novità, perché è stato scelto?
“In Italia le corse turismo hanno una grande tradizione. Qui iniziò il FIA World Touring Car Championship nel 1987, che poi venne rinnovato nel 2005. Gabriele Tarquini, primo Campione WTCR è italiano, per noi era importante portare ai fan italiani questo spettacolo e siamo entusiasti di andare ad Adria, che ha esteso il suo layout, beneficiando di eccellenti infrastrutture e un sistema di illuminazione all’avanguardia”.

Il WTCR manterrà lo stato di World Cup anche se si corre solo in Europa?
“Il Presidente FIA, Jean Todt, ci ha dato massimo supporto in questi momenti eccezionali di difficoltà che evolvono rapidamente a livello globale. Ringraziamo il FIA Touring Car Department per il lavoro svolto nel modificare il regolamento sportivo da applicare al calendario ristrutturato”.

Non era possibile una “super-stagione”?
“Dobbiamo essere realistici e valutare l’impatto economico che la pandemia di Coronavirus avrà sulla società, l’automotive, il motorsport e le industrie per anni, non per mesi. Dovevamo redarre un calendario che fosse affrontabile pensando non solo al 2020, ma anche al 2021. Quindi anche con meno di 10 eventi il prossimo anno. Credo che 16 gare su 8 tappe possa essere un buon bilanciamento”.

I team del WTCR come hanno reagito?
“E’ un periodo molto difficile per tutti loro e dovevamo proteggerli, quindi con 6 eventi in Europa a livello logistico e finanziario è tutto più sostenibile e garantisce margine vitale non solo a loro, ma anche ai fornitori”.

Che messaggio vuoi mandare ai fan del WTCR per concludere?
“Un grande grazie per pazienza e comprensione, devono continuare a seguire le direttive dei governi. Continuiamo a tenere attivissimi i nostri social media con Esports WTCR, repliche e novità nei contenuti coi piloti. Vogliamo tutti tornare in pista il prima possibile, ma solo quando sarà il momento giusto per farlo e in sicurezza”.

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